autori

Wladimiro Gobbo

Giovane cinquantenne dalla per sonalità eclettica, di formazione amministrativa, spor tivo, sommelier dal 2004, dinamico, appassionato ed entus i a s t a . Quest i requisiti lo hanno portato a collaborare con alcune testate giornalistiche in rubriche che parlano di vino, distillati e formaggi del Nord-est, argomenti su cui ha maturato specifiche competenze. Dal 2014 cura la selezione e i testi descrittivi dei vini della guida Magnar Ben. È il delegato AIS di Treviso. Nel raro tempo libero ama viaggiare on the road col camper, a bordo del quale, con moglie e figlia, ha “degustato” gran parte dell’Europa.

Roberto Bellini

Incontra professionalmente il vino nel 1977, e da allora non lo lascia più. Dirige un’azienda chiantigiana per molti anni. Nel frattempo segue la formazione AIS, aggiornandosi anche con Master specifici su Whisky e Champagne, nonché con il seminario d’ammissione all’Istituto Master of Wine. Più volte consigliere nazionale AIS, componente della Giunta Esecutiva Nazionale e Vice Presidente (1999-2002, e dal 2010). Collabora con riviste specializzate e scrive di vino. Tra i suoi ultimi libri: Maledetto Champagne (2015) e Champagne. Degustare il mito (2015). Nel 2005 è il primo italiano a vincere il titolo di Ambassadeur du Champagne Italie.

Morello Pecchioli

Nasce sotto i colli di Custoza in un’annata eccezionale per i vini: corpo pieno, equilibrio perfetto, magnifica razza, carattere marcato. Giornalista appassionato di storia, fa il pendolare tra presente e passato scrivendo di entrambi. Goloso e curioso, trasforma i peccati di gola e la passione per i viaggi in pagine per “L’Arena” di Verona. Archeogastronomo, adora scavare nella sua biblioteca che occupa uno studio, due camere da letto, una taverna e due garage e ha 7 metri di scaffali di libri di enogastronomia (33 centimetri scritti da lui). Schiavizzato da Edoardo Raspelli, ha collaborato alla Guida dell’Espresso e scrive per alcune riviste di cibo e di vino. A luglio del 2016 è stato insignito del Riconoscimento Speciale “per la narrazione enogastronomica” del Premio Internazionale Ischia di Giornalismo.

Gherardo Fabretti

Nasce a Catania nel 1984, lo stesso giorno di Pirandello, Enrico VIII e Jerr y Calà. La pessima annata non lo scoraggia, anzi, con il vino, il suo amore per la letteratura “si dilata in fiamma più vivace”. Sommelier e degustatore AIS, nel 2013 consegue il Master Alma-AIS in gestione e comunicazione del vino. Patrimonio di arte, letteratura, storia e geografia, giura di bere vino al solo scopo di celebrarne la solenne umanità; finora, però, nessuno gli ha creduto. Nel portafogli conserva due santini: quelli di Guareschi e di Veronelli. Da grande vorrebbe fare il giornalista: se il “Times” lo chiamasse, raggiungerebbe New York a bordo di una nave carica di Marsala.

Cristina Serra

Ex biologa non pentita di essere ex, ora felicemente giornalista scientifica con pulsioni verso il sociale e lo story-telling. Arietina focosa, come se non bastasse è anche terrier nell’anima: somiglia infatti molto al suo cane Luna (un terrier, appunto), con il quale tuttavia non riesce a competere quanto a naso. Per affinare l’olfatto segue i corsi AIS a Trieste e si diverte molto ad assaggiare “vini che voi umani...”. Collabora con la RAI di Trieste e con trasmissioni radiofoniche del Friuli Venezia Giulia, ideando e conducendo programmi di edutainment. Si allena ad affrontare la vita e le persone “da un altro punto di vista”, spesso aiutata dalla sua macchina fotografica.

Fabio Rizzari

Giornalista professionista, ammesso che il giornalismo del vino si possa definire professionale. Per puro caso e certo non per scelta consapevole si è ritrovato a collaborare negli ultimi due decenni con pressoché tutte le testate del settore, da Veronelli Editore (“Ex Vinis”) al “Gambero Rosso”, per il quale ha ideato e condotto anche diverse trasmissioni dell’omonimo canale televisivo, fino all’“Espresso”, per il quale ha curato la guida I Vini d’Italia insieme a Ernesto Gentili. Viene da disordinati studi musicologici, e si vede bene per la preoccupante frequenza delle citazioni musicali nei suoi scritti.

Francesco Jahier

Vendemmia 1971, nato a Torino da padre marchigiano e madre siciliana, si appassiona al formaggio prima e alla veterinaria poi. Fulminato sulla via di Barbaresco, per vederci chiaro si iscrive ai corsi dell’Associazione Italiana Sommelier nel 1998. Da allora, nel tempo libero, quando non legge Fruttero & Lucentini, continua a lucidarsi le pupille tra etichette e cantine. Alle degustazioni di vino alterna la passione per la cucina, le carte geografiche e i film dei fratelli Corbucci. Aspetta paziente la pensione per ritirarsi in Trentino a produrre formaggio di malga. Nell’attesa, continua a occuparsi di animali da fattoria.

