Piaggia
Paolo Baracchino

Il mio primo incontro con Mauro Vannucci risale al Vinitaly del 1999, quando ebbi l’occasione di assaggiare il suo Carmignano Riserva Piaggia dell’annata 1995. Grazie a un favorevole commento sul profilo organolettico del vino, mi guadagnai l’opportunità di degustare l’anteprima dell’annata 1996, ancora in fase di maturazione in bottiglia. Ricordo ancora la mia considerazione finale sui due prodotti: il primo era certamente un vino di ottimo livello, ma il 1996 aveva uno stile differente e lo surclassava per piacevolezza ed eleganza. Mi fece sorridere la simpatica giustificazione di Mauro: “Il vino si fa prima in vigna e poi in cantina, ma in cantina c’è buio”. Scoprii successivamente l’impronta del giovanissimo enologo Alberto Antonini, tuttora consulente dell’azienda, che da subito aveva compreso le prospettive di evoluzione dei vini di Piaggia.

L’ingresso della famiglia Vannucci nel mondo del vino è avvenuto nel 1990 con l’acquisizione, per una circostanza del tutto casuale, di un primo vigneto di circa due ettari e mezzo adiacente ai terreni ghiaiosi del torrente Furba, considerati tra quelli di maggior pregio di Poggio a Caiano, il comune su cui si estende, insieme a Carmignano, il comprensorio della storica denominazione. Fu Cosimo III de’ Medici, nel lontano 1716, a determinare con il Decreto motu proprio e con il Bando i limiti geografici e le norme produttive delle quattro zone a maggior vocazione viticola del Granducato di Toscana, tra cui appunto il Carmignano, creando di fatto uno strumento di tutela e di controllo antesignano delle attuali Denominazioni di Origine. A dispetto di tanta storicità, con il riconoscimento nel 1967 della Doc Chianti, il territorio fu inglobato nella sottozona Montalbano, impedendo così l’utilizzo nell’uvaggio del cabernet, vitigno già presente in zona da almeno tre secoli con il nome, tuttora in uso tra i vignaioli, di “uva francesca”, evidente storpiatura di un aggettivo che ne indicava la provenienza geografica.

L’area di produzione ha storicamente gravitato su Firenze, anche dal punto di vista amministrativo, fino alla costituzione della Provincia di Prato il 16 aprile 1992. La Doc autonoma fu concessa soltanto nel 1975, mentre l’iter per il passaggio alla Docg si concluderà nel 1990. L’attuale composizione  ampelografica  prevede  la presenza del sangiovese per almeno il 50%, ma la maggior parte delle aziende si spinge fino al 70-80%; scarsamente utilizzato è il canaiolo  nero, sebbene  il  disciplinare  ne consenta l’utilizzo fino al 20%, così come i vitigni a bacca bianca (trebbiano toscano, canaiolo  bianco  e  malvasia  del  Chianti) previsti fino a un massimo del 10%. Oggi i veri partner del sangiovese sono il cabernet franc e il cabernet sauvignon, accompagnati sovente dal merlot.

Piaggia è da considerarsi un’azienda giovane nel  comprensorio  del  Carmignano,  non potendo vantare una tradizione secolare come la Tenuta di Capezzana o la Fattoria di Artimino, tuttavia la caparbietà e la tenacia della famiglia Vannucci nella realizzazione di vini di elevata originalità, senza perdere una spiccata impronta territoriale, sta offrendo un significativo contributo all’affermazione di questa piccola denominazione animata da una quindicina di produttori.

Fa sorridere oggi pensare che le intenzioni iniziali erano quelle di realizzare qualche damigiana di vino da regalare ai clienti del maglificio di famiglia. Mauro Vannucci, 74 anni appena compiuti, ha nel frattempo delegato la moglie Rita alla conduzione dell’attività tessile, per seguire a tempo pieno la sua inclinazione agricola, coadiuvato dalla figlia Silvia e dal cognato Paolo. Indubbiamente, la sua genuina semplicità e la simpatica ironia con cui infarcisce il racconto della sua vita lo rendono un personaggio assai piacevole da ascoltare. Come quando, trovandosi in visita presso Château Margaux, riuscì a stuzzicare la curiosità di Paul Pontallier nei confronti del vino di Carmignano, stimolandolo all’assaggio di una bottiglia di Piaggia e ricevendo in cambio  un  sincero  apprezzamento  sulla qualità del vino e addirittura la richiesta di una seconda bottiglia da poter condividere la sera stessa con alcuni amici.


