Quell’etichetta che non è solo su una bottiglia

Prima di parlare del libro in sé, che ho trovato e sono certo troveranno tutti, interessantissimo, voglio spendere qualche riga per parlare dell’autrice, con parole che ritengo essenziali anche per la comprensione del libro stesso. Comprendere infatti la testa, ma anzitutto il cuore che sta dietro a questo volume, che mette ogni cosa al suo posto nel mondo del vino e nel suo mercato, è fondamentale, perché in questo atto di comprensione regna la differenza che fa di questo libro un libro e non un manuale di istruzioni per addetti ai lavori. Cristina Mascanzoni Kaiser, volto da eterno cherubino, carattere da autentico guerriero, è persona che mastica cultura e abitudine al mondo dalla nascita; e che ha la contagiosa capacità di mettere a proprio agio chiunque, in qualsiasi circostanza, cosa che la accomuna con il vino buono e di qualità, argomento di cui ha deciso di trattare oggi nelle pagine che seguono.
Conosce, come pochi sanno, la differenza tra conoscenza e cultura, così da metterne insieme il meglio senza spocchia alcuna, senza saccenza, con tanta passione e voglia di condividere. L’autrice ha il vizio di fabbricazione di fare le cose fatte bene, come si deve. E di portare gentilezza anche negli ambienti più ruvidi.
Il contributo che Cristina Mascanzoni Kaiser, nome che da solo obbliga a stare con la schiena dritta e tenere le orecchie connesse al cervello anche quando parla del meteo, dà alla comunicazione è quello di chi la gentilezza non la pratica a casaccio, ma ne comprende l’importanza e la tratta da passepartout in grado di aprire quelle porte che spesso, per ragioni anche spicciole, restano chiuse ai più e che precludono affari d’oro nel mercato dell’accoglienza e, più ancora, in quello dell’agroalimentare e al fascinoso quanto complicato mondo delle uve e dei vigneti.
Quando penso a Cristina, la immagino da sempre come una sorta di San Pietro, che ha con sé le chiavi di svariati paradisi: luoghi, oggetti, progetti, prodotti, con il comune denominatore della qualità e della sostanza.

In un mondo in cui il marketing è anzitutto fuffa, con elegante semplicità e chiarezza, Cristina Mascanzoni Kaiser è uno scrigno di concretezza e pragmatica lealtà nei confronti dei suoi interlocutori. Ed è generoso, da parte sua, aver messo nero su bianco tutto ciò che poteva restare, se non segreto, discretamente celato, tenendosi in vantaggio con colleghi e competitor. 

Molti degli argomenti, gli addetti ai lavori, probabilmente li conoscono già: nessuno, però, aveva mai avuto il fiuto di metterli in ordine, trovare una giusta dialettica comprensibile da tutti; nessuno, con tutta probabilità, ha saputo dare valore aggiunto a passaggi tecnici e propedeutici a un argomento così freddamente numerico come la vendita, andando a regalare sorsi di poesia che trasformano quel mercato che sa di aceto in vino di pregio.
Perché, se è vero come è vero, che l’etichetta su una bottiglia è il primo biglietto da visita, c’è da dire che l’etichetta Cristina la conosce e sa anche come si applica. Che sia una bottiglia di vino, una maison de charme o, come oggi, finalmente, un buon libro.


Nicola Santini
Etiquette and communication teacher

Wine Hospitality
Wine Hospitality
Quando il fattore umano e la genialità italiana cambiano il marketing
di Cristina Mascanzoni Kaiser  Il valore del vino, i ricordi e le emozioni che nascono da sapori e profumi, si intrecciano con territorio, tradizione e cultura. Tutti questi elementi collaborano e forniscono le basi per un' offerta enoturistica ed enogastronomica vincente. Wine Hospitality è più di un libro, è un manuale che nasce con l'intento di essere una guida per le aziende che non solo desiderano promuovere il proprio prodotto ma vogliono farlo all'interno di un concetto più ampio di ospitalità e accoglienza. Creare esperienze uniche e di successo è possibile riuscendo a integrare la proposta di partenza con le aspettative del target di riferimento, riuscendo addirittura a superarle.