editoriale
Sandro Camilli

Se vent’anni fa, all’inizio del mio percorso in AIS, mi avessero detto che un giorno avrei curato l’editoriale di questa prodigiosa rivista – beh – probabilmente non ci avrei creduto; di certo avrei sorriso, incantato al pensiero di un onore del genere. Ancor meno avrei pensato di ricoprire un ruolo così importante nella più prestigiosa associazione enogastronomica del mondo.
Non posso dunque continuare queste righe senza prima ringraziare tutte le socie e i soci che hanno dimostrato stima e fiducia nei miei confronti, così come i membri del Consiglio Nazionale, unanimi nel riporre il proprio credito verso il sottoscritto, e tutte le persone che negli anni mi sono state accanto. Riuscire a valorizzare anche solo una parte dell’immenso patrimonio culturale generato nei decenni dall’Associazione per me sarebbe già un grande traguardo.
È con l’emozione di chi si accinge a interpretare un ruolo del genere, pertanto, che riempio questa pagina, con la speranza che le parole si tramutino in azioni ed esperienze di cui ciascuno di noi possa beneficiare.
Memore di quanto ho ricevuto in eredità, sono consapevole dell’estrema difficoltà del compito; ma ogni sfida è soprattutto un nuovo traguardo da raggiungere: l’abbraccio quindi con entusiasmo, vivendola come ho sempre fatto, con impegno, onestà, trasparenza, umiltà e passione. Sono questi i princìpi condivisi dalla eccellente squadra che abbiamo schierato, e con la quale, nei prossimi quattro anni, continueremo a promuovere la cultura del vino e del cibo, senza dimenticare settori in continuo sviluppo, come quello della birra, dell’olio, del caffè, del tè e, non ultimo, della mixology. Lo faremo portando a compimento progetti centrati su un metodo formativo sempre più inclusivo, e incentivando la partecipazione di professionalità appartenenti alla nostra grande famiglia, con particolare attenzione ai giovani e al sociale.
In questa prospettiva la mia figura si pone al centro del progetto: farà da legante tra i gruppi di lavoro e da raccordo con le sedi territoriali, per garantire l’equilibrio e l’armonia necessari a raggiungere gli scopi che ci siamo prefissati.
A tutti i colleghi coinvolti nel faticoso lavoro che ci attende auguro di essere sempre animati da uno spirito positivo, e da quel senso di appartenenza in virtù del quale l’interesse dell’Associazione prevale su quello personale, in ossequio alle migliaia di membri che compongono il nostro sodalizio. Da parte mia, prometto che manterremo fino all’ultimo giorno del nostro mandato la stessa determinazione con cui abbiamo vissuto il primo, con la speranza di affidare, a chi verrà dopo di noi, una AIS ancora migliore.
Buona Vitae.

Vitae 34
Vitae 34
Settembre 2022
In questo numero: Rosato a divenire di Massimo Zanichelli; Il Malbec si espAnde di Betty Mezzina; Crocus e delizia di Morello Pecchioli; Terreno d’incontro di Fabio Rizzari; Dolci fiabe torinesi di Paolo Bini; Il valore delle vigne urbane di Gherardo Fabretti; L’Albana di una nuova era di Giovanni Solaroli e Vitaliano Marchi; Mi arrendo all’arredo di Valerio M. Visintin; Vitigni antichi, visioni nuove di Francesca Zaccarelli; Taste of summer di Riccardo Antonelli; Turisti o cercatori d’olio? di Luigi Caricato; Storie di Vitae - Spirito enosolidale di Manuela Cornelii.