spirito enosolidale
Manuela Cornelii

Ci sono libri che cambiano la vita, chi ama leggere lo sa. Alcuni testi hanno una forza intrinseca potente e riescono a modificare le nostre idee, oppure soltanto il nostro approccio alle cose e alle azioni. Riflettere su alcune scelte, valutarle con occhio diverso, compierle con una coscienza maggiore, ci rende più consapevoli: forse ci rende più umani. La premessa serve per dare contezza del seguito: il resoconto di un progetto, che si chiama “Alba Vitæ spirito eno-solidale”, inventato, collaudato e portato avanti dall’AIS Veneto, e che dal 2021 ha cambiato respiro. Un disegno di solidarietà, con protagonista il vino, che ha visto un’azione, circoscritta in ambito territoriale regionale, prendere dimensioni più estese, concretizzarsi in un’iniziativa più ampia diffondersi in campo nazionale, con merito ovviamente amplificato. La storia, dall’inizio, ci parla di scelte, di alternanze e di risultati. L’incipit fu dato undici anni fa, per volontà del Consiglio dell’AIS Veneto di allora. Fu una partenza con stile, che ha dettato da quel momento una presenza altera nel pranzo di Natale, con la bottiglia magnum sulla tavola importante: un acquisto utile che diventa gesto di solidarietà, una carezza per chi la desidera. Non tutti i soci AIS conoscono il progetto e, quindi, queste pagine scritte possono spiegare cos’è, come si articola e i tempi di realizzazione.

Nel 2021, attraverso la consegna e la vendita di bottiglie magnum, hanno partecipato alla raccolta fondi otto regioni. La vendita è stata gestita da un sito ad hoc, con la supervisione dell’AIS Veneto, operativo in tutta Italia. Magnum solidali che hanno generato altrettanti assegni per aiutare Onlus e organizzazioni di volontariato (ODV) sui vari territori. Per il socio l’acquisto della bottiglia rappresenta un momento di generosità, che si trasformerà poi in degustazione e in piacere intrinseco. Una sequenza di eventi e presentazioni alla stampa ha scandito la prevendita. Un’AIS per il Sociale attiva e viva.
Ma quali erano i vini? E come saranno nelle prossime edizioni che verranno? Come si articola la scelta? Analizziamo scelta, alternanza e risultati come scritto sopra. La scelta: è rivolta alla cantina e viene effettuata considerando le varie e numerose esigenze del caso. Il fornitore dovrà ovviamente collaborare in modo importante per far sì che il margine da donare sia il più ampio possibile.

Saranno corrisposte bottiglie, di qualità indiscussa, a un prezzo simbolico, spesso inferiore al costo vivo, e in numero tale da consentire di accontentare, del tutto o quasi, la domanda. Il produttore di vino diviene il primo protagonista. L’alternanza è rivolta alle delegazioni, facendo in modo che ogni anno veda coinvolta una diversa territoriale all’interno della regione; last but not least, bisognerà alternare le ODV alle quali sarà destinata l’offerta in denaro, scegliendo, con occhio attento, chi opera nel campo del volontariato. Queste le ODV che sono state sostenute dalla prima edizione nazionale: la Cooperativa Sociale Rò La Formichina (AIS Veneto e AIS Sicilia), l’Associazione Orizzonte ODV (AIS Abruzzo), l’Associazione Onlus Oncomed (AIS Calabria), l’Associazione Gigi Ghirotti (AIS Liguria), la Cooperativa Sociale A.Ge.F.Ha. Onlus (AIS Marche), la Cooperativa LAI (AIS Molise), l’Associazione I Quattro Cuori Onlus (AIS Sardegna).
I risultati, che si vedranno circa un anno dopo la prima mossa di questa filiera virtuosa, saranno nelle mani di chi apprezzerà il dono. La cronaca degli anni precedenti è rintracciabile su internet e va a sancire la crescita costante del progetto. Dal comunicato stampa si legge: “Da undici anni - dichiara Marco Aldegheri- la nostra realtà si fa promotrice di questo importante progetto solidale. 

