Capitolo 7 - Attività di marketing

Il co-branding, il product placement (Netflix), wine club, wine collectors/luxury wine tourism

Nei precedenti capitoli abbiamo affrontato come il vino o il prodotto gastronomico di qualità possa rappresentare il punto di partenza per una motivazione turistica.
Vediamo ora come questi prodotti enogastronomici possano essere un vero e proprio boost per altri prodotti e/o servizi tramite delle #attivitàdimarketing mirate e studiate allo scopo. Inoltre, ricordando lo storytelling qui diventa ancora più chiaro come il prodotto sia assodato, mentre il valore del prodotto stesso sia non solo economico, ma anche di marketing.
L’obiettivo della formazione è quello di rendere questo valore aggiunto evidente e gestibile da parte dei diversi operatori del mondo enoturistico o ancora di tutti coloro che in qualche modo possono associare il loro prodotto o brand all’enoturismo.
Le modalità per accrescere in modo indiretto il valore del prodotto sono molteplici e cercheremo in questo capitolo di delinearne le principali.

Il co-branding 

Il #cobranding è una strategia di marketing in cui due o più marchi o aziende collaborano insieme per creare un prodotto, servizio o campagna promozionale condivisa, che sfrutta l’immagine e la reputazione positiva di entrambi i marchi. In pratica, il co-branding combina i punti di forza di ciascun marchio per creare un’offerta congiunta che sia attraente per i clienti e che generi valore aggiunto per entrambe le aziende coinvolte.

Questa forma di partnership tra marchi può avvenire in diverse forme, tra cui: 

  1. Prodotto con marchi multipli: le aziende si uniscono per sviluppare e lanciare un prodotto che porta i loghi o i nomi di entrambi i marchi. Ad esempio, nel mondo del vino e del turismo potremmo vedere una bottiglia di Chiaretto1 rapportarsi con un’azienda di lingerie, suggerendo elementi di leggerezza e charme.
  2. Promozioni e campagne congiunte: due marchi possono unire le forze per lanciare una campagna pubblicitaria o una promozione congiunta, sfruttando le risorse di marketing di entrambe le aziende per aumentare la visibilità e l’interesse dei consumatori. 
  3. Collaborazione su eventi o sponsorizzazioni: le aziende possono unirsi per sponsorizzare eventi o iniziative culturali, sportive o di beneficenza, ottenendo una maggiore esposizione e creando associazioni positive tra i marchi e l’evento.
  4. Packaging congiunto: le aziende possono creare un packaging congiunto in cui i loro prodotti sono venduti insieme in un unico pacchetto, offrendo un valore combinato ai consumatori.
  5. Co-branding online: le aziende possono collaborare online, ad esempio, attraverso la creazione di contenuti condivisi o la costruzione di partnership digitali per raggiungere nuove audience.
1. Il vino Chiaretto è un tipo di vino rosato prodotto principalmente nella zona del Lago di Garda. È uno dei vini più tipici e rappresentativi di questa area e gode di una denominazione di origine controllata (DOC) o denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), a seconda della zona di produzione. 

Il Chiaretto è ottenuto principalmente da uve rosse autoctone, come Groppello, Marzemino, Bardolino che vengono lasciate a macerare brevemente con le bucce prima di essere separate dal mosto. Questo processo di macerazione conferisce al vino il suo caratteristico colore rosato. 

Il nome Chiaretto deriva dalla parola italiana “chiaro”, che fa riferimento al colore tenue e brillante del vino. Il Chiaretto si presenta infatti con una tonalità di rosa, che può variare dal rosa pallido al rosa cerasuolo, a seconda delle pratiche di vinificazione e del tempo di macerazione delle bucce; è apprezzato per la sua freschezza, leggerezza e fragranza. Ha un gusto asciutto e fruttato, con aromi di frutta rossa, come fragole, ciliegie e lampone, e talvolta presenta sfumature floreali. È un vino ideale per l’estate e si accompagna perfettamente a piatti di pesce, crostacei, insalate, antipasti e cucina mediterranea in generale.

