il vino che fa bene ai bambini
Nicola Fiorita
Giancarlo Rafele

“Raccontami, dai, una storia della tua terra. E un vino di quel Sud che nasconde sentimenti profondi e angoli misteriosi. Sorprendimi, ancora, in questo presente in cui tutto è già stato detto, scritto, bevuto.” “Siediti, allora, che ho qualcosa per te. Un vino che è già una storia. Un vino da assaporare come fosse uno di quei romanzi della nostra gioventù, che ci tagliavano il fiato e cancellavano il resto del mondo per tutto il tempo di quelle due-trecento pagine.” “Eccomi, versami nell’anima questa storia.”

“C’è una casa nella periferia estrema di una città calabrese che non ha insegne, non ha campanello e nemmeno un segno di riconoscimento. Una casa anonima apparentemente, ma che non ha eguali nel mondo. Ci vivono bambine e adolescenti che sono state vittime di abusi sessuali e gravissimi maltrattamenti. Si riprendono la vita, lentamente, giorno dopo giorno, si riprendono il presente e il futuro in attesa di poter pensare al passato. Crescono e vanno via, in genere, ma qualcuna non ha dove tornare e resta ancora davanti al camino della Casa di Nilla.Tutte imparano a lavorare, per il dopo.

Verrà un buon lavoro, ben retribuito, giustamente apprezzato, stabile magari. Intanto, è venuta un’idea. E una collaborazione. L’Azienda vitivinicola Tramontana ha messo a disposizione due piccole vigne. Una a Gallico, un paese di Reggio Calabria che si affaccia sullo stretto di Messina, l’altra a Casignana, coltivata a greco bianco. È grazie alla sensibilità di questa storica famiglia di vignaioli calabresi che La Casa di Nilla ha potuto collocare sul mercato due etichette a marchio proprio: Nemesi (un rosso di media struttura prodotto da uve nerello calabrese con l’aggiunta di merlot e syrah) e Neda, un Greco di Bianco Doc. Dicono che il Greco di Bianco sia il vino più antico del mondo, antico quanto la lotta tra il bene il male, quanto il dolore e la felicità.”

“È quella bottiglia lì, vero? È quello il Neda di cui parli? È ora di provarlo, non credi?”

“È qui per te. Perché tu possa degustare i sogni di quelle bambine, perché tu possa sentire gli odori della vita. I vigneti, ti dicevo, stanno a Casignana di Bianco, nella provincia di Reggio Calabria. L’uva è messa ad appassire su graticci al sole per 15 giorni prima di essere sottoposta a una soffice pressatura. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata e anche l’affinamento ha luogo in acciaio per 16 lunghi mesi prima dell’imbottigliamento. Ci vuole tempo per le cose belle, e le ragazze lo sanno. Guarda com’è ambrato questo vino. Senti com’è dolce questa storia. Un amico ci ha detto che possiamo sentire la zagara, l’acacia e tutte le modulazioni della frutta secca, dai fichi ai datteri, e poi cedri canditi, albicocche disidratate e tabacco, ma tu fermati un attimo sul dopo. Lo senti? Lo senti il retrogusto dell’impegno civile, lo senti che ti resta nella bocca quella stessa sensazione zuccherosa di quando eri bambino e trascorrevi il Natale davanti alla tv a vedere Mary Poppins o a cantare le canzoni di Tutti insieme appassionatamente?”

“La banalità del bene.”

“E la grandezza di un vino che puoi abbinare con la pasticceria secca, i dolci a base di pasta di mandorle, le crostate di frutta, la frutta secca, o con i formaggi erborinati. La totale lucentezza di un vino che può illuminare ogni serata. E può dare un senso a tutta questa nostra passione, a questa ricerca di sapori, di odori, di gocce di splendore.”

“È buono, molto buono. Dici che migliora con l’invecchiamento?”

“Sì, credo che tenga almeno una decina di anni. Ma non aspetterò. Non vedi quanto miglioriamo noi, bevendolo?”



La Casa di Nilla è il Centro specialistico della Regione Calabria per la cura e la tutela di bambini e adolescenti vittime di abusi sessuali e gravissimi maltrattamenti. Unico nel suo genere nell’Italia meridionale, garantisce un approccio multidisciplinare, articolato sul piano clinico,sociale,educativo e giuridico, alla gestione del complesso fenomeno dell’abuso e del maltrattamento all’infanzia e all’adolescenza.

La presa in carico ha una forte valenza terapeutica e riparativa ed è sempre finalizzata al rientro dei bambini in contesti familiari nel più breve tempo possibile.

Il passaggio dall’ambiente protetto della struttura tutelare, in cui si è vissuti per un tempo più o meno lungo, a nuove forme di relazioni o di “autonomia” non è un compito facile per nessun giovane, neppure per coloro che possiedono risorse familiari e personali stabili. Sicuramente si tratta di un compito ancora più arduo per quei giovani che si confrontano con il disagio derivante dalla presenza di condizioni svantaggiate sul piano personale, materiale, sociale e relazionale e che hanno alle spalle una famiglia carente, vulnerabile o, addirittura, maltrattante.

