TAPPE STORICHE DELLA VITICOLTURA

I mezzi (chimici, meccanici, biologici), le tecniche, le varietà e i cloni della vite, le conoscenze sui parassiti e sulla difesa e tutto ciò che circonda la filiera viticola sono il frutto di un’enorme quantità di studi, idee, sperimentazioni e intuizioni. Quanto segue rappresenta alcune delle tappe principali che hanno caratterizzato il percorso storico della vite, sicuramente la pianta più amata, indagata e descritta. Saremo grati a chi vorrà segnalare errori e omissioni scrivendo a info@viten.net

3000 a. C. - Numerosi bassorilievi e affreschi reperiti in tombe lungo il delta del Nilo attestano la coltivazione della vite su spalliere durante la Prima Dinastia egiziana (A).
2000 a. C. - La pratica della potatura è ben documentata nell’antica Grecia. Le viti sono piantate abbastanza fitte, allevate basse senza sostegni o con corti sostegni in legno.
2000 a. C. - Dati di archeologia botanica provano l’esistenza della vendemmia sistematica dell’uva verso la fine dell’Età del Bronzo.
2000 a. C. - Il vino trova posto nell’Ebraismo in due modi: come sacrificio o libagione (era versato alla base dell’altare) oppure come offerta ai rabbini.
1570 a. C. - Mosè, nel libro del Deuteronomio (XXVII, 39) proibisce di piantare le diverse varietà di uva frammiste nella stessa vigna e consiglia il piantamento in colli ubertosi dopo aver tolto i sassi. Si fa inoltre obbligo ai viticoltori di tralasciare i racimoli, al momento della vendemmia, che andranno a beneficio dei bisognosi (XXIV, 21). Nel cap. XXII, 9 inoltre, compare la pratica agraria della consociazione con piante erbacee all’interno del vigneto.
1122 a. C. - Un codice ufficiale cinese, Chong-King, contiene istruzioni concernenti la vite, indirizzate ai Mandarini, custodi dei giardini imperiali.
1000 a. C. - I Fenici approdano nel Sud della Spagna dove fondano la città di Gadir,l’attuale Cadiz, e piantano le prime viti a Jerez. A loro seguono i Cartaginesi.

VIII sec. a. C. - I Greci esportano ad ovest le loro conoscenze viticole, in Magna Grecia (Italia meridionale) (B) e anche in Provenza e nella Valle del Rodano.
VII sec a. C. - Il profeta Isaia (5, 2) cita la Festa delle Capanne, costruzioni provvisorie in frasche costruite in prossimità dei vigneti per le famiglie che, in epoca di vendemmia, soggiornavano in loco per lavorare con la massima tempestività. In 1,18 si fa riferimento alle torri di guardia costruite tra le vigne e i frutteti. Dalla sua parabola della vigna inoltre si deduce che la fermentazione avveniva nello stesso vigneto in tini appositi.

VI sec. a. C. - Su un “idria ceretano” (vaso in terracotta dipinta rinvenuto a Cerveteri) prodotto da artigiani greco-orientali trapiantati nella città etrusca, alcuni satiri sotto una vite raccolgono e pigiano l’uva alla presenza di Dioniso e della sua pantera, che si lascia catturare dal profumo del vino (C).

671 a. C. - Re Numa obbliga ad utilizzare vino di viti potate, per i sacrifici agli dei.