Gli obiettivi del co-branding includono spesso: 

  • Espansione del mercato: la collaborazione tra due marchi può consentire loro di raggiungere nuovi segmenti di mercato o nuovi gruppi di clienti.
  • Rafforzamento del valore della marca: la partnership con un marchio noto e rispettato può aiutare a rafforzare la percezione e il valore della marca presso i consumatori.
  • Generazione di interesse: il co-branding può suscitare interesse e curiosità tra i consumatori, poiché offre qualcosa di nuovo e inusuale.
  • Beneficio reciproco: entrambi i marchi possono trarre vantaggio dalla collaborazione, raggiungendo risultati che potrebbero essere difficili da raggiungere da soli. 

È importante che le aziende coinvolte nel co-branding siano complementari e con valori di marca simili, in modo che la partnership risulti autentica e coerente agli occhi dei consumatori, così come il target di riferimento sia congiunto e non conflittuale nei confronti di nessuno dei prime prospects delle due aziende coinvolte. Quando ben progettato e implementato, il co-branding può essere un’efficace strategia per aumentare la riconoscibilità del marchio, attrarre nuovi clienti e ottenere un vantaggio competitivo nel mercato. 

Venendo al mondo vinicolo o enoturistico, questa è una strategia di collaborazione tra aziende vinicole del settore, con altre aziende che possono o no essere attinenti allo stesso mondo, con l’obiettivo di creare sinergie e valorizzare l’esperienza per i consumatori. Se entrambe le realtà sono dell’ambito vinicolo o enoturistico possiamo considerare come esempi i seguenti: 

  • Vini con marchi multipli: due o più cantine possono collaborare per creare un vino congiunto che porta il nome o il logo di entrambi i marchi. Questo può coinvolgere la combinazione di diverse varietà di uva o metodi di vinificazione unici delle cantine coinvolte, danno vita a un prodotto unico e speciale.
  • Enoturismo congiunto: aziende enoturistiche, come cantine, alberghi, ristoranti o tour operator specializzati nell’enoturismo, possono collaborare per offrire pacchetti e tour congiunti. Ad esempio, una cantina può collaborare con un ristorante per offrire una degustazione di vini con abbinamento di piatti gourmet.
  • Promozioni e eventi congiunti: diverse cantine o aziende enoturistiche possono unire le forze per organizzare eventi, degustazioni tematiche o festival del vino. Questo permette di attirare un pubblico più ampio e creare un’atmosfera di festa enogastronomica.
  • Packaging congiunto: cantine diverse possono creare confezioni congiunte in cui i loro vini vengono venduti insieme, permettendo ai consumatori di scoprire una selezione di vini provenienti da diverse regioni o di diversi stili. 

Qualora invece una sola sia del settore vinicolo o enoturistico possiamo pensare a: 

  1. Partnership di prodotto, realizzate su prodotti complementari enogastronomici: le aziende vinicole possono collaborare con produttori di prodotti alimentari, come formaggi, cioccolato o salumi, per creare abbinamenti perfetti tra vino e cibo. Questo può arricchire l’esperienza del consumatore e aumentare l’apprezzamento per i vini proposti. Altrettanto il co-branding può avvenire abbinando un vino a brand di fashion per promuovere valori quali lo stile, la freschezza o il romanticismo, piuttosto che a case editrici che desiderino associarsi magari a un territorio.
  2. Partnership su servizi come collaborazioni con eventi culturali o turistici: le aziende vinicole possono collaborare con eventi culturali, festival o attrazioni turistiche locali per promuovere la propria cantina e i propri vini. Questo può attirare visitatori e turisti nella zona, promuovendo sia il territorio che i prodotti vinicoli. 

