sigari sotto l'albero
Marco Starace

Alla scoperta delle ultime novità nel raffinato mondo del fumo lento, per un Natale da intenditori, da gustare puff dopo puff.

“L’estate sta finendo”, cantavano i Righeira a metà degli anni Ottanta, e ora anche le nostre fumate sotto l’ombrellone sono terminate. Numerose novità e referenze hanno allietato la calda estate 2017. Come il sigaro Montecristo Dantés, un omaggio al protagonista del romanzo di Dumas, amatissimo dai cubani e letto nelle fabbriche dove si producono sigari, commercializzato in Italia da Diadema Spa, importatore esclusivo di sigari cubani. Alla presentazione di maggio abbiamo degustato l’edizione limitata 2016, cepo 48, un sigaro dalla lunghezza di 167 mm, con una memorabile vitola de galera Hermoso 1, che garantisce una fumata avvolgente, cremosa e tipica di questa marca. Le edizioni limitate sono prodotte con tabacchi invecchiati per almeno due anni, tutti provenienti da Vuelta Abajo. Le foglie, che derivano dai piani fogliari più alti, sono accuratamente selezionate per generare sigari con una colorazione più scura, dal gusto deciso ma allo stesso tempo delicato. Per le edizioni limitate si confezionano formati che non appartengono al vitolario standard. La fumata del Montecristo Dantés EL 2016 è generosa: la gamma aromatica spazia dal cacao dolce agli aromi di tostatura che ben si abbinano a un rum invecchiato.

Altra novità, sempre proveniente da Cuba, ha nome H. Upmann Magnum 54 (cepo 54 e lunghezza di 120 mm), che assicura una fumata appagante, dotata di corpo medio e snello: un sigaro in linea con la moda e il gusto odierno, con grande diametro ma di lunghezza non eccessiva, per una degustazione che dura dai 45 ai 60 minuti.

Ad allietare le serate sotto l’albero di Natale sarà l’Hoyo de Monterrey Elegantes, edizione limitata 

2015, presentato in anteprima nazionale a Ischia nel corso della manifestazione “Primera Emoción”, tre giorni dedicati agli amanti del fumo lento che si tiene ogni anno nel mese di settembre.Venduto in preziose scatole da dieci sigari, l’Elegantes ha vitola de galera Tacos, cepo 47 e lunghezza di 158 mm. La fumata, ancora giovane e verde, nonostante la maturazione delle foglie per due anni prima della rollatura, regala una combustione perfetta, che sprigiona sentori di camomilla e paglia. La forza è media e il gusto pieno, divertente se abbinato a uno Spritz.

Davidoff, della Repubblica Dominicana, ha proposto sigari interessanti, rivolti come di consueto a un target medio-alto e a palati molto raffinati. Da provare il Davidoff Chefs Edition, che nasce dai consigli di sei grandi chef internazionali: Peter Knogl, Maria Marte, Léa Linster, Ali Güngörmüs, Michel Trama e Renato Wüst, allo scopo di creare un’efficace ligada, e terminare in bellezza una cena gourmet. La vitola Toro di questo sigaro (lunghezza 152 mm e diametro 54) regala una fumata appagante, partendo da aromi tostati impreziositi da leggeri accenni di spezie dolci fino a sentori di cacao e cuoio.Tiraggio e forza media sono i tratti distintivi di questo sigaro delizioso.


Insolita per questa marca, la vitola Toro si ritrova in un altro sigaro della linea Davidoff Grand Cru presentato per la prima volta quest’anno. La linea Grand Cru, creata nel 1946 da Zino Davidoff, legata alle grandi maison di vino francese, impiega esclusivamente tabacchi provenienti dalle migliori piantagioni. L’eleganza della fumata, mai aspra o acida, è la linea gustativa di questo sigaro, da abbinare a uno spumante Metodo Classico o a uno Champagne.