600 a. C. - Nel libro del profeta Geremia (48,33) si fa riferimento alla pigiatura che avveniva nella vigna stessa, in una cavità della roccia (D), da cui il mosto, spremuto coi piedi, si raccoglieva in un canaletto o in pozzetti sottostanti al torchio. Da altri testi biblici emerge anche l’utilizzo di attrezzi meccanici definiti torchio, strettoio, pressoio o frantoio.
600 a. C. - I Greci introducono la viticoltura nella pianura circostante il Mar Nero (attuale Romania), poi estesa 500 anni dopo anche all’interno del Paese nelle aree di Tirnave e Dragasani.
V sec. a. C. - Nel “Codice dell’Alleanza” del Libro dell’Esodo il legislatore inserisce, tra i delitti che esigono un indennizzo, i danni ai vigneti.
V sec. a. C. - Sofocle chiama l’Italia terra di predilezione del dio Bacco e riconosce all’Italia il primato come mercato vinicolo nel mondo.
450 - 451 a. C. - “Le viti saranno di tanto in tanto potate, finché saranno estirpate”. La Legge delle XII tavole, primo codice scritto del diritto romano, parla dei furti in vigna.
234 - 149 a. C. - Catone nel suo “Libro dell’agricoltura” dedica quasi un quarto dei 162 capitoli alla vite e al vino e parla della potatura della vite.
200 a. C. - Ateneo di Alessandria ci informa che i vini dell’Italia meridionale e centrale sono ben conosciuti e distinti.

Viticoltura etrusca - Piante disposte distanti, maritate agli alberi o appoggiate a sostegni alti.
100 a. C. - I Romani sono i principali fondatori della viticoltura europea raggiungendo la Francia, la Penisola iberica, la Germania e anche l’Inghilterra.
82 - 37 a. C. - Anche Varrone accenna alla potatura e dedica alla vite i capitoli 23 e 69 del Libro I nel suo celebre trattato.
Epoca romana - L’impiego dei salici per il sostegno della vite è già conosciuto sia per produrre pali (Salix alba o salice comune), che per ottenere legacci (Salix viminalis), alla coltivazione e preparazione dei quali era addetto il salictarius (E).
77 - 78 a. C. - Plinio il Vecchio dedica i capitoli XIV e XII della sua “Storia Naturale” alla vite e al vino.

Vecchio e Nuovo Testamento - Si fanno molteplici riferimenti ai contenitori per la conservazione del vino che potevano variare da anfore in terracotta, otri in pelle o botti in legno (F).
Nuovo Testamento - Nel culto cristiano il vino, da libagione che accompagna i sacrifici, assume un’importanza primaria diventando materia del sacrificio stesso.
42 d. C. - L.G.M. Columella redige un ampio trattato di agricoltura documentando nei libri III e IV l’alta perfezione raggiunta dalla viticoltura romana; parla della potatura in modo sistematico, introducendo principi tecnici validi tutt’ora.
70 d. C. - Nel Vangelo di Luca (13, 6) si fa nuovamente accenno alla consociazione della vite con piante legnose di altra specie all’interno dello stesso vigneto.
92 d. C. - Domiziano, in un suo famoso editto, blocca l’impianto dei vigneti per evitare che le terre migliori vengano occupate da questa coltura, sottraendole alla produzione di cereali di cui vi è penuria. La costrizione non risulta gradita e viene poco rispettata.
280 - L’imperatore Probo abroga l’editto di Domiziano e favorisce i nuovi impianti in Gallia e lungo il Danubio impegnando, talvolta, perfino l’esercito per allestire nuovi vigneti.

300 - Trattato di agricoltura di Palladio, “Opus Agricolturae”, con ampie informazioni di viticoltura (scasso, lavorazioni, concimazioni, barbatelle, sostegni verticali, ecc.) che vengono realizzate sempre all’interno dell’azienda. 

300 - La caduta dell’impero romano comporta un collasso per tutta l’economia vitivinicola e i mercati e le vie di trasporto spariscono. 

650 - Viene pubblicato l’Editto di Rotari in cui si comminano pene severe a chi ruba più di 3 grappoli d’uva o pali per viti. 

700 - La conversione dei Longobardi al cattolicesimo porta alla diffusione dell’ordine benedettino nell’Italia settentrionale (G). Sono questi monaci ad attuare una grande bonifica agraria ed uno dei settori in cui brillano è la viticoltura. I loro vitigni sono coltivati in piccoli appezzamenti “clausurati”, cioè recintati con muri per evitare i furti nel periodo della vendemmia. I monasteri hanno le loro cantine costruite con particolari tecniche per una migliore conservazione dei vini.