L’obiettivo del co-branding nel settore vinicolo o enoturistico è quindi quello di ampliare la portata e la visibilità delle aziende coinvolte, migliorare l’esperienza del cliente e creare un’offerta unica e distintiva. Questa strategia permette alle aziende di accedere a nuovi mercati, attirare nuovi clienti e aumentare la fedeltà dei consumatori esistenti. La collaborazione tra marchi nel settore vinicolo o enoturistico può portare a vantaggi reciproci, rafforzando la reputazione e il valore delle aziende coinvolte.

Il product placement 

Il #productplacement è una strategia di marketing e promozione in cui un prodotto, un marchio o un servizio vengono inseriti in modo discreto all’interno di un contenuto mediatico, come film, serie televisive, programmi televisivi, video musicali, videogiochi o altri tipi di media. L’obiettivo del product placement è promuovere il prodotto o il marchio, esponendolo al pubblico attraverso una piattaforma di intrattenimento popolare, senza che sembri una pubblicità diretta o invasiva.

Invece di essere presentato in modo evidente come in uno spot pubblicitario tradizionale, il prodotto o il marchio inserito nel contenuto vengono mostrati o menzionati in modo naturale e integrati nella trama o nella scenografia; possono apparire nei dialoghi, essere utilizzati dai personaggi, comparire in scene di sfondo o essere parte integrante della storia. Il product placement è utilizzato per raggiungere il pubblico di un contenuto specifico in modo più sottile e persuasivo, sfruttando l’attrattiva e l’influenza del media stesso. Quando ben realizzato, può creare un legame positivo e un’associazione tra il prodotto o il marchio e il contenuto, influenzando indirettamente le scelte di acquisto dei consumatori.
Questo tipo di promozione è ampiamente utilizzato nell’industria dell’intrattenimento e della pubblicità, poiché consente alle aziende di raggiungere un vasto pubblico di potenziali consumatori in modo creativo ed efficace. Tuttavia, è importante che il product placement sia trasparente e rispetti le normative di pubblicità e divulgazione in vigore in diverse giurisdizioni, in modo che il pubblico sia consapevole della presenza di un messaggio promozionale all’interno del contenuto. 

Il product placement ha dimostrato di essere una strategia di marketing efficace per molte aziende, specialmente quando associato a contenuti di grande successo e popolarità. Tuttavia, la sua integrazione nel contenuto deve essere ben bilanciata e attenta per evitare che appaia troppo invasiva o poco autentica, garantendo al contempo un impatto positivo sulle percezioni dei consumatori riguardo al prodotto o al marchio promosso.
Celeberrimi esempi di product placement che vedono il vino protagonista sono i film della serie cinematografica 007 con le Grand Annee Bollinger che seguono negli anni; molti altri esempi si possono trovare anche in show televisivi meno celebri, quando il vincitore di un quiz brinda con una bottiglia per legare la gioia e il successo alla bottiglia stessa. Un esempio italiano è ben rappresentato da due cantine venete quali Le Vigne di San Pietro e le cantine Tommasi all’interno della produzione Netflix dedicata alla città di Verona dal titolo Love in the villa (Innamorarsi a Verona) del 2022.

Il wine club 
Il #wineclub è un’organizzazione o associazione di appassionati di vino che si uniscono per ricevere regolarmente una selezione di vini, partecipare a eventi, degustazioni e ricevere vantaggi esclusivi offerti dal club. I wine club possono essere gestiti da cantine, enoteche, rivenditori di vino o aziende specializzate nel settore vinicolo. Offrono ai loro membri l’opportunità di esplorare nuove etichette e regioni vinicole, scoprire vini selezionati e ricevere consigli da esperti del settore; la loro struttura e i loro vantaggi possono variare notevolmente, ma in genere includono i seguenti elementi:

