capitolo 6

ACCESSORI PER VASI VINARI E TUBAZIONI

Portelle e chiusini

Albino Morando, Guido Dirani, Simone Lavezzaro

La portella è un elemento essenziale per i contenitori destinati alla vinificazione con macerazione, perché consente l’estrazione delle vinacce dopo la svinatura, ma serve anche per l’ispezione del contenitore, l’asportazione delle fecce, ecc., per cui risulta presente in molti serbatoi. Le portelle possono assumere forme (quadrate, quadrate con angoli smussati, rotonde, ellittiche) e finalità diverse.

  • Portella normale con funzione di passo d’uomo, adibita anche allo scarico delle vinacce nei piccoli serbatoi. Apertura verso l’esterno (A, B, C, D).
  • Portella specifica per fermentini. Oltre alle dimensioni maggiori può essere provvista di dispositivi per l’apertura automatica tramite comandi idraulici, meccanici o pneumatici. L’apertura è sempre verso l’esterno (E, F).
  • Passo d’uomo. È uno sportello ad apertura verso l’interno (solitamente di forma ellittica) presente sulle autoclavi a circa un metro dal fondo, o posizionato a metà altezza nei grandi serbatoi. Come dice il termine, consente l’entrata nel contenitore dell’operatore, anche se il fondo è occupato da fecce o vinacce (G, H).
  • Copriportella coibentato per contenitori isotermici. Un tempo presente solo sulle autoclavi per spumanti, trova oggi largo impiego in tutto il settore del freddo, in forte espansione in enologia (I, L).

(A, B, C, D) - In successione portella di ghisa e di acciaio su vasche di cemento, e portella rotonda su serbatoio di acciaio inox. Grande portella su fermentino atta allo scarico delle vinacce


Portella di ghisa

Portella di acciaio

Portella rotonda su serbatoio di acciaio inox

Grande portella su fermentino atta allo scarico delle vinacce

(E) - Grandi portelle ad azionamento meccanico su fermentini (Di Zio)


(F) - Portella rettangolare ad angoli smussati

(G) - Passo d’uomo


(H) - Passo d’uomo (Zorzini)

(I, L) - Portelle ellittiche con copriportella per serbatoi temocondizionati. Rappresenta un buon sistema per limitare al minimo gli scambi termici con l’ambiente esterno.


Portelle ellittiche con copriportella di legno come si usava fino agli anni ‘90

Materiali e progettazione

L’orientamento attuale è nettamente verso l’acciaio inossidabile. Limitatamente alle vasche di cemento, sia pure di rado, si impiegano ancora le portelle di ghisa o con il telaio di ghisa e parti di ferro ed il coperchio di acciaio inossidabile.

La progettazione va impostata in funzione alla pressione. Si va dalle resistenze minime (0,2 bar) alle portelle collaudate a 9 o più bar. È ovvio che conviene operare sempre con un margine di sicurezza, per cui si devono valutare attentamente sia le pressioni dovute all’altezza del contenitore, sia le sovrapressioni interne dovute al gas carbonico.

Infine, rilevante importanza hanno le guarnizioni di tenuta. La moderna industria dei tecnopolimeri mette a disposizione numerosi elastomeri adatti al settore enologico (siliconici, neoprene, viton, gomma) con caratteristiche di elasticità notevoli, inerti chimicamente e poco soggetti ad invecchiamento.

Chiusini

Sono sportelli atti a chiudere le aperture poste alla sommità del serbatoio, dette boccaporto. Possono essere sistemati direttamente sul tetto del contenitore (vasche di cemento) o all’estremità di uno stretto cilindro detto duomo o camino (M, N, O, P), necessario per ridurre la superficie di scolmatura. Esistono diversi tipi di chiusini:

  • Normali, solitamente rotondi, fissati con dadi o incernierati (Q, R).
  • Rinforzati, a tenuta di pressione per i contenitori impiegati nella lavorazione dei vini frizzanti. Le autoclavi raramente dispongono di chiusino ed hanno, come unica apertura grande, il passo d’uomo.
  • Carrabili, comuni nelle vasche di cemento interrate dove il piano del pavimento rappresenta il tetto dei contenitori e può essere percorso da macchine di cantina quali i carrelli elevatori. Sono normalmente realizzati in ferro o in ghisa con spessori adeguati alla luce dell’apertura ed al peso da sopportare.

(M) - Chiusino posto su duomo in rilievo dal piano di pavimento, riferito ad una vasca di cemento interrata


(N) - Grandi serbatoi muniti di duomo (o camino) con funzione di espansione del vino, per assicurare una più facile colmatura

(O, P) - A sinistra particolare di duomo con chiusino e, a destra, serie diserbatoi con la dotazione completa per la movimentazione del vino


Particolare di duomo con chiusino


Serie di serbatoi con la dotazione completa per la movimentazione del vino

(Q, R) - Due diversi tipi di chiusini da applicare alla sommità di serbatoidi acciaio inossidabile (Zorzini)



Contorni del vino
Contorni del vino
A cura del coordinamento scientifico Vit.En.
Terzo volume della collana BACCO DIDATTICO, dedicato a tutti quegli elementi che accompagnano l'uva dal ricevimento in cantina alla bocca del consumatore.Si parte con la storia dei contorni, dai primi contenitori in pietra scavata fino ai poliaccoppiati di nuovissima concezione. Si prosegue con legno, cemento armato, vetroresina, vetro, sughero, materie plastiche: informazioni dettagliate sulla composizione, sulle interazioni col vino, supportate come sempre da linguaggio semplice e abbondante materiale fotografico. Di cosa parla? Non posso che citare fedelmente quanto detto dal mio illustrissimo predecessore: “La plurimillenaria storia del vino si è, da sempre, andata evolvendo parallelamente all’evoluzione dei contenitori che hanno, ovviamente, condizionato le varie fasi tecnologiche dalla fermentazione alla conservazione, al trasporto, alla mescita. Quest’opera tratta in dettaglio dei vasi vinari in tutti i loro aspetti; delle botti, delle bottiglie e del loro abbigliamento, del sughero e degli altri mezzi di chiusura senza dimenticare i contenitori diversi da quelli tradizionali, gli accessori e le tubazioni ”Italo Eynard , Dicembre 1991