Siamo fieri del fatto che Alba Vitæ non sia più confinato soltanto al nostro territorio, ma che altre Associazioni regionali si siano unite a noi nell’iniziativa, abbracciando la causa”. Aggiungo che queste sinergie riescono a generare esempi validi di un’ottima strategia win-win. Quest’ultima edizione, ancora in itinere sulle ultime battute, ha già i prodromi della successiva per il prossimo Natale. Raccontiamola in queste poche righe.

I vini selezionati per la prima edizione nazionale di Alba Vitæ sono stati otto e sono state organizzate varie degustazioni. Eventi insoliti: non possiamo parlare di verticale, di orizzontale, di approfondimento di un vitigno o di una particolare zona vitivinicola. Nulla di tutto ciò. Ogni degustazione snocciola una serie di calici che trovano il loro fil rouge nella solidarietà: un contenuto di alto valore. Chi ha potuto assistere e assaggiare ha condiviso le capacità magnetiche gustative comuni a tutti i vini. I calici non hanno sequenze obbligate, se non nel colore e a volte nell’annata. Ripercorriamo mentalmente un ipotetico viaggio, con la parola scritta, immaginando quello che si è trovato nel bicchiere, leggendolo nelle descrizioni proposte a colleghi sapienti.

Olmèra 2019 De Stefani

Il suo nome deriva da un bosco di olmi che ricopriva l’attuale superficie dedicata, da oltre trent’anni, al vigneto che dà origine al vino. È un connubio tra friulano e sauvignon. Giallo paglierino, quasi dorato, caldo. Evoca profumi raffinati e penetranti, con iniziali toni iodati e di idrocarburi che danno spazio a pompelmo, ananas e maracuja, fiori di sambuco, zenzero e zafferano. Sorso plasmato da una sferzante presenza di freschezza e sapidità. Lungo il finale tra ammalianti sentori agrumati e balsamici.


Primaterra 2015 Valle Martello

Nel territorio di Villamagna, un vero e proprio cru. Montepulciano vinificato in purezza, con 40 giorni di macerazione, 12 mesi di maturazione in botte grande e almeno quattro anni di affinamento in bottiglia. Rosso fitto e impenetrabile. Olfatto che incanta con richiamo immediato di liquirizia e spezie, ciliegia e confetture. Le doti muscolari di questo vino sono sostenute dal substrato tannico e modellate dal caldo abbraccio alcolico, un insieme equilibrato, complesso e di notevole spessore.

Cirò Rosso Classico Superiore Volvito Riserva 2016 Caparra & Siciliani

Una cantina che nasce, nel cirotano, dall’unione delle due famiglie che le danno il nome. Gaglioppo in purezza: le sue cromie granato evocano il colore dell’uva. Offre sequenze di frutta matura, susine e gelsi neri di fine estate che anticipano cannella, tabacco dolce e noce moscata. In bocca è deciso, centrato in un equilibrio dove il tannino sostiene struttura e rigore. Incede lento e sicuro sul lungo finale. È vino aristocratico che affronta agevolmente lo scorrere degli anni.

Colli di Luni Rosso Niccolò V 2016 Cantine Lunae

Nel cuore dei Colli di Luni la cantina raccoglie l’eredità enoica dei Celti, dei Liguri e dei Romani. Sangiovese, merlot e pollera nera affrontano un importante periodo di maturazione in botte e un ulteriore affinamento in bottiglia. Granato che vira in sfumature scarlatte. Richiama profumi intensi, di grande complessità e stratificazione: marasca, chinotto e confettura di mirtilli, note speziate di pepe nero, cannella e chiodi di garofano. Sorso di spiccata personalità e struttura ben supportate da morbidezza e tannino.