  1. Selezione di vini: i membri del wine club ricevono regolarmente una selezione di vini, spesso sotto forma di abbonamento mensile o trimestrale. La selezione può includere vini della cantina stessa o una varietà di etichette scelte dai sommelier del club. 
  2. Degustazioni e eventi: i wine club organizzano eventi speciali per i loro membri, come degustazioni guidate, visite in cantina, cene a tema o masterclass condotte da esperti del vino. 
  3. Sconti e offerte speciali: i membri dei wine club possono ricevere sconti o offerte speciali sull’acquisto di vini e prodotti correlati. Questo è un vantaggio che premia la fedeltà dei membri e li incentiva a continuare a partecipare al club. 
  4. Accesso a vini esclusivi: alcuni wine club offrono ai loro membri accesso a vini esclusivi o edizioni limitate che non sono disponibili al pubblico generale.
  5. News e contenuti esclusivi: i membri possono ricevere newsletter o contenuti esclusivi che includono notizie del settore, consigli di abbinamento cibo-vino e altre informazioni vinicole di interesse.
  6. Flessibilità dell’abbonamento: alcuni wine club permettono ai membri di personalizzare il proprio abbonamento, scegliendo il numero di bottiglie o la frequenza delle consegne.

Il wine club è una forma di membership che offre ai consumatori un’esperienza più approfondita e coinvolgente nel mondo del vino. Questo modello di business è apprezzato sia dai consumatori occasionali che dagli appassionati più esperti, poiché consente loro di esplorare nuovi vini e regioni vinicole, partecipare a eventi esclusivi e accedere a vantaggi speciali offerti dal club. 

Tra gli esempi di maggior rilievo in Europa citiamo il 67 Pall Mall2 a Londra, al cui interno troviamo wine collectors o wine lovers targettizzati con capacità di spesa elevata e perfettamente in linea per un prodotto luxury. Da notare, infine, come la partecipazione a questi club sia onerosa per il cliente, che tuttavia vedrà poi nei vantaggi e negli sconti un ritorno significativo. Inoltre questo serve anche a garantire la partecipazione solo di un target selezionato di clienti, che vorranno realmente investire nella loro passione.

2. Per informazioni rimandiamo al sito web ufficiale: https://www.67pallmall.com/the-london-club/

I wine collectors e wine investors 

Approcciare i #winecollectors, significa approcciare i collezionisti di vino, appassionati e intenditori del mondo del vino che dedicano tempo, risorse e impegno a collezionare, conservare e apprezzare vini di alta qualità e valore. Questi individui sono spesso motivati dalla passione per l’enologia, dalla ricerca dell’eccellenza e dall’amore per il vino come forma d’arte e di espressione culturale. Nei circoli dei collezionisti di vino, la conservazione e l’acquisizione di bottiglie pregiate possono diventare una vera e propria passione, con l’obiettivo di accumulare una collezione unica e rappresentativa.
I wine collectors possono appartenere a una vasta gamma di background, da esperti enologi e sommelier, a professionisti di altre industrie o appassionati di vino che hanno sviluppato una passione per la degustazione e la raccolta di vini pregiati. Questi collezionisti hanno spesso una vasta conoscenza dei vari tipi di vini, regioni vinicole, annate e produttori di rilievo. La loro esperienza e competenza li aiutano a selezionare con cura i vini da aggiungere alla loro collezione, valutando fattori come la reputazione del produttore, le condizioni di conservazione, il potenziale di invecchiamento e il valore di mercato.

La motivazione principale dei wine collectors può variare: alcuni cercano di costruire una collezione diversificata, comprendente vini da diverse regioni e con diverse caratteristiche, per esplorare la vasta gamma di stili e sapori che il mondo del vino ha da offrire. Altri possono concentrarsi su una specifica regione vinicola o su un particolare produttore, cercando di ottenere le migliori annate e le edizioni limitate di un determinato vino. La conservazione del vino è una parte fondamentale dell’attività dei wine collectors: essi investono nella creazione di un ambiente adeguato per la conservazione dei loro tesori, che può includere cantine climatizzate o dispositivi di controllo dell’umidità per preservare le condizioni ottimali di invecchiamento. La corretta conservazione dei vini è essenziale per garantire che mantengano la loro qualità e integrità nel corso degli anni.
Inoltre, i wine collectors spesso partecipano a eventi di degustazione, a mostre vinicole, ad aste e a incontri con produttori di vino, per rimanere aggiornati sulle ultime novità del settore e per avere l’opportunità di acquisire bottiglie rare o di edizioni limitate. Le aste di vini possono essere particolarmente attraenti per i collezionisti, poiché offrono la possibilità di accedere a bottiglie che potrebbero essere difficili da trovare altrove.
I wine collectors possono anche condividere la loro passione con altri appassionati, scambiando informazioni, consigli e vini attraverso forum online, club esclusivi o incontri sociali dedicati al vino. La condivisione di esperienze e la possibilità di confrontarsi con altri esperti è una parte importante della comunità dei wine collectors.
In conclusione, i wine collectors sono individui appassionati, competenti e dedicati, impegnati nella ricerca e nella raccolta di vini di alta qualità e valore. La loro passione per l’enologia e la cultura del vino li spinge a esplorare il mondo del vino e a costruire collezioni uniche che rappresentano la loro visione personale del mondo enologico.