Ragazze che per questi motivi hanno trascorso parte della loro adolescenza (e magari anche dell’infanzia) all’interno di una struttura tutelare accompagnate da figure educative. In questi casi, il “ponte” diventa difficile da attraversare senza una rete di sostegno e di supporto, poiché si rischia di cadere e di perdere le sicurezze acquisite con una variazione negativa del percorso di vita. La letteratura scientifica internazionale, per riferirsi a questi giovani, utilizza i termini young people leaving care, che tecnicamente significa: minore che ha lasciato il sistema di protezione.

CASA DI NILLA Via Aracri, 2488100 Catanzaro

Sulla linea di tali elementi si è recepita l’importanza di rispondere ai bisogni concreti delle giovani ospiti di Casa di Nilla - le quali con il raggiungimento della maggiore età si trovano ad affrontare la fase di transizione verso l’autonomia - attraverso l’intervento mirato di un “progetto sperimentale” di inclusione sociale che favorisca il loro inserimento nel mondo del lavoro. D’altro canto, l’inserimento e l’appartenenza a un contesto produttivo permettono l’instaurarsi di nuove relazioni sociali, il confronto con un sistema organizzativo e di valori positivo, nonché di beneficiare di tutti gli strumenti di welfare previsti dal mondo del lavoro.

È in questo ambito di riflessione che nasce l’idea di produrre e commercializzare il vino a marchio “Casa di Nilla”. Il vino che fa bene ai bambini. Un’ulteriore dimostrazione che un’altra Calabria è possibile. Che una società migliore per i nostri bambini è possibile.


NEMESI Calabria Rosso Igt

Nella mitologia greca, Nemesi (Nemesis), figlia di Zeus, era la dea della “distribuzione della giustizia”. Nemesis provvedeva a metter giustizia ai delitti atroci, irrorando gioia o dolore a seconda di quanto era giusto, perseguitando i malvagi. Nemesi significa, quindi, distribuzione di giustizia compensatrice o riparatrice. Ma Nemesi è anche un acronimo. L’acronimo delle iniziali dei tre vitigni con cui abbiamo prodotto questa nostra prima etichetta: nerello, merlot e sirah (piccola licenza poetica rispetto al vero nome del vitigno: syrah). Uve: nerello calabrese 80%, merlot 10%, syrah 10%.

Vigneti: coltivati su un terreno argilloso e ricco di minerali, si estendono a Gallico, in località Sambatello di Reggio Calabria, ad un’altitudine di 300 m s.l.m. su un altipiano dominante lo stretto di Messina. Il vento che risale dal mare durante l’intero periodo vegetativo assicura un’ottima ventilazione e una notevole escursione termica.

Vinificazione: dopo la vendemmia, l’uva è stata immediatamente sottoposta a una soffice pressatura. La successiva fermentazione è avvenuta in acciaio a temperatura controllata (20 °C). Anche la fermentazione malolattica ha avuto luogo in acciaio, dove il vino è rimasto fino all’imbottigliamento avvenuto a metà marzo.

Alcol: 13,5% vol.


NEDA Greco di Bianco Doc

Secondo la mitologia greca, Neda avrebbe nascosto e accudito il piccolo Zeus, sottraendolo alla furia del padre Crono che divorava i propri figli man mano che la moglie Rea li partoriva. Il primo esempio di tutela e protezione dei bambini.

Uve: greco bianco 100%.

Vigneti: coltivati ad alberello su marna bianca particolarmente ricca di minerali, si estendono in località Casignana di Bianco (RC) ad un’altitudine di 150 m s.l.m. La brezza marina che risale dallo Ionio durante l’intero periodo vegetativo assicura un’ottima ventilazione e una personalità tanto forte quanto elegante, vera essenza di questa terra.

Vinificazione: dopo la raccolta manuale, avvenuta a metà settembre, l’uva è stata messa ad appassire su graticci al sole per 15 giorni prima di essere sottoposta ad una soffice pressatura. La fermentazione è avvenuta in acciaio a temperatura controllata. Anche l’affinamento ha avuto luogo in acciaio per 16 lunghi mesi prima dell’imbottigliamento.

Alcol: 14% vol.

Vitae 01
Vitae 01
Marzo 2014
In questo numero: Come dominare il tempo di Armando Castagno; Il corsaro del Rodano di Roberto Bellini; Osteria, che Verona! di Morello Pecchioli; I profumi dei vini bianchi di Rossella Romani; Vite e vino nell’Alto Medioevo di Massimo Castellani; Aeroplan airport di Alessia Cipolla; Da Carrara di gran carriera di Emanuele Lavizzari; Dolce Puglia di Monica Coluccia; Addii di Valerio M. Visintin; Terra di confine di Maurizio Maestrelli; Un piano Marshall per l’olio da olive di Luigi Caricato;  Tabacco, (in) principio (fu) attivo di Marco Starace; Note di degustazione - Il suono del vino di Fabio Rizzari; Storie di vitae - Il vino che fa bene ai bambini di N. Fiorita e G. Rafele; Pas dosé di Antonello Maietta.