Conclusioni

Al termine di questo percorso sul marketing del turismo del vino, possiamo dire di avere una panoramica dettagliata di questo segmento e di come si sia evoluto nel corso degli ultimi decenni. Sono stati tracciati nei vari capitoli gli aspetti imprescindibili da considerare per un corretto approccio da parte degli operatori professionisti del settore. 

Va da sé che ciascuno dei temi trattati è in continua evoluzione con conseguente cambiamento degli scenari complessivi. Acquisiti gli elementi base, ne segue un impegno di aggiornamento continuo; l’operatore enoturistico o del food&wine, in generale, deve monitorare le tante variabili in campo che compongono il puzzle del suo field: economiche, sociali, tecnologiche, legislative, geopolitiche e quant’altro. In tal modo sarà possibile intercettare le nuove tendenze, i nuovi bisogni del turista, le nuove opportunità di crescita. 

Partendo dal principio che la storia non comincia adesso e non finisce con noi, l’invito all’operatore è di avere uno sguardo prospettico accompagnato da una vision: quella di un turismo enogastronomico di alta qualità, capace di fare rete con il territorio e abbracciare discipline laterali come lo sport, la cultura, il business, la natura e la cucina.

La qualità messa nei dettagli di servizi e nei prodotti fa la differenza in un contesto globale altamente competitivo; a questa si aggiunge la consapevolezza del genius loci e dell’immenso patrimonio culturale e heritage che ci è stato trasmesso, da sempre di forte appealing per il visitatore straniero.

Last but not least, l’elemento umano di empatia nella relazione con il visitatore è l’elemento ‘magico’ che crea alchimia: se la connessione wireless è un bisogno scontato dei nostri giorni, nondimeno c’è un bisogno di ri-connessione con il proprio mondo interiore; attraverso le attività esperienziali, degustative-sensoriali si vive un racconto, una storia di vita, una tradizione, una memoria, una traccia di passaggio a cui il turista vuole partecipare perché significativa anche per lui e attraverso cui catturare ‘the beauty’. 

Per rendere tutto questo in un’immagine, possiamo in qualche modo paragonare il prodotto turistico enogastronomico a un’orchestra polifonica dove voci diverse cantano e leggono lo stesso spartito. La maestria del direttore, qui il coordinatore/ operatore, è ciò che fa la differenza nel risultato dell’armonia.

Giuseppina Marcolini
co-founder deliciousitaly.com

Wine Hospitality
Wine Hospitality
Quando il fattore umano e la genialità italiana cambiano il marketing
di Cristina Mascanzoni Kaiser  Il valore del vino, i ricordi e le emozioni che nascono da sapori e profumi, si intrecciano con territorio, tradizione e cultura. Tutti questi elementi collaborano e forniscono le basi per un' offerta enoturistica ed enogastronomica vincente. Wine Hospitality è più di un libro, è un manuale che nasce con l'intento di essere una guida per le aziende che non solo desiderano promuovere il proprio prodotto ma vogliono farlo all'interno di un concetto più ampio di ospitalità e accoglienza. Creare esperienze uniche e di successo è possibile riuscendo a integrare la proposta di partenza con le aspettative del target di riferimento, riuscendo addirittura a superarle.