Molto prossimi ai wine collectors troviamo la categoria dei wine investors.
I #wineinvestors, o investitori di vino, sono persone o entità che investono denaro o risorse finanziarie nell’acquisto e nella raccolta di vini di alta qualità con l’obiettivo di ottenere un ritorno sull’investimento in futuro. Questi investitori vedono il vino non solo come una bevanda pregiata e un’esperienza enologica, ma anche come un’opportunità per generare profitti attraverso la compravendita di bottiglie di vino collezionate. 

Ci sono diverse motivazioni per diventare un wine investor: 

  • Potenziale apprezzamento del valore: alcuni investitori di vino credono che le bottiglie di vino collezionate aumenteranno di valore nel tempo. Sono disposti a mantenere la loro collezione per un periodo di invecchiamento, attendendo il momento giusto per rivendere le bottiglie a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto. 
  • Diversificazione dell’investimento: il vino può essere considerato un bene tangibile e, come tale, può essere utilizzato come una forma di diversificazione del portafoglio di investimenti. Gli investitori cercano di bilanciare il proprio portafoglio di investimenti tra attività finanziarie tradizionali e attività tangibili, come il vino, per ridurre il rischio complessivo del loro portafoglio.
  • Interesse per l’enologia e la cultura del vino: alcuni investitori di vino sono prima di tutto appassionati del mondo del vino e della cultura enologica. La loro passione li spinge a investire in vini di alta qualità, ma allo stesso tempo, vedono la loro collezione come una forma di investimento a lungo termine.
  • Investimenti in vini da consumare: alcuni investitori di vino acquistano bottiglie pregiate per il piacere di degustarle e condividerle con amici e familiari. Sebbene queste bottiglie possano essere viste come investimenti, l’obiettivo principale è apprezzare il vino e l’esperienza di degustazione. Di fatto si tratta, come per il punto precedente, di wine collectors che dispongono di maggiori risorse economiche.
  • Partecipazione a aste e mercati vinicoli: gli investitori di vino possono partecipare ad aste e mercati dedicati al vino, dove acquistare e vendere bottiglie collezionate. Queste aste e mercati offrono loro l’opportunità di accedere a bottiglie rare o di edizioni limitate che possono avere un alto valore di mercato.
  • Acquisto di futures o enprimeur: gli investitori di vino possono acquistare vini in anticipo direttamente dalla cantina prima che vengano imbottigliati e rilasciati sul mercato. Questo può consentire loro di acquistare a prezzi più bassi rispetto a quando vengono rilasciati ufficialmente, con l’aspettativa che il valore aumenti una volta che i vini sono disponibili per la vendita. 

Gli investitori di vino possono essere sia privati che istituzionali, come fondi di investimento specializzati nel settore del vino. È importante notare che l’investimento nel vino comporta alcuni rischi, tra cui la volatilità dei prezzi, la possibilità di contraffazione e il rischio di deterioramento delle condizioni delle bottiglie nel corso del tempo. Prima di intraprendere investimenti nel vino, è consigliabile consultarsi con esperti del settore o consulenti finanziari per valutare le opportunità e i rischi specifici legati a questa forma di investimento. 


