editoriale
Antonello Maietta

Mentre sta per andare in stampa questo numero della rivista, è in dirittura d’arrivo l’edizione 2020 della nostra Guida Vitae, che quest’anno sarà presentata a Roma all’interno della Nuvola, lo scenografico spazio espositivo progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas. Ancora una volta la nostra guida ai migliori vini d’Italia è ricca di informazioni relative a più di quindicimila vini, prodotti da oltre duemila aziende.


L’occasione è propizia per ricordare l’opera corale di un centinaio di Sommelier, che nelle redazioni regionali si sono occupati di tradurre in parole gli assaggi compiuti da un migliaio di degustatori, utilizzando una terminologia semplice, non troppo tecnica, da addetti ai lavori, bensì di facile comprensione. Del resto, la conoscenza del vino è una materia che ha ormai superato il ristretto ambito degli appassionati, divenendo un apprezzato argomento di conversazione: anche nei quiz televisivi non è raro trovare concorrenti che si cimentano con domande di cultura generale legate al vino. Inoltre, chi è in grado di destreggiarsi con disinvoltura nel racconto guadagna rispetto ammirazione.


La strada da seguire è quella di un linguaggio comprensibile a tutti: esattamente ciò che l’Associazione Italiana Sommelier insegna dal 1965. Siamo da sempre fieri sostenitori della necessità di un lessico semplice, che scaturisca dal possedere una solida competenza in proposito. Sono lontani i tempi in cui i comici dipingevano il Sommelier come un personaggio dall’eloquio bizzarro e poco comprensibile.

Per un semplice appassionato è normale non saper esprimere con immediatezza una sensazione: avverto quel sentore, ma non sono in grado di definirlo con esattezza. L’autorevolezza del degustatore professionista dipende non solo dalla sua abilità nel percepire un colore, un profumo, oppure un gusto, ma anche dalla capacità di tradurre in parole quella determinata sensazione.


La nostra Associazione deve essere attenta all’evoluzione della lingua, ergendosi a fiero difensore della sua purezza. Lo fa attraverso la codifica di un lessico condiviso, definendo con chiarezza il significato di ciascun termine, e insegnando a non cedere alle lusinghe di espressioni a effetto o di neologismi esasperati. Un linguaggio chiaro e al passo con i tempi.

Buone degustazioni e buona Vitae a tutti.

Vitae 22
Vitae 22
Settembre 2019
In questo numero: Soave, l’eleganza ha i suoi Cru di Massimo Zanichelli; Camaleontico Coteaux du Layon di Roberto Bellini; Magna Verona di Morello Pecchioli; Il poeta e il contadino di Fabio Rizzari; L’eredità di Severino Garofano di Giuseppe Baldassarre; Stranezze culinarie di Ilaria Santomanco; Il senso delle scrittrici per il vino di Eleonora Camilli; Uff… stampa di Valerio M. Visintin; A bordo del Clandestino di Sandra Longinotti; C’è malto e malto di Riccardo Antonelli; Cuore di Puglia non si batte di Luigi Caricato; Pas dosé - Allarme rosso di AIS Staff Writer.