L’ingresso in azienda della figlia Silvia, dopo la laurea in Giurisprudenza, ha offerto ulteriori stimoli nella comunicazione e nell’apertura di nuove prospettive di mercato, soprattutto all’estero, dove viene veicolato il 60% della produzione.  Del  40%  commercializzato in Italia, oltre la metà resta in Toscana e testimonia l’affetto di cui Piaggia gode sul territorio  regionale.  La  superficie  vitata, suddivisa tra i due comuni che fanno capo alla denominazione, è salita nel frattempo a quasi 20 ettari, che consentono annualmente una produzione di circa 90.000 bottiglie, accudite da Emiliano Falsini, uno dei collaboratori di spicco di Alberto Antonini.

I vigneti, coltivati a guyot con una densità di impianto di circa 6.500 piante, sono collocati ad una altitudine media di circa 250 metri s.l.m. e i terreni sono composti prevalentemente di argilla e galestro. Nel 1998 Mauro aveva trasferito la proprietà alla figlia. Negli anni Silvia ha ereditato dal papà non solo la passione per questo lavoro, ma anche il carattere affabile e cordiale, riuscendo a ottenere l’apprezzamento e la stima dei suoi colleghi produttori, che nel 2010 l’hanno voluta alla Presidenza del loro Consorzio di Tutela, affiancata in qualità di Direttore da Realmo Cavalieri, personaggio di grande competenza e   caratura   morale,   particolarmente conosciuto all’interno dell’Associazione Italiana Sommelier per essere stato uno dei primissimi professionisti del territorio.
La gamma produttiva di Piaggia è composta normalmente da quattro tipologie di vini, due di esse rivendicano la denominazione Carmignano, le altre due sono proposte come Toscana Igt.

PIAGGIA
Via Cegoli, 47
59016 Poggio a Caiano (PO)

CARMIGNANO IL SASSO

Proveniente dal vigneto di Santa Cristina a Mezzana, è un Carmignano assemblato con il 70% di sangiovese, 12% di cabernet sauvignon, 10% di merlot e 8% di cabernet franc, commercializzato un anno prima della Riserva Piaggia. La fermentazione avviene con i lieviti naturali e una permanenza sulle bucce tra i 15 e i 20 giorni. La maturazione è condotta per almeno 15 mesi in barrique, si affina poi per circa 6 mesi in bottiglia. Si presenta alla vista con un colore rosso rubino intenso, l’approccio olfattivo si apre con sentori iniziali di confettura di prugna e ciliegia, per terminare con richiami di violetta appassita, liquirizia e cuoio. In bocca è morbido e avvolgente con un tannino ben calibrato. Le bottiglie prodotte sono mediamente 30.000 ogni anno. Da provare con lo stinco di maiale al forno.


POGGIO DE’ COLLI

Si tratta di un cabernet franc in purezza, prodotto per la prima volta nell’annata 2004. Dopo una rigorosa selezione delle uve, fermenta in contenitori di legno aperti, dove il mosto rimane per circa 15 giorni a contatto con le bucce, utilizzando esclusivamente i propri lieviti naturali. Dopo la svinatura sosta per almeno 15 mesi in barrique. Ha una veste di color rosso rubino intenso con riflessi viola. Al naso sfoggia inizialmente sentori di frutti di bosco e fiori di lavanda essiccati, per aprirsi con note di tartufo nero, noce moscata ed eucalipto. Al gusto è un tripudio di piacevolezza e di eleganza, con un’ottima coesione tra la matrice calorica dell’alcol e la setosità del tannino. La produzione media si assesta intorno alle 10.000 bottiglie prodotte. Perfetto con la cacciagione in umido.

PIETRANERA

È prodotto nei vigneti più giovani, prevalentemente a base di sangiovese con una piccola percentuale di canaiolo, variabile in funzione delle caratteristiche dell’annata. Fermenta con i propri lieviti, sostando sulle bucce per 15-20 giorni, con follature e brevi rimontaggi. La maturazione avviene in barrique per circa 10 mesi, per poi completare l’affinamento in bottiglia per altri 6. Si apre alla vista con un bel colore rubino vivo con nitidi riflessi porpora. Complesso all’olfatto, con richiami di mora, eucalipto, spezie dolci e pellame fine. Assaggio gustoso, dal corpo equilibrato, con un tannino morbido e vellutato. La produzione annuale è di circa 20.000 bottiglie. Si abbina felicemente con i formaggi di pecora, anche leggermente stagionati.