Roy Zerbini

Vendemmia 1971, nato a Torino da padre marchigiano e madre siciliana, si appassiona al formaggio prima e alla veterinaria poi. Fulminato sulla via di Barbaresco, per vederci chiaro si iscrive ai corsi dell’Associazione Italiana Sommelier nel 1998. Da allora, nel tempo libero, quando non legge Fruttero & Lucentini, continua a lucidarsi le pupille tra etichette e cantine. Alle degustazioni di vino alterna la passione per la cucina, le carte geografiche e i film dei fratelli Corbucci. Aspetta paziente la pensione per ritirarsi in Trentino a produrre formaggio di malga. Nell’attesa, continua a

Francesca Zaccarelli

Mantovana d’origine, romana d’adozione. Nel mezzo, sudamericana, for livese, parigina e australiana. Si laurea inScienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi sulle leggi, il commercio e la qualità del panorama agroalimentare all’inter no dell’Unione Europea. Diventa assaggiatrice di Olio Extravergine di Oliva, Apicoltrice e poi Sommelier. Oggi, dopo un’esperienza alla FAO, coordina un Master Internazionale in Sicurezza Alimentare e Sviluppo Umano presso l’Università di RomaTre, organizza seminari in inglese, scrive su diversi blog stranieri. Ma soprattutto: cucina, sperimenta, abbina e condivide.

Valerio M. Visintin

Cronista gastronomico dal 1990, recensisce ristoranti per le pagine del “Corriere della Sera”. Quelle cartacee del Tempo Libero e dell’inserto ViviMilano e, dal 2009, quelle internettiane del blog mangiare.milano.corriere.it. Nel frattempo, ha pubblicato una lunga serie di guide ai ristoranti e qualche libro di narrativa: L’ombra del cuoco (2008), Il mestiere del padre (2011), Osti sull’orlo di una crisi di nervi (2013) e Cuochi sull’orlo di una crisi di ner vi (2016). Nel 2017 è stato insignito del Premio Internazionale Ischia di Giornalismo “per la narrazione enogastronomica”. Crede fermamente che i critici gastronomici debbano mantenere l’anonimato nell’esercizio delle loro funzioni. Pertanto, nessuno conosce il suo volto. E nelle occasioni pubbliche, si presenta con il viso coperto da un passamontagna.

Riccardo Antonelli

Nasce a Terni nel 1990. Studia Enologia e Viticoltura all’Università degli Studi di Perugia, dove si laurea primo del corso nel 2013. Fedele all’ideologia di Soldati “Il vino è la poesia della terra”, accompagna la poesia al vino e pubblica la sua prima raccolta Note di un Cellulare. Sommelier AIS dal 2014, inizia a “collezionare vendemmie” in giro per il mondo, arrivando a concluderne tre nello stesso anno, in tre paesi diversi. La grande passione per tutto ciò che fermenta lo fa spostare verso il mondo brassicolo, e dopo un master in Brewing Technologies, è oggi Mastro Birraio, ammiccando sempre, però, al primo amore enologico.

Bruna Odoardi

Veneta di nascita, girovaga per amore, inquieta per natura. Ama le cose semplici e genuine. Laureata in Storia moderna, dopo anni dedicati all’insegnamento ha cambiato vita, complice il corso da sommelier completato qualche anno fa. Da allora gira per le tavole imbandite d’Italia. A casa ritrova il suo gatto, i suoi libri, che non sa più dove mettere, i fumetti di Tex Willer e la Settimana Enigmistica. E trova gli amici ai quali presentare sempre nuovi manicaretti. Non se ne vanta, ma è una buona cuoca. Lo dimostrano i 109 chili del marito.

Luigi Caricato

Scrittore e giornalista, si definisce “oleologo”, termine da lui stesso coniato, in seguito accolto nella banca linguistica della Treccani e in quella dell’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo. Con il progetto “Olio Officina” si propone di sviluppare un laboratorio di idee aperto a tutti, incentrato sul rapporto tra sostanze grasse e altri alimenti. Tiene conferenze e lezioni in tutto il mondo e collabora con varie testate giornalistiche italiane ed estere. È inoltre autore di numerosi volumi dedicati all’olio extra vergine di oliva. Tra le più recenti pubblicazioni: Olio: crudo e cotto (2012), Libero Olio in libero Stato (2013), Atlante degli oli italiani (2015).

Vitae 17
Vitae 17
Giugno 2018
In questo numero: Autentico fino in fondo di Wladimiro Gobbo; Assemblage Champenoise di Roberto Bellini; Frutti da fiaba di Morello Pecchioli; Sulle note del Danubio di Gherardo Fabretti; La vigne en rose di Cristina Serra; I gemelli diversi di Fabio Rizzari; Gioielli di Sicilia di Francesco Jahier; Dal 1990 al 2040 di Roy Zerbini; Critico gastro(g)nomico di Valerio M. Visintin; Naturalmente vino di Francesca Zaccarelli; Gin sempre più in di Bruna Odoardi; Allo stato Brado di Riccardo Antonelli; Quali qualità? di Luigi Caricato; Il lato amaro dello zucchero di AIS Staff Writer.