editoriale
Antonello Maietta

Se il consenso si può misurare dagli innumerevoli tentativi di imitazione, come si legge sul più famoso settimanale di enigmistica, l’Associazione Italiana Sommelier rientra a pieno titolo nel novero dei casi di successo.

Non si era ancora attenuata la risonanza della Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, amplificata quest’anno dalla presenza al nostro fianco del Ministero delle Politiche Agricole, di quello della Cultura e del Turismo e della Rai, che subito è arrivata, assai gradita, la notizia della Menzione speciale per l’innovazione da parte della Giuria del Premio Gavi. Nella città del più storico tra i vini bianchi piemontesi, in un apprezzato contesto dedicato al binomio tra vino e arte, è stato premiato il nostro progetto BiancoRossoGreen, che evidenzia le potenzialità di riciclo di un materiale naturale come il sughero, sottolineandone la versatilità nel riuso per dare vita alle più svariate forme artistiche. Questo autorevole riconoscimento certifica l’attenzione e la sensibilità dell’AIS anche nella filiera ambientale.

È stata avviata la collaborazione con il Premio Internazionale Ischia di Giornalismo, tra i più antichi e prestigiosi d’Europa nell’ambito dell’informazione. Quest’anno, grazie alla presenza dell’AIS a coordinare un’apposita giuria, sarà inaugurata la sezione dedicata alla narrazione enogastronomica. Mentre sto scrivendo, è in piena attività il lavoro delle commissioni regionali di degustazione, incaricate di valutare i migliori vini d’Italia da inserire nella nuova edizione della Guida Vitae, che sarà presentata a Milano il prossimo 29 ottobre.

La sintesi di tutto questo si chiama cultura, un termine di cui conosciamo alla perfezione il significato fin dal nostro esordio in quel lontano 7 luglio 1965, quando i nostri predecessori decisero di farne l’elemento distintivo dell’attività della nostra Associazione. Una parola intimamente correlata, anche nella sua etimologia, con l’impegno di chi la terra la coltiva, ne coglie i frutti migliori e ci assegna il compito di raccontarlo fedelmente. Ne abbiamo compreso il valore a tal punto da spingerci nel 2011, per primi nel nostro Paese, a dedicarle un appuntamento fisso nel calendario annuale, anche se quotidiano è l’impegno che coinvolge tutti noi Sommelier AIS.

Questo apprezzamento generalizzato dipinge un’Associazione in forma smagliante, partner affidabile nei rapporti con gli enti e le istituzioni, che sa stare a proprio agio sotto i riflettori, senza mai indulgere all’enfasi del protagonismo. Non è poco in un periodo in cui l’apparenza sgomita per avere il sopravvento.

Buona cultura e buona Vitae a tutti.

Vitae 09
Vitae 09
Giugno 2016
In questo numero: Matrimoni manzoniani di Wladimiro Gobbo; Tiroler Champagner di Christine Mayr e Roberto Bellini; Adoro il pomodoro di Morello Pecchioli; La vite in Alto Adriatico di Maddalena Giuffrida e Alberto Luchitta; Il vino si farà frivolo? di Roy Zerbini; Jurassic Jura di Giorgio Fogliani; San Marino fa rima con vino di Antonella Piscaglia e Bruno Piccioni; Piatti dell’altro mondo di Valerio M. Visintin; Il nuovo oro di Birmania di Francesca Zaccarelli; I nuovi mostri di Alessandro Antonelli; Summer Cigar di Marco Starace; Olio di ieri e di oggi di Luigi Caricato; Note di degustazione - Verso la fiamma di Fabio Rizzari; Pas dosé - C’era una volta il vino di AIS Staff Writer.