780 - I Mori invadono la Spagna e mantengono il potere fino al 1492. Tollerano e addirittura apprezzano la produzione vinicola iberica (alcuni califfi ed emiri possiedono vigneti nel Paese). Sono loro ad importare la tecnica della distillazione applicata dagli abitanti della zona di Jerez alle eccedenze di uva. 

999 - È forse l’anno in cui Leif Ericson (H) (figlio dell’avventuriero vichingo Eric il Rosso) approda lungo le coste dei futuri Stati Uniti, all’altezza dello Stato di New York. La regione è ampiamente coperta di viti selvatiche e Leif la battezza Vineland. La storia, tra leggenda e realtà, viene fortemente contrastata dalla popolazione italo- americana che vede nella colonizzazione vichinga un tentativo di screditare la scoperta di Cristoforo Colombo.

1000 - A seguito dell’instabilità politica e delle scorrerie dei barbari, la superficie destinata a vite si riduce drasticamente, rimanendo confinata in ambienti protetti, quali i monasteri benedettini e cistercensi. 

1066 - Il conte Sachsen, nell’attuale distretto di Saale-Unstrut in Germania, regala una vigna ai monaci cistercensi del monastero di Goseck tuttora coltivata. Qui si scoprirà la fillossera. 

1100 - I monaci cistercensi fondano il Clos de Vougeot in Francia che, nel 1336, si estende a 50 ettari (I).

1100 - Prime trafilerie per la produzione di fili di ferro. La trafilatura è invece molto più antica, essendo noti reperti archeologici con fili di rame e oro anche moltosottili, realizzati oltre 5.000 anni fa.

1180 - 1220 - L’arabo Ibn Al Awwam scrive il “Libro dell’Agricoltura” e tratta in particolare della potatura della vite. 

1186 - Dall’Archivio Capitolare della Cattedrale di Mantova redatto da P. Torelli si deduce gran parte della terminologia vendemmiale dell’epoca. L’uva è staccata a mano o con coltelli e roncole, posta in ceste e cavagni successivamente svuotati nella tina o nei carri su cui vi sono botti, bigonce, tini e mastelli che trasportano l’uva al torchio o alla caneva. Quando la presenza di strutture lo consente (tegetes e casine fornite di turculum), l’uva è pigiata direttamente in vigna, come a Casale e Cerese nel Mantovano, dove le caneve per vinificare sono poste a lato del campo. 

1195 - Apprendiamo dalle carte cremonesi dei sec. VIII-XII, curate da E. Falconi, che i proprietari dei terreni davano ai carrettieri (A) che conferivano il prodotto un pasto a base di pane, vino, carne e formaggio nei giorni comuni e pesce o pasta nei giorni di magro, oppure una corrispondente somma in denaro. Il trasporto era invece a carico dei contadini.

1200 - Il crociato Gaspard de Sterimberg, ritiratosi dalle guerre, si stabilisce come eremita sulla riva più ripida del Rodano (Francia). Qui costruisce un eremo e pianta quella che diventerà la più celebre vigna francese, l’Hermitage, coltivata a Syrah (B). 

1200 - La viticoltura francese decolla con impianti nel Bourg, nel Blaye, nella bassa Dordogna e nelle valli del Garonna. Pape-Clémant, nel Graves, è il più antico vigneto della zona. 

1200 circa - Dai conti delle castellanie sabaude e dagli statuti comunali piemontesi si ottengono diversi dati sulla vendemmia in Piemonte nel tardo medioevo. Fino alla data della vendemmia (metà di settembre o S. Michele), è vietato vendere uva eccetto la Luglienga, uva che matura tra luglio e agosto, pena severe multe in denaro. Inoltre il coltivatore può presiedere alla sorveglianza, anche notturna, del vigneto o incaricare qualche persona di fiducia che per tale attività percepisce un salario pari a quello dei portatori. Il numero dei lavoranti varia a seconda del raccolto e dell’estensione del vigneto. Riguardo ai salari in media le donne ricevevano la metà degli uomini, pur dedicandosi anche al trasporto delle ceste. I lavoratori, oltre al denaro, ricevono pane solo, o con formaggio, e vino di bassa qualità. Un altro costo è quello dei trasporti e varia a seconda del mezzo e della distanza da percorrere. 