Per essere attraenti nei confronti di entrambe le categorie sarà fondamentale proporre dei prodotti rari, se non addirittura personalizzati così da premiare l’ego e il portafoglio degli acquirenti. Le attività di marketing descritte in precedenza3 possono agevolmente essere mirate su questa categoria particolarmente remunerativa di persone.

3. Per attirare i wine collectors o i wine investors, una cantina può adottare diverse attività di marketing strategiche che mettano in risalto la qualità e il valore dei propri vini, oltre a creare un’esperienza unica e coinvolgente per gli appassionati e gli investitori del settore. Ecco alcune attività di marketing che una cantina può considerare per attrarre questo tipo di clientela: 

  • Creazione di prodotti di alta qualità: la base di qualsiasi strategia di marketing di successo è la qualità del prodotto. Una cantina dovrebbe focalizzarsi sulla produzione di vini di alta qualità, distintivi e autentici, che siano apprezzati dagli intenditori e che possano dimostrare un potenziale di apprezzamento del valore nel tempo.
  • Partecipazione a eventi e mostre vinicole: le cantine possono partecipare a importanti eventi e mostre vinicole sia a livello locale che internazionale, dove potranno far conoscere i loro vini a una vasta audience di intenditori e investitori. Questi eventi offrono l’opportunità di degustazioni guidate, presentazioni dei prodotti e incontri con potenziali acquirenti.
  • Inviti esclusivi a degustazioni: organizzare degustazioni esclusive e invitarvi wine collectors, sommelier e esperti del settore può essere un’ottima strategia per far conoscere i vini della cantina a un pubblico ristretto ma altamente interessato. Queste occasioni consentono di presentare i vini in un ambiente intimo e raffinato, e di condividere dettagli sulla produzione e la storia della cantina.
  • Edizioni limitate e vini da invecchiamento: creare edizioni limitate di vini o produrre vini destinati all’invecchiamento può attrarre l’attenzione dei wine collectors e degli investitori, poiché queste bottiglie possono acquisire valore nel tempo. Mettere in risalto l’unicità e l’esclusività di queste selezioni speciali può essere un potente incentivo per gli intenditori e i collezionisti.
  • Presenza online: un sito web ben progettato e una forte presenza sui social media consentono alla cantina di raggiungere una vasta audience di appassionati di vino. Utilizzare piattaforme social come Instagram, Facebook o Twitter per condividere notizie sulla cantina, eventi, e condividere contenuti interessanti può aiutare a creare un seguito di fedeli appassionati.
  • Programma di membership o wine club: creare un wine club o un programma di membership esclusivo può essere una strategia efficace per attrarre wine collectors e wine investors. Offrire vantaggi speciali come l’accesso a vini esclusivi, inviti a eventi privati, sconti e opportunità di acquisto di futures può rendere la cantina più attraente per questo tipo di pubblico.
  • Collaborazioni con sommelier e esperti: collaborare con esperti del settore, come sommelier rinomati o critici vinicoli, può aggiungere credibilità alla cantina e alzarne il profilo tra i wine collectors e gli investitori.
  • Partecipazione a aste vinicole: includere i propri vini nelle aste di vini può far conoscere la cantina a una clientela di alto livello e, nel caso in cui le bottiglie raggiungano un prezzo elevato, può contribuire a creare una percezione di valore e desiderabilità per i collezionisti e gli investitori. 
  • Racconti e storytelling: valorizzare la storia e la passione dietro la cantina e i suoi vini può creare un’esperienza coinvolgente per gli appassionati, che saranno più inclini a collegarsi emotivamente alla marca.
    Implementando queste attività di marketing in modo strategico e coeso, una cantina può attirare con successo wine collectors e wine investors, costruendo una reputazione di eccellenza e attrattività nel mondo enologico.

Il luxury wine tourism 

Nel capitolo 5 abbiamo trattato di cosa sia il #luxurywinetourism e di come il lusso vada al di là di questo con azioni di marketing culturale e personalizzazione. 