Piceno Superiore Morellone 2017 Le Caniette

Il nome del vino è un omaggio ad Ascanio Condivi, primo biografo di Michelangelo: il morellone è il colore di base dei suoi celebri affreschi. Ottenuto da montepulciano e sangiovese che crescono su colline perpendicolari al mare. Ha veste “rosso morellone”, intensità olfattiva che spazia dai frutti rossi croccanti alle note floreali di rosa e viole accompagnate da liquirizia e cacao, china e rabarbaro. Elegante e persistente, è perfettamente bilanciato tra calore alcolico e fresca sapidità.

Tintilia del Molise Macchiarossa 2016 Claudio Cipressi

Una scelta felicemente condizionata dalla ormai consolidata riscoperta di questo vitigno autoctono molisano. Il calice, rosso e potente, esprime riconoscimenti complessi, con note fruttate fresche, ma anche evolute e una dolce speziatura. Il sorso è pieno, invitante, sostenuto da tannini vibranti e perfettamente integrati. È un vino che incontra solo l’acciaio nel suo processo produttivo, restituendo così, grazie anche alla spiccata personalità dell’uva, una perfetta identità territoriale.

Etna Rosso 2016 Primaterra

L’azienda ha messo a disposizione un’edizione speciale del suo Etna rosso con etichette realizzate da diversi artisti. Nelle note organolettiche il vino trova la lucentezza e il calore tipico del Mediterraneo. Un’ossatura che richiama la dura roccia del vulcano. Nerello mascalese e nerello cappuccio si esprimono con frutta rossa, sottobosco, spezie e sentori balsamici. Al gusto è perfetto il bilanciamento tra corpo e tannino, freschezza e sapidità. Vino con grande persistenza e prospettiva evolutiva.


Cannonau di Sardegna Senes Riserva 2017 Argiolas

Un’interpretazione moderna di cannonau integrata da una piccola percentuale di carignano e bovale. Sosta in acciaio, matura in cemento, dove ritorna dopo una sosta di 12 mesi in barrique. Rubino vivido con nuance granato, sfoggia un corredo olfattivo ricco con un approccio di puro frutto che si apre svelando tabacco, cacao, radice di china; seguono accenni balsamici con una chiosa di pepe di Giamaica. Grande il dinamismo gustativo: ingresso fresco e teso che approda a un finale di equilibrio e persistenza.

Dopo aver bevuto con la mente, tutti insieme, i vini che hanno partecipato ad Alba Vitæ, e dopo aver capito la forza di questa kermesse che si trasforma in azione buona, rimane un interrogativo: qual è il libro, di cui scrivo all’inizio, che con la sua potenza riesce a modificare gli approcci? È un saggio divulgativo, di facile lettura, di un neuroscienziato di nome Linden, che spiega alcuni meccanismi strani della nostra mente. Ha un sottotitolo intrigante che recita: “ovvero, perché junk food, sesso, sudore, marijuana, vodka e gioco d’azzardo ci fanno sentire bene”. Chi lo ha letto, però, sa che bisogna aggiungere a queste cose un’altra voce, che oltretutto è la più importante, e che, chissà perché, l’editore ha omesso. Quella voce si chiama solidarietà: un atteggiamento di nobile egoismo. Un benessere che ognuno di noi ricerca, e che il “far del bene agli altri” ci regala, e che un sommelier troverà, oltre al vino ovviamente, in una magnum eno-solidale di Alba Vitæ.

Vitae 34
Vitae 34
Settembre 2022
In questo numero: Rosato a divenire di Massimo Zanichelli; Il Malbec si espAnde di Betty Mezzina; Crocus e delizia di Morello Pecchioli; Terreno d’incontro di Fabio Rizzari; Dolci fiabe torinesi di Paolo Bini; Il valore delle vigne urbane di Gherardo Fabretti; L’Albana di una nuova era di Giovanni Solaroli e Vitaliano Marchi; Mi arrendo all’arredo di Valerio M. Visintin; Vitigni antichi, visioni nuove di Francesca Zaccarelli; Taste of summer di Riccardo Antonelli; Turisti o cercatori d’olio? di Luigi Caricato; Storie di Vitae - Spirito enosolidale di Manuela Cornelii.