La novità da deporre sotto l’albero è l’esclusivo e raffinato Davidoff Winston Churchill The Late Hour. Il suo ripieno è invecchiato in botti che hanno ospitato Single Malt Scotch Whisky. Un chiaro omaggio al celebre statista inglese che, a tarda sera, soleva riflettere sulle strategie di vitale importanza in compagnia di un sigaro e di un bicchiere di whisky.

Tre sono i formati del Davidoff Winston Churchill Late Hour: Robusto (52x127 mm), Toro (54x152 mm) e Churchill (48x178 mm).Tutte le vitole sono costruite con foglie di varia provenienza, come abitualmente si usa fare con i migliori sigari dominicani. Per l’esterno, o capa, si utilizza la foglia Ecuador Habano, che racchiude il ripieno, o capote, con foglia San Andres Negro (Messico). Infine, per il ripieno un mix di tabacchi dominicani (Olor Viso, Piloto Seco e San Vicente Mejorado Viso) e di tabacchi del Nicaragua (Condega Viso invecchiato per tre mesi in botti di Single Malt Scotch Whisky ed Estelí Viso).


Il formato Churchill regala una fumata impegnativa, di sessanta minuti, con note liquorose da attenuare grazie a un freddissimo cocktail Boulevardier o semplicemente da abbinare a un Highland Park Single Malt 25 anni.

Ancora un’opportunità dall’estate 2017: fumare i gioielli del Nuovo mondo dei sigari importati dal poliedrico Mario Lubinski, con i consigli esperti di Aniello Buonincontro, amico e sommelier. Una trentina i nuovi sigari commercializzati quest’anno provenienti da Honduras e Nicaragua: Rocky Patel prodotti in Honduras, quelli AJ Fernandez da Estelí in Nicaragua, e ancora la serie di Alec Bradley, i Post Embargo, con tabacco nicaraguense e honduregno nel ripieno e nella doppia sottofascia. Sono caratterizzati da un luminoso colorado maduro, conferito dalla fascia esterna honduregna, che regala sapore ed eleganza aromatica. Una scatola di sigari di Didier V. Houvenaghel non deve mancare tra i regali di Natale, come La Ley Reserva 2015 Laguito (56x165 mm; 500 box numerati) e Nicarao Especial 2014 Robusto (52x125 mm; 350 box numerati), rimasti ad affinare sino ad ora, e solo adesso finalmente pronti. In Italia, presso la Manifattura Sigaro Toscano le novità sono: un omaggio a Cosimo I con il Granduca, dai migliori tabacchi Kentucky della Valtiberina, e il Toscano Millesimato, che in questa particolare edizione sposa il vino di Montalcino.

L’Originale Millesimato 2015 è un sigaro realizzato a mano, con fascia esterna di foglia di tabacco Kentucky americano e ripieno di Kentucky della Valtiberina e del Tennessee, tutti dell’annata 2015. La fascia esterna e parte del ripieno Kentucky sono inumiditi nel Rosso di Montalcino, che apporta nella seconda fermentazione aromi particolari di fruttato. L’affinamento e la stagionatura con successive piccole microfermentazioni regalano nuance dolci che si aggiungono a quelle tipiche del Toscano originale. Anche questo sigaro non può mancare nell’humidor degli appassionati del fumo lento: come accade con tanti vini millesimati, migliorerà col tempo regalando una degustazione d’eccezione.

Vitae 15
Vitae 15
Dicembre 2017
In questo numero: Rionda, vigna da leggenda di Mauro Carosso; Il mugnaio sui lieviti di Roberto Bellini; Black pearls di Morello Pecchioli; Picolit mondo antico di Renzo Zorzi; L’oro delle Orobie di Walter Betti; Miracolo a Milano di Emanuele Lavizzari; Ciak, si beve di Gherardo Fabretti; Supplizi natalizi di Valerio M. Visintin; L’eccellenza dell’eccedenza di Francesca Zaccarelli; NatALE di Riccardo Antonelli; Diamo voce all’olio di Luigi Caricato; Sigari sotto l’albero di Marco Starace; Note di degustazione - Il coro del vino di Fabio Rizzari; Pas dosé - Doc ad hoc? di AIS Staff Writer.