capitolo 13

IMBALLAGGI PER BOTTIGLIE

Cartone ondulato

Albino Morando, Stefano Ferro

(A) - Termini tecnici relativi al cartone

Copertine: fogli di carta non piegati che costituiscono le due superfici del cartone.

Ondulazione: tipo di piegatura che subisce il foglio di carta interposto tra due copertine, per distanziarle e per aumentare la resistenza.

Cordonatura: schiacciamento delle onde del cartone in punti prestabiliti dove il foglio verrà piegato per formare la scatola.

Altezza: distanza tra la punta e l’avvallamento dell’onda (mm).

Passo: distanza tra due punte dell’onda (mm).

Numero: quantità di onde in un metro lineare di cartone.

Minitriplo: cartone ottenuto accoppiando un’onda E e una B.

Le bottiglie, una volta confezionate e corredate con l’abbigliamento previsto, devono essere imballate per la commercializzazione.

Nell’ambito dei diversi materiali idonei allo scopo il cartone ondulato (A, F), ottenuto per la prima volta nel 1875, è quello maggiormente utilizzato in campo enologico. Esso deriva dall’accoppiamento di due o più strati di carta, uniti tramite colla, con fogli centrali appositamente piegati ad onda in modo da conferire alla struttura una notevole capacità ammortizzante (B).

Le copertine (C) sono costruite con uno speciale cartoncino “Kraft” di norma formato da pura cellulosa alla soda o al solfato, di fibra lunga.

(C) - Sigle per carte da copertine e da ondulazione

Carte per copertine

Carte per ondulazione

Simbolo

Carta

Simbolo

Carta

K

Kraft

S

Semichimica

L

Liner

M

Medium

T

Test-Liner

F

Fluting

C

Camoscio

P

Paglia

Le ondulazioni hanno il compito di distanziare le copertine e costituire una nervatura con un effetto colonna, che rappresenta l’agente di resistenza all’accatastamento ed alla compressione verticale (D). Ogni onda è identificabile per altezza, passo, numero di oscillazioni per metro e coefficiente di ondulazione (lunghezza carta da ondulare/lunghezza copertina) (E). I tipi di carta utilizzati per l’ondulazione sono: la Semichimica, l’Uso-Semichimica e la Fluting (quella maggiormente diffusa sul mercato nazionale).

Il cartone ondulato viene ottenuto meccanicamente tramite l’azione di una macchina ondulatrice che forma le onde lavorando su cartone pre-riscaldato. In seguito la carta passa all’incollatrice che deposita uno strato di collante sulla sommità delle onde. I collanti utilizzati sono amidi di mais, frumento o fecole, usati come tali o addizionati di resine per ottenere una certa impermeabilità. Vengono poi unite le copertine (una se cartone semplice, due se doppio). Successivamente il cartone è sottoposto a trattamenti per il suo consolidamento e viene, infine, analizzato per rilevare il livello qualitativo raggiunto.

Il cartone utilizzato per fabbricare scatole da imballaggi viene identificato con una successione di lettere corrispondenti nell’ordine, dall’esterno verso l’interno della scatola, al tipo di onda e modello di carta utilizzato (per copertina esterna, onda, copertina interna). A queste lettere seguono, nello stesso ordine, una serie di numeri indicanti la grammatura (g/m2) dei tre tipi di carta.

(E) - Caratteristiche dei tipi di onda del cartone (Piergiovanni, Limbo 2010)

Tipo onda

Altezza (mm)

Passo

(mm)

Numero di onde/m

Coefficiente di ondulazione

Onda alta (K)

> 5,0

14,9

67

-

Onda alta (A)

> 4,5

da 8,6 a 9,1

da 110 a 116

da 1,48 a 1,45

Onda media (C)

tra 3,5 e 4,4

da 7,3 a 8,1

da 123 a 137

da 1,41 a 1,45

Onda bassa (B)

tra 2,5 e 3,4

da 6,3 a 6,6

da 152 a 159

da 1,33 a 1,36

Onda micro (E)

tra 1,2 e 2,4

da 3,2 a 3,4

da 294 a 313

da 1,23 a 1,30

Onda micro (F)

tra 0,7 e 0,9

da 2,3 a 2,4

da 417 a 435

-

Onda micro (G)

tra 0,5 e 0,6

da 1,8 a 1,9

da 526 a 556

-

(F) - Caratteristiche del cartone ondulato

Il cartone è ampiamente utilizzato per i suoi svariati vantaggi:

  • resistenza: a scoppio, perforazione, lacerazione, compressione;
  • basso assorbimento dell’umidità;
  • impermeabilità all’aria (per facilitare il lavoro delle ventose utilizzate sulle linee di confezionamento);
  • buona stampabilità;
  • planarità.

