capitolo 5

SERBATOI METALLICI

Assemblaggio e condizionamento termico

Albino Morando, Andrea Soria

Calandratura virole

Le lamiere, solitamente nelle altezze di 1000-1200 o 1500 mm, vengono sottoposte a curvatura mediante una calandra con un passaggio forzato in tre rulli che, al variare della distanza di quello superiore, possono modificare il raggio di curvatura (A). Le saldature vengono effettuate in automatico facendo scorrere il serbatoio o la testata saldante lungo la generatrice del recipiente (saldature longitudinali) (B) oppure ruotando lo stesso (saldature sul fasciame). Per l’acciaio inossidabile è anche diffusa la pratica di accostare più lamiere saldate longitudinalmente per poi calandrarle (fino a 6 m di altezza) ottenendo alla fine la disposizione delle saldature in verticale. Le lamiere di acciaio vengono protette con una guaina plastica autoadesiva, mantenuta per tutta la lavorazione, allo scopo di evitare danni alla finitura superficiale (C).

(A) - Il foglio provvisto delle opportune finiture viene passato nella macchina chiamata “calandra” per subire la piegatura (CMP)

(B) - L’immagine a fianco mostra la saldatura longitudinale per ottenere la virola formata (Cavalzani Inox)

(C) - Sotto, serbatoio pronto alla consegna. Fino all’applicazione degli accessori viene protetto da un film plastico che preserva la lamiera da eventuali danni durante la lavorazione (Cavalzani Inox)

Assemblaggio

Si procede poi all’assemblaggio del fasciame con i fondi tramite saldature effettuate da una sola parte (fino a 2-3 mm), oppure da entrambe per spessori superiori. Le operazioni possono risultare più onerose e complesse quando il serbatoio presenta caratteristiche particolari quali doppie pareti, tasche periferiche per il condizionamento termico, supporti per fondo piano, ecc.

Applicazione degli accessori

Terminato l’assemblaggio, si procede ad allestire il serbatoio di tutti gli accessori indispensabili o richiesti dal cliente. Essi saranno in funzione dell’utilizzo futuro del recipiente, in modo da garantire all’operatore un lavoro comodo e soprattutto in sicurezza (D, E).

(D) - Operazioni di finitura automatizzate con macchine a controllo numerico su un serbatoio di piccole dimensioni (CMP)

(E) - Prima della consegna si esegue il “decapaggio” delle saldature, ovvero la rimozione degli ossidi per azione combinata di acido fluoridrico e acido nitrico, oppure con una sabbiatura a palline di vetro (Sirio Aliberti)

Condizionamento termico dei serbatoi

Mentre in passato risultavano termocondizionate solo le autoclavi e pochi altri recipienti espressamente adibiti alla stabilizzazione tartarica, la tendenza attuale è quella di intervenire, a livello termico, in molti processi di elaborazione del vino, dalla criomacerazione alla fermentazione alcolica, dalla malolattica allo stoccaggio dei vini dolci, ecc.

Allo scopo sono necessari dispositivi atti a conseguire il condizionamento termico e/o il rivestimento delle pareti del contenitore con materiali isolanti.

I sistemi di condizionamento sono così suddivisi:

  • Scorrimento o spruzzatura di un sottile velo di acqua sulle pareti del contenitore (questa pratica risulterebbe inutile con altri materiali cattivi conduttori). Si ottiene uno scambio contenuto, accettabile solo su piccoli contenitori (50-80 hL).
  • Intercapedine (detta anche mantello o tasca) esterna di circolazione libera di un liquido scambiatore. Si tratta semplicemente di una doppia parete nella quale il liquido può scegliere vie preferenziali, limitando lo scambio. Per tale motivo, non disgiunto dai maggiori costi costruttivi e dalla necessità di ingenti quantitativi di soluzione glicolata, questo sistema non viene più utilizzato.
  • Circolazione forzata di glicole all’interno di intercapedini del tipo a mezzo tubi spiralati, a lamiere sagomate, a fasce parallele o spiralate.

Questi dispositivi, attuali e molto validi dal punto di vista funzionale, sono comunque condizionati, nella loro azione, dai parametri di esercizio adottati ed in particolare dalla pressione del glicole e dalla differenza di temperatura tra il refrigerante e il liquido da termocondizionare (F, G, H).

(F) - L’applicazione dell’intercapedine avviene sul serbatoio completato. L’operazione risulta piuttosto delicata, dal momento che le tubazioni, al cui interno scorre il liquido incongelabile, non devono essere schiacciate per non compromettere la funzionalità delle stesse (Ghidi metalli)

(G) - Le fasce refrigeranti possono essere una sola oppure diverse, in funzione della capacità del serbatoio e delle esigenze di cantina. È importante valutare l’altezza alla quale posizionare l’intercapedine, considerando i moti convettivi del liquido all’interno del serbatoio. In alcuni casi è possibile sfruttare una sola tasca, escludendo fisicamente o attraverso opportune elettrovalvole l’intercapedine superiore, ad esempio qualora il livello del vino non raggiunga la fascia sopra. È inoltre possibile sfruttare le stesse tasche per riscaldare il liquido, magari sfruttando il medesimo impianto frigorifero munito di “pompa di calore”. In entrambi i casi è sempre buona norma applicare al serbatoio un agitatore che omogeneizzi la massa (Outokumpu)



(H) - Per serbatoi posizionati all’esterno è necessario sovradimensionare la fascia frigorifera tenendo conto del riscaldamento della lamiera sotto i raggi diretti del sole, specie se si tratta di vinificatori (Cavalzani Inox)

Contorni del vino
Contorni del vino
A cura del coordinamento scientifico Vit.En.
Terzo volume della collana BACCO DIDATTICO, dedicato a tutti quegli elementi che accompagnano l'uva dal ricevimento in cantina alla bocca del consumatore.Si parte con la storia dei contorni, dai primi contenitori in pietra scavata fino ai poliaccoppiati di nuovissima concezione. Si prosegue con legno, cemento armato, vetroresina, vetro, sughero, materie plastiche: informazioni dettagliate sulla composizione, sulle interazioni col vino, supportate come sempre da linguaggio semplice e abbondante materiale fotografico. Di cosa parla? Non posso che citare fedelmente quanto detto dal mio illustrissimo predecessore: “La plurimillenaria storia del vino si è, da sempre, andata evolvendo parallelamente all’evoluzione dei contenitori che hanno, ovviamente, condizionato le varie fasi tecnologiche dalla fermentazione alla conservazione, al trasporto, alla mescita. Quest’opera tratta in dettaglio dei vasi vinari in tutti i loro aspetti; delle botti, delle bottiglie e del loro abbigliamento, del sughero e degli altri mezzi di chiusura senza dimenticare i contenitori diversi da quelli tradizionali, gli accessori e le tubazioni ”Italo Eynard , Dicembre 1991