1210 - In una controversia legale del bresciano si fa riferimento alla riscossione della decima da parte dei proprietari terrieri, che veniva spesso versata in mezzo alla vigne, direttamente in un tino, e consisteva proprio in un decimo del raccolto. 

1241 - Bela IV introduce in Ungheria maglioli di vitigni italiani.

1247 - Il monastero di Polirone raccomanda, in una concessione di fitto, che i rustici non mettano tralci, foglie e frasche nelle tine per aumentarne il volume, né trattengano grappoli per loro consumo o asportino dal tino una parte del mosto. 1261 - Dall’Archivio di Stato di Brescia si apprende che la vendemmia aveva inizio due giorni dopo aver informato il proprietario del vigneto che inviava in loco un suo rappresentante a controllare i lavori, spesato dagli affittuari per tutta la durata della raccolta. Tale onere, pari al valore dei pasti, venne in seguito rimborsato in denaro. 

1291 - In vari atti dell’Archivio di Stato di Milano si acquisisce che i canoni pagati dai rustici potevano consistere in uva o mosto, in vino lavorato (vinum bonum et puratum), se versati dopo San Martino, e raramente in vino misclato, cioè allungato con acqua e ottenuto dalla torchiatura delle vinacce. 

1200 - 1300 - Dalle carte sabaude (contabilità delle vigne dei Savoia nel Pinerolese), emergono precise indicazioni sulla coltivazione della vite, costi, lavori, rese quantitative ecc. 1200 - 1300 - Da diversi manoscritti della Biblioteca Civica Queriniana di Brescia si apprende che il raccolto era trasportato con carri (plaustra, navaza) ai tini (tina, solia, castelata) dove le uve erano pigiate con i piedi o bastoni (uve folate), quindi torchiate (torculare) per poi finire nella botte (in vegetem) (C). 

1300 - La “piccola era glaciale” con la peste e le carestie comportano un abbandono delle pratiche vitivinicole. 

1303 - Trattato del bolognese Piero de Crescenzi in cui 45 capitoli del Libro IV sono dedicati alla coltura della vite con notizie sui vitigni del tempo. Da lui si apprende che la vendemmia aveva inizio con un atto ufficiale del comune, del signore o del proprietario non prima della festa di S. Maria de vindimia (8 settembre) e aveva dei tempi precisi che vedevano sospese altre attività convogliando nelle vigne tutta la forza lavoro. In relazione alla raccolta l’autore raccomanda di procedere quando le uve saranno ben mature e asciutte; consiglia di togliere dalle ceste foglie, rami e sporcizia, nonché i grappoli guasti, secchi o acerbi che possono nuocere al vino. De Crescenzi invita quanti entravano nei tini per la pigiatura a lavarsi bene i piedi e raccomanda di non “ispesso uscirne e rientrare scalzi. Che ne’ tini non mangino né bevano: e che sieno vestiti e cinti per gli sudori sopravvegnenti”

1309 - Epoca dei papi ad Avignone. Intorno al castello di Châteauneuf, 25 km a nord, si dà inizio alle coltivazioni di vite su un territorio che oggi ricopre più di 3.000 ettari. 

1327 - Nella zona di Susa le vendemmiatrici ricevono 7 denari di viennesi cursibili al giorno, i gerlatori 10 e le donne portatrici 8. L’anno seguente il divario tra uomini e donne aumenta: le vendemmiatrici ottengono 5,5 denari, le portatrici 7 e gli uomini ben 14. 

1418 - Il capitano Gonçalves Zarco detto il Guercio conquista per il Re portoghese Enrico l’Isola di Madera e disbosca la foresta che la ricopre con un incendio che durerà 7 anni. Ne deriva un terreno che, su una base di rocce vulcaniche ben si adattò alla coltivazione della vite (D).