In questa parte ci soffermeremo sulle attività di marketing che meglio possano attrarre il luxury wine tourism

Anzitutto è necessario adottare un approccio di marketing mirato e sofisticato che rifletta l’esclusività e l’eccellenza delle esperienze enogastronomiche offerte. 


Alcune delle principali attività di marketing per attirare con successo questa clientela sono riassumibili in 13 punti: 

  1. Branding e immagine distintivi: creare un brand e un’immagine distintivi che riflettano il lusso e l’eleganza dell’esperienza enogastronomica offerta. Un logo raffinato, una grafica sofisticata e un sito web ben progettato sono fondamentali per trasmettere un’immagine di prestigio.
  2. Creazione di pacchetti enogastronomici esclusivi: offrire pacchetti enogastronomici su misura e personalizzati che includano visite private a cantine prestigiose, degustazioni guidate di vini pregiati, cene gourmet abbinate a vini di alta qualità e altre esperienze uniche legate al mondo del vino.
  3. Collaborazioni con partner di lusso: creare attività con hotel di fascia alta, ristoranti stellati Michelin, resort esclusivi e Spa di lusso per arricchire l’offerta complessiva e dare vita a un’esperienza enogastronomica di alto livello.
  4. Campagne di marketing digital mirate: utilizzare i canali di marketing digitali per raggiungere il pubblico target. Campagne di email marketing mirate, annunci su piattaforme di social media e pubblicità online possono essere utilizzate per raggiungere i potenziali clienti interessati al luxury wine tourism.
  5. Eventi esclusivi: organizzare eventi enogastronomici esclusivi e limitati a un ristretto numero di partecipanti, come degustazioni di vini di annate particolari o cene gourmet in location suggestive.
  6. Tour guidati personalizzati: offrire tour personalizzati e privati, con guide esperte del settore per fornire un’esperienza esclusiva e altamente informativa ai visitatori. 
  7. Servizi di concierge: fornire servizi di concierge personalizzati per aiutare i clienti con prenotazioni di hotel, ristoranti e altre attività durante il loro viaggio enogastronomico.
  8. Storie coinvolgenti: raccontare storie accattivanti sulle cantine, i produttori di vino e il territorio per creare un legame emotivo con i clienti.
  9. Uso di testimonial influenti: coinvolgere testimonial influenti nel settore enogastronomico per promuovere l’esperienza del luxury wine tourism e aumentare la credibilità del brand.
  10. Campagne di relazioni pubbliche: utilizzare le relazioni pubbliche per ottenere copertura mediatica e visibilità nei media, sia locali che internazionali, per attirare l’attenzione su eventi, iniziative speciali e offerte esclusive.
  11. Programmi di fedeltà: creare programmi esclusivi per premiare i clienti frequenti e incoraggiare la loro fidelizzazione. 
  12. Raccolta di feedback e recensioni: raccogliere feedback dai clienti soddisfatti per costruire una reputazione di eccellenza nel settore del luxury wine tourism. 13. Costanti sinergie col territorio per svolgere educational anche culturali di successo. 


Queste attività di marketing, se implementate in modo strategico e coordinato, possono aiutare a creare un’esperienza enogastronomica di lusso autentica e desiderabile, che attira i clienti del luxury wine tourism e li fidelizza nel tempo.

Case Study

Intervista a Laura Donadoni
Giornalista, Scrittrice, Podcaster


§ Se il marketing è l’arte di creare valore, cosa crea oggi valore nel mondo del vino? 

La potenza di una storia è ciò che riesce a creare valore per un prodotto culturale quale è il vino. Lo storytelling, il saper veicolare emozioni ed empatia, riesce a trasformare una bottiglia in qualcosa di più prezioso del suo contenuto oggettivo; il vino, come altri beni di lusso, accresce il suo valore diventando un simbolo. 