Ultimo, ma non certo per importanza, viene prodotto per l’85-90% con carta da macero ed è totalmente riciclabile.

Formazione della scatola

La scatola di cartone viene definita con misure interne, corrispondenti a lunghezza (L), larghezza (l) e altezza (H). Per la corretta identificazione del prodotto occorre far seguire, come in precedenza, la serie di lettere e numeri. La scatola, costituita da un pezzo unico, è munita di falde superiori e inferiori, viene normalmente fornita stesa, per problemi di spazio, e dotata di slottature o intagli fustellati, che consentono una sua agevole formazione (G).


Stampa dei cartoni

È ormai pratica diffusa, anche tra le cantine più piccole, la stampa del cartone che, oltre alle classiche indicazioni per il trasporto (alto, fragile, ecc.), riporti il marchio dell’azienda e informazioni sul prodotto.

Dal 1920 una macchina definita Printer-Slotter consente la stampa ed il taglio contemporaneo del cartone. In questo macchinario entrano rettangoli di cartone, parzialmente cordonati, corrispondenti alla superficie totale dell’imballo, ed escono le scatole stampate, intagliate e cordonate in tutte le parti, pronte per essere piegate ed assumere la forma definitiva.


Cartoni per bottiglie

In genere per le bottiglie di vino si utilizzano cartoni che contengono 6, 9, 12 o 15 bottiglie. Sono anche diffuse le confezioni più piccole (3, 2, 1 bottiglia) più utilizzate per occasioni particolari e omaggi. Il cartone presenta forma parallelepipeda con misure dei lati diverse a seconda del tipo di bottiglia da contenere.

All’interno della scatola, le stesse bottiglie sono separate da un alveare (in cartone ondulato), per evitare sfregamenti che rovinerebbero il vetro, ed aumentare la resistenza meccanica del contenitore.

I cartoni possono essere formati manualmente o a macchina (H), chiudendo la parte inferiore. Dopo l’inserimento dell’alveare s’introducono le bottiglie e si chiude la parte superiore con punti metallici e/o apposito nastro.

Le bottiglie possono essere disposte in posizione verticale o orizzontale. La prima è preferita per la maggior comodità operativa, per la facilità di applicazione dell’alveare ed il minor costo. La seconda, invece, è consigliabile per i vini che devono sostare per molto tempo prima del consumo perché il contatto vino-tappo evita il rinsecchimento di quest’ultimo, occludendo l’ingresso all’aria.

Per evitare danneggiamenti durante lo stoccaggio ed il trasporto, la sistemazione sui pallets deve essere eseguita correttamente, mirando a sovrapporre gli spigoli, punti nei quali è massima la resistenza a compressione dell’imballo (I).

La scelta della scatola dev’essere fatta in funzione delle qualità del cartone, del tipo di costruzione della stessa e del prodotto che dovrà contenere.

Contorni del vino
Contorni del vino
A cura del coordinamento scientifico Vit.En.
Terzo volume della collana BACCO DIDATTICO, dedicato a tutti quegli elementi che accompagnano l'uva dal ricevimento in cantina alla bocca del consumatore.Si parte con la storia dei contorni, dai primi contenitori in pietra scavata fino ai poliaccoppiati di nuovissima concezione. Si prosegue con legno, cemento armato, vetroresina, vetro, sughero, materie plastiche: informazioni dettagliate sulla composizione, sulle interazioni col vino, supportate come sempre da linguaggio semplice e abbondante materiale fotografico. Di cosa parla? Non posso che citare fedelmente quanto detto dal mio illustrissimo predecessore: “La plurimillenaria storia del vino si è, da sempre, andata evolvendo parallelamente all’evoluzione dei contenitori che hanno, ovviamente, condizionato le varie fasi tecnologiche dalla fermentazione alla conservazione, al trasporto, alla mescita. Quest’opera tratta in dettaglio dei vasi vinari in tutti i loro aspetti; delle botti, delle bottiglie e del loro abbigliamento, del sughero e degli altri mezzi di chiusura senza dimenticare i contenitori diversi da quelli tradizionali, gli accessori e le tubazioni ”Italo Eynard , Dicembre 1991