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Antonello Maietta

Mentre scrivo queste righe, l’Italia – come gran parte del pianeta – è alle prese con una crisi sanitaria ed economica senza precedenti. “La crisi peggiore dall’ultimo dopoguerra” l’ha definita il Presidente del Consiglio in una delle frequenti conferenze stampa. Il paragone con le guerre e i conflitti, che alle prime avvisaglie sembrava sovradimensionato, addirittura catastrofico, ora appare più realistico.

Che la risoluzione non sia vicina lo testimoniano gli innumerevoli eventi rimandati o addirittura cancellati, come il Vinitaly o la Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, tra quelli che ci riguardano più da vicino. In uno scenario in cui è difficile fare previsioni a breve termine, ci stiamo tutti riorganizzando, creando nuovi metodi di lavoro e rimodulando i rapporti interpersonali. Un esempio è l’attività didattica rapidamente attivata on line attraverso brevi video di approfondimento su svariati argomenti. Del resto, la vera forza si svela nelle difficoltà. I cambiamenti che fino a poche settimane fa parevano impossibili diventano, poco per volta, la nuova normalità, ed è proprio questo il momento più adatto per progettare il futuro. Prendendo a prestito le parole di Thomas Mann, “le avversità possono essere formidabili occasioni”.

Questo numero della rivista associativa è testimone di tutta l’energia che abbiamo messo in campo. Conservatelo con cura, riponetelo tra le cose più care, perché è stato realizzato in un momento di grande difficoltà, grazie all’impegno di molte persone che si sono prodigate per non privarvi di questo strumento di conoscenza e di aggiornamento. È stato necessario un lavoro corale da parte della redazione, di tutti i collaboratori esterni, degli stampatori, del centro postale di smistamento, che hanno operato tra mille disagi. Nulla di paragonabile, beninteso, con l’abnegazione di quanti si sono trovati in prima linea ad arginare questa emergenza, ne siamo consapevoli. Da parte nostra, abbiamo contribuito mostrando senso civico e rispetto delle regole.

Non siamo in grado di prevedere quanto durerà questo incubo. Sfogliare queste pagine, tuttavia, sarà la prova di uno spiraglio che si è aperto. Forse non riusciremo a gioirne, al ricordo di tanto dolore, ma sarà il segnale che dobbiamo aumentare gli sforzi per rimettere in sesto il nostro Paese.

 
Oggi più che mai, buona Vitae a tutti.

Vitae 24
Vitae 24
Marzo 2020
In questo numero: Bollicine di montagna di Antonello Maietta; Chianti Classico, suoli solitari di Roberto Bellini; Buono come il pane di Morello Pecchioli; Dolceacqua, potente e appartata di Fabio Rizzari; Alcol Society di Gherardo Fabretti; Il dominatore dell’Arena di Emanuele Lavizzari; Pinot nero? Ja, danke! di Betty Mezzina; Ansonica, sale e sole di Roy Zerbini; Lo spiegone è servito di Valerio M. Visintin; Eiswein, figli del gelo di Francesca Zaccarelli; Lievito, vero Mastro birraio di Riccardo Antonelli; L’olio dei popoli di Luigi Caricato;Pas dosé - La fragilità del vino di AIS Staff Writer.