Uno degli esempi per spiegare questo concetto secondo me è il case history di Emidio Pepe. Emidio Pepe ha creato valore per i vini del suo territorio e ha ottenuto prestigio a livello mondiale, rimanendo fedele al suo metodo tradizionale. La sua storia inizia negli anni Sessanta, quando, insieme a sua moglie Rosa, decide di coltivare vigne nel cuore dell’Abruzzo, a Torano Nuovo. 

Emidio Pepe ha adottato un approccio artigianale alla produzione del vino, ha scelto di utilizzare solo uve autoctone, come il Montepulciano per i suoi vini rossi e il Trebbiano per i vini bianchi. Ancora oggi tutto viene perpetrato come agli inizi: perfino la pigiatura manuale, anzi con i piedi, tutto racconta una storia familiare e territoriale uniche. Non ha ceduto ai richiami del mercato, ha creduto sin da subito nelle potenzialità di invecchiamento dei suoi vini e quando tutti intorno a lui svendevano e svendono il Montepulciano a 3 euro al litro, i vini Pepe hanno trovato spazio nelle carte dei vini dei più importanti ristoranti al mondo, a centinaia di euro per bottiglia. Che differenza intrinseca c’è tra il suo vino e quello del dirimpettaio? Sicuramente è di più alta qualità, ma non tanto da giustificare un prezzo dieci volte più elevato. La differenza la fa la sua storia e come è stata raccontata. 


§ I wine collectors, collezionano solo il prodotto? 

La risposta a questa domanda è ovvia. No, non collezionano il prodotto, ma questo vale per qualsiasi collezione. 

L’unicità degli oggetti in una collezione è un aspetto fondamentale. Gli oggetti unici possono avere un valore intrinseco e un’importanza storica o culturale significativa; possono essere rari, antichi, di edizione limitata o possedere caratteristiche speciali che li distinguono dagli altri oggetti simili. L’unicità può rendere una collezione più interessante, preziosa e gratificante per il collezionista, poiché riflette la sua capacità di trovare e acquisire oggetti speciali che pochi altri possono possedere. 

Poi c’è l’aspetto dell’investimento economico: la fiducia che un vino raro e unico possa acquistare valore in sé o in relazione alla sua rarità. È banalmente la legge della scarsità che ben si applica a un prodotto come il vino che per sua definizione è irreplicabile e inimitabile: fortemente legato a condizioni territoriali, climatiche e di annata, si può dire che ogni bottiglia ha una storia a sé. Questo lo rende perfetto per il concetto di collezione. 


§ Qual è il vero lusso nel mondo del vino? 

Per me il vero lusso è la libertà di aprire una bottiglia unica e rara senza un’occasione speciale, senza grandi celebrazioni, per il gusto di concedersi un momento di meditazione estetica. Questo lusso non è legato alla disponibilità economica, ma è più un mindset. È saperci attribuire più valore come esseri umani rispetto alle cose che ci circondano, seppure uniche, belle e speciali. Questo è il vero lusso: pensare che un buon vino ci nobiliti e possa farlo in qualsiasi momento lo decidiamo. Ciò significa anche promuovere un consumo consapevole, meditato, che mette al riparo dai rischi di dipendenza che, bisogna dirlo, il vino come ogni alcolico, porta con sé.

Wine Hospitality
Wine Hospitality
Quando il fattore umano e la genialità italiana cambiano il marketing
di Cristina Mascanzoni Kaiser  Il valore del vino, i ricordi e le emozioni che nascono da sapori e profumi, si intrecciano con territorio, tradizione e cultura. Tutti questi elementi collaborano e forniscono le basi per un' offerta enoturistica ed enogastronomica vincente. Wine Hospitality è più di un libro, è un manuale che nasce con l'intento di essere una guida per le aziende che non solo desiderano promuovere il proprio prodotto ma vogliono farlo all'interno di un concetto più ampio di ospitalità e accoglienza. Creare esperienze uniche e di successo è possibile riuscendo a integrare la proposta di partenza con le aspettative del target di riferimento, riuscendo addirittura a superarle.