VITI DELL’ERTA

È un vino rosato ottenuto da sangiovese in purezza, prodotto soltanto nell’annata 2010. Si può considerare l’erede naturale del tradizionale “vin ruspo” di Carmignano. La vinificazione inizia con una breve macerazione delle uve per circa 12 ore a bassa temperatura, il mosto fermenta poi in acciaio alla temperatura di 15-16 °C. Dopo una sosta sui lieviti per almeno 6 mesi, completa l’affinamento in bottiglia per altri 3 mesi. Un bel colore cerasuolo luminoso con riflessi ramati anticipa un naso di ciliegia, lampone, iodio e pepe bianco. In bocca è morbido e avvolgente, ben equilibrato da un’eccellente dotazione fresco-sapida. Nell’unica annata prodotta le bottiglie sono state circa 5.000. Ottimo con i salumi tradizionali.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA

È il vino prodotto fin dall’annata 1991. Si tratta attualmente di un assemblaggio di sangiovese per il 70%, cabernet sauvignon per il 15%, merlot per il 10% e cabernet franc per il 5%, rispetto alle prime annate la cui composizione era 60% sangiovese, 20% canaiolo, 15% cabernet sauvignon e 5% merlot. Le uve, accuratamente selezionate, provenienti da un vecchio vigneto in località Piaggia, sono vinificate separatamente e la fermentazione è condotta senza lieviti selezionati, con tempi di macerazione che oscillano tra i 20 e i 25 giorni. La maturazione avviene in barrique di rovere francese per almeno 18 mesi e si affina in bottiglia per almeno 6 mesi. È commercializzato non prima di 3 anni dalla vendemmia e le bottiglie prodotte annualmente sono circa 30.000. È splendido con le carni rosse alla brace.


CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2010

Bel rosso rubino con trame porpora. Si concede al naso con sentori intensi di ciliegia lievemente matura, seguiti da gelatina di prugna, eucalipto, spezie dolci, per terminare con sbuffi di liquirizia. Il palato è stregato da un invidiabile equilibrio con freschezza, sapidità e tannini, tutti insieme a dominare una solida morbidezza.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2009

Rosso rubino intenso. Il profumo esalta le note di china, humus e carruba, con accenni più lievi di nocciola tostata, noce moscata e sentori vegetali di geranio. All’assaggio ha una buona struttura e un eccellente equilibrio, dove la voluminosità alcolica non lascia mai il sopravvento alla vivida impronta di freschezza e al tannino di nobile fattura.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2008

La tinta è rosso rubino intensa con ampie trame granato. Il corredo olfattivo è caratterizzato da nitidi sentori di prugna matura, ciliegia in confettura, succo di mirtillo e tartufo nero, accompagnati da note minerali di grafite. Di eccellente spessore al palato, presenta una calibrata sapidità e un tannino palpitante in risalto sulle morbidezze.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2007

Rosso rubino intenso con riflessi granato. All’olfatto domina la nota di pellame fine, seguita da rapidi accenni di violetta appassita, chiodi di garofano e spezie dolci, per terminare con amido di riso e confettura di prugna. L’assaggio rivela una buona struttura, con una solerte sapidità e una rinfrescante spalla acida in evidenza sulla parte alcolica.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2006

Rosso rubino intenso con lievi venature granato. Invitanti sentori di nocciola tostata, accompagnata da anice stellato, grafite, alloro e tabacco conciato, impegnano l’olfatto. Al gusto si mostra elegante e piacevole, con sapidità e mineralità in piena evidenza. Lunga è la persistenza aromatica, con una perfetta sintonia tra i toni morbidi, l’acidità e il tannino.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2005

Rosso granato intenso, luminoso e compatto. Profuma di amido di cotone, pera coscia e rabarbaro, lievi accenni di menta, pepe nero, noce moscata e vernice a olio, per terminare con un soffio di canfora. Sorso equilibrato, con una lunga progressione gustativa tra una piacevole morbidezza, una vibrante sapidità e un tannino ben levigato.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2004

Rosso rubino intenso con larghe trame granato. L’esame olfattivo evidenzia per prima la nota fruttata della ciliegia lievemente candita, seguita da canfora, caramello e liquirizia, per terminare con accenni di pelle lavorata. L’impianto gustativo è piacevole ed equilibrato, e il tannino dolce e avvolgente mitiga la componente calorica.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2003

Rosso rubino che lascia intravedere bagliori granato. Al naso elargisce eleganti e incisivi sentori boisé, con accenni più lievi di confettura di prugna e leggerissime nuance di tartufo nero. Il profilo gustativo, di lunga persistenza, evidenzia un eccellente equilibrio tra la spalla acida e la matrice alcolica, il tutto confortato da un tannino morbido e setoso.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2002

Rosso rubino compatto dalle venature granato. Effonde profumi intensi di ciliegia matura e anice stellato, seguiti da note di smalto, goudron, canfora e cacao, per terminare con prugna e mora mature. Una lieve esuberanza del volume alcolico sulla freschezza e sulla docile matrice tannica lo rende abbastanza equilibrato in bocca.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2001

Rosso granato impreziosito da vivaci bagliori che virano al rubino. Al profumo emergono sentori di iodio, seguiti da latte di cocco e mandorla, per chiudere con accenni di amido di riso e ciliegia marasca. All’assaggio il vino non è completamente bilanciato, i tannini sono morbidi e la freschezza sovrasta la massa alcolica nella guida dell’equilibrio gustativo.


CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 2000

Rosso granato intenso. All’olfatto scaturiscono profumi incisivi di confetto e grafite, seguiti da canfora, radice terrosa e mirtillo maturo, per terminare con sussurri di noce moscata e guscio di mandorla. Bocca lunghissima, inseparabile, potente e piena: la rinfrescante spalla acida e un tannino setoso si mostrano in netto rilievo sulla componente alcolica.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 1999

Rubino intenso e concentrato, con sfumature granato. Variopinto e poliedrico, esalta il senso olfattivo con intense percezioni di ciliegia matura, confettura di mora e prugna essiccata, cui seguono vernice a olio e polvere di caffè. Al gusto mostra un’eccellente prerogativa di ulteriore evoluzione grazie a freschezza e tannino che dominano lo scenario.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 1998

Bellissimo rubino lievemente granato. Intense sensazioni di grafite stuzzicano l’olfatto, seguite da eucalipto e nocciolina tostata, con soffi di canfora in chiusura. All’assaggio si mostra subito potente ed elegante un’eccellente dotazione di freschezza e un tannino incisivo dominano, senza tentennamenti, le componenti di morbidezza

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 1997

Rosso granato con fine bordo aranciato. All’esame olfattivo è fine ed elegante, con sentori di confetto e pepe nero, seguiti da esili richiami di chiodi di garofano e clorofilla. In bocca è gustoso e piacevolmente equilibrato con le durezze che assecondano la massa alcolica, grazie anche a un tannino dolce e ben calibrato.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 1996

Alla vista è rosso granato con ampio bordo aranciato. Intrigante è lo scenario aromatico, composto da intense note di smalto, noce moscata, eucalipto e lievi accenni di prugna secca e di fieno. L’assaggio è dominato da una piacevole sapidità e da una spalla acida che sovrasta la componente calorica, grazie anche alla vitalità del tannino.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 1995

Colore rosso mattone. All’olfatto emerge dapprima un piacevole profumo di tartufo nero, seguono lievi note di ossidazione che lentamente si dissolvono per lasciare spazio a polvere di cacao, vaniglia e menta. In bocca la massa alcolica si avvicenda lievemente alla freschezza e al tannino setoso nella guida dell’equilibrio gustativo.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 1994

Veste rosso granato intenso con sfumature aranciate. Piacevole impianto olfattivo con profumi di ciliegia marasca, oliva nera, salvia e vaghi sentori di acciuga e conserva di pomodoro, per terminare con effluvi balsamici. Al gusto è sostanziamente equilibrato da una buona spalla acida e da un tannino appena in rilievo sulla matrice calorica.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 1993

Rosso mattone con esile bordo aranciato. Naso generoso con profumi intensi di liquirizia e fungo porcino secco, seguiti da pepe nero, alloro e pasta di mandorle. In bocca è sapido e minerale con la massa alcolica appena sovrastata dalla spalla acida e da un tannino inizialmente vellutato, che si asciuga un po’ nel finale.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 1992

Dal colore rosso granato con ampi riflessi aranciati. Impressioni olfattive caratterizzate da mandorla, pelle anticata, clorofilla e lievi accenni di cuoio fresco. All’assaggio si avvertono tannini un po’ verdi e asciutti, con una spiccata acidità che non lo rende equilibrato. Il vino rispecchia l’annata che è stata molto piovosa.

CARMIGNANO RISERVA PIAGGIA 1991

Si tinge di color rosso mattone con lieve bordo aranciato. Naso ricco di piacevolezza con profumi di erbe di montagna, humus, gesso bagnato e tabacco biondo. Al gusto è morbido e avvolgente, di lunga persistenza aromatica e dotato ancora di generosa freschezza, sapido e ben equilibrato, con un tannino dolce e fine.

Vitae 02
Vitae 02
Giugno 2014
In questo numero: Collio sognato di Armando Castagno; Il noir in terra di All Blacks di Roberto Bellini; Neuroni specchio di Attilio Scienza; Fenomeno naturale di Samuel Cogliati; Un’estate al mare… di Roy Zerbini; Leonardo da vino di Massimo Castellani; San Marco conquista il Sangiovese di Emanuele Lavizzari; Mr culatello di Sabatino Sorrentino; Piaggia di Paolo Baracchino; Il cliente solitario di Valerio M. Visintin; L’ora del vermouth di Fulvio Piccinino; Al luppolo, al luppolo! di Maurizio Maestrelli; L’altro volto degli oli da olive di Luigi Caricato; La conoscenza di Zino di Marco Starace; Note di degustazione - Rossini, o la musica da gustare di Fabio Rizzari; On Wine - Sogno o son (immo)desto? di Andrea Petrini; Pas dosé - Il vino come marketing assoluto di AIS Staff Writer.