1492 - Cristoforo Colombo sbarca sull’isola di Guanahani, nell’arcipelago delle Bahamas, e la ribattezza San Salvador. Le sue navi, la Pinta, la Nina e la Santa Maria, trasportano delle scorte di vino che viene fatto assaggiare alla gente del luogo. 

1498 - Di ritorno dal terzo viaggio in America Colombo (E) porta alla regina Isabella il prodotto di viti indigene trovate a Cuba. 

1500 - I colonizzatori spagnoli importano in America la Vitis vinifera. In precedenza nel territorio si coltivavano viti selvatiche di vario genere: Vitis Lambrusca che dava vini dal sapore di selvaggina, che normalmente si chiama “foxy, o la Vitis Rotundufolia, i cui acini non crescono in grappoli ma singolarmente sui rami. 

1524 - L’esploratore Giovanni da Verrazzano, costeggiando la costa del Nord Atlantico, scopre una regione chiamata Arcadia, l’attuale Kitty Hawk, nel North Carolina, dove osserva numerose viti che crescono spontanee.

1525 - Hernando Cortez (F), Governatore del Messico, ordina l’impianto di vigne. Il successo è tale che il re di Spagna proibisce nuove impianti o rimpiazzi di vigneti in Messico dopo il 1595, temendo che la colonia raggiunga l’autosufficienza vinicola. 

1548 - Anno in cui i colonizzatori spagnoli piantano le prime vigne in Cile (G), seguite dall’Argentina nel 1551.

1550 - A metà del secolo i Gesuiti fondano delle Missioni ai piedi delle Ande (H) che vengono irrigate con canali e laghi artificiali per via del clima arido. Nello stesso periodo Francisco de Carabantes pianta dei vigneti vicino a Conceptión, sulla costa centrale del Cile, con il vitigno Pais, importato dalla Spagna dai conquistatori. 

1550 - Carlo V decreta un premio cospicuo a chi per primo produrrà in America Latina del vino da utilizzare per la Messa: è così che la nostra vite apparve nella regione del Plata. 

1550 - Per un ventennio i missionari agostiniani introducono la vite in Bolivia nelle vallate e negli altipiani andini adatti alla coltivazione. 

1565 - Il generale francese Lazare de Schwendi, alsaziano, espugna la fortezza ungherese Tokaj al cui interno vi sono 4.000 barili di vino. Apprezzatolo decide di esportare le talee dai vigneti circostanti in Alsazia. Queste tuttavia non appartengono al Furmint (vitigno del Tokaj) ma al Pinot grigio da cui la variante alsaziana Tocai-Pinot gris. 

1566 - Carlo IX, re di Francia, proibisce di piantare nuove viti.

1577 - Enrico III, re di Francia, si occupa di impedire che le viti distolgano dalla coltivazione del frumento. 

1596 - Andrea Bacci pubblica la sua “De naturali vinorum historia, de vinis Italiae et de conviviis antiquorum”, che contiene un’interessante rassegna dei vini del ‘500. 

1600 - Ad inizio secolo i conquistatori spagnoli fondano il distretto viticolo di Tarija in Bolivia, oggi cuore della vitivinicoltura locale. 

1600 - A metà del secolo gli Olandesi bonificano la palude del Médoc, creando i presupposti per la successiva viticoltura di questa zona della Francia. 

1600 - Dagli inventari di beni testamentari si ottengono alcune delle terminologie in uso all’epoca relative al peso dell’uva: Carro d’uva = 25 colli = 50 Ceste = 50 secchie, pari a 19 litri per un peso di circa 25 chili.

1600 - Il pugliese Prospero Rendella pubblica un “Tractatus de vinea, vindemia et vino”.
1601 - Robin introduce dal Nuovo Continente una leguminosa arborea che non esisteva in Europa e che, in suo onore, viene chiamata Robinia pseudoacacia. Per oltre 200 anni questa essenza rimane relegata negli orti botanici e solo in seguito (1830- 1860) prende a diffondersi, anche rapidamente, grazie alla capacità di sintetizzare l’azoto tramite i batteri fissatori presenti sulle radici, costituendo un’ottima materia prima per legname da ardere e per pali di sostegno (A).
1625 - Il duca di Lorraine (Francia) fa trasportare 3800 carri a due ruote (tombereaux) di pelouse (terreno inerbito) per migliorare il terreno dei vigneti del suo Château de Condé-sur-Moselle.

1669 - Il fosforo viene scoperto e isolato da Brand, che lo ricava dalle urine.
1679 - Il nuovo governatore di Capetown, Simon van der Stel, pianta numerosi vigneti nella penisola sudafricana a sud-est del Monte Taffel, che battezza Constantia, distretto vitivinicolo che nell’800 diverrà famoso in tutto il mondo. Oggi alcuni viticoltori stanno cercando di riportare il distretto agli antichi onori (B).
1685 - Luigi XIV revoca l’Editto di Nantes (C) che garantiva agli Ugonotti libertà di culto. Come conseguenza molti di loro lasciano la Francia e s’insediano in Sudafrica in una vallata lungo il fiume Bergriviers dove creano l’area viticola Franschock.
1687 - Vincenzo Tanara, ne “L’economia del cittadino in Villa” parla delle procedure di preparazione della cantina prima della vendemmia: occorre “far accomodare le scale, canestri, falci, botti, tine, bigonci e castellate”. Bisogna inoltre provvedere i cerchi in legno o ferro da stringere attorno ai vasi, procurare “spine, cocchiumi, doccioni, cannelle, et altre cose per servitio delle botti”.
1740 - B. Huntsman mette a punto il primo processo, attualmente superato, di produzione dell’acciaio.
1753 - Nasce a Firenze l’Accademia agraria dei Georgolfili che, con quella di Torino fondata da Vittorio Amedeo II nel 1785, riporta nei suoi atti frequenti memorie su problemi viticolo-enologici e intraprenderà numerose iniziative a favore della vite e del vino.
1767 - De Boissieu propone l’immersione in solfato di rame per aumentare la durata del legno.
1769 - Padre Junípero Serra (D) introduce la cosiddetta varietà ‘Mission’ o Criolla (discendente dai vini sardi portati in Nord America dai Conquistadores) nella missione San Diego, in California.
1772 - Scoperta dell’azoto da parte di Daniel Rutherford.
1786 - J. Wolfgang Goethe (E) scrive in una lettera da Vicenza dal suo “Viaggio in Italia: “La vista spaziosa fra lunghe file di alberi intorno ai quali si avviticchiano verso l’alto i tralci della vite...Le uve sono giunte a maturità e opprimono i tralci che penzolano ondeggiando per tutta la loro lunghezza...i carri con certe ruote basse a forma di piatto che, tirati da quattro buoi, trasportano qua e là i grandi tini, nei quali vengono raccolte le uve dai vari vigneti per essere poi pigiate...Tra i filari delle viti il suolo è sfruttato per la coltivazione di ogni sorta di grano, specialmente del granoturco del sorgo”.
1788 - Il Capitano inglese Arthur Phillips dà avvio alla viticoltura australiana. Raccoglie alcune talee durante una sosta a Capetown e le pianta nel Farm Cove, vicino a Sydney anche se la zona si rivela ben presto troppo umida per la coltivazione della vite. Il governatore non si dà per vinto e decide di ripetere l’esperimento piantando un nuovo vigneto nel giardino di una proprietà a Parramatta, poco a nord di Sydney.
1789 - Dopo la rivoluzione francese le terre vitate della nobiltà e della chiesa sono smembrate in piccoli lotti spartiti tra i contadini. Ecco perché in Borgogna non esistono i grandi Chateau della zona di Bordeaux. I vigneti qui sono detti climat (dalle caratteristiche pedoclimatiche di ogni lotto) o clos (dai recinti monastici) suddivisi in piccoli lotti. Ad es. il Clos de Vougeot, di 50 ettari, comprende circa 80 proprietari.
1796 - In Inghilterra Parker fabbrica il primo cemento a presa rapida (cemento Parker o cemento romano), cuocendo nei suoi forni da calce le concrezioni marnose contenute nelle argille del Tamigi.
1799 - Il prof. Michele Marchisio di Strambino sperimenta con successo la miscela di miele e polvere di tabacco contro le tignole dell’uva, poi soppiantata dalla nicotina.
1800 - Primi impieghi di tendifilo fissi. In generale in questo secolo l’impiego dei fili è un problema perché rappresenta un esborso in denaro (forse l’unico per impiantare il vigneto), mentre tutte le altre operazioni (scasso, lavorazioni, concimazioni, barbatelle, sostegni verticali, ecc.) vengono realizzate in azienda.

1800 - Lesage ottiene un materiale idraulico di alta resistenza calcinando i ciottoli calcarei di Boulogne sur Mer. 

1800 - Gli insuccessi delle viti selvatiche spingono i produttori americani a creare nuovi ibridi: l’Isabella nel 1816, il Catawba nel 1823, l’Accord trent’anni più tardi e, infine, l’Elvira che avrà molta importanza verso la fine del secolo. 

1800 - La febbre dell’oro attira colonizzatori in California e incrementa la richiesta di vino. Sorgono a Napa Valley e a Sonoma, varie imprese vinicole e un fiorente commercio. Tuttavia la fillossera, la grande guerra, il proibizionismo e la depressione rappresentarono per l’industria vitivinicola una vera e propria catastrofe. 

1800 - I nuovi continenti l’Australia, il Sudafrica, il Sudamerica e, soprattutto, l’America del Nord importano dall’Europa le tecniche vitivinicole. 

1800 - L’impiego dei fili è un problema perché rappresenta un esborso in denaro (forse l’unico per impiantare il vigneto, in quanto tutto il materiale restante che occorre viene prodotto in azienda). 

1801 - G.A. Chaptal (F) pubblica a Parigi il suo “Traité théorique et pratique sur la culture de la vigne et l’art de faire le vin”, da cui il termine Chaptalization per indicare lo zuccheraggio. A lui si deve anche l’istituzione della prima grande Collezione Ampelografica, diretta dal botanico e ampelografo Luigi Bosc.

1807 - Il potassio, già noto come carbonato o idrato, viene scoperto e isolato come elemento da parte di Sir Humphrey Davy.
1808 - Il Conte Carlo Ceriana Maineri applica reti antigrandine di filo di ferro zincato.
1819 - Il reverendo Samuel Marsden, missionario anglicano, pianta la prima vite in Nuova Zelanda a Kerikeri, nell’estremità a nord-est dell’Isola Settentrionale (G).
1823 - Il curato don Carlo Raja, parroco di Busto Garolfo, in una comunicazione all’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere propone l’impiego di fili lunghi e ben tesi tra i pali di testata, contrariamente ai fili corti e lenti che si usavano in precedenza. Per questo utile suggerimento riceve una medaglia d’argento.

1824 - Enrico Bouschet di Montpellier ottiene la prima ibridazione artificiale incrociando Aramon e Teinturier per ottenere il “Pétit Bousquet”, vitigno a polpa colorata. 

1825 - Giuseppe Acerbi pubblica un’importante opera su viticoltura ed enologia che porta anche un primo contributo all’ampelografia italiana (H). 

1834 - Prime osservazioni di Plasmopara viticola negli Stati Uniti soprattutto nei vigneti del Nord e del Midwest.

1835 - Il chimico francese Thilorier, partendo dagli studi di Faraday che col freddo aveva ottenuto la liquefazione dei gas, ottiene il freddo facendo evaporare i gas. Fa il suo primo esperimento con l’anidride carbonica liquida contenuta in un cilindro e vede che, facendola evaporare da uno stretto beccuccio, quella che rimane nel contenitore abbassa sempre più la temperatura fino al congelamento che raggiungeva i -78,5 °C. Viene chiamata “ghiaccio secco” perché cambiando di stato non forma un liquido. Verrà utilizzato per il raffreddamento dell’uva vendemmiata.
1842 - Il prof. Giuseppe Bertolini coltiva l’Isabella (I), detta uva fragola, (Vitis labrusca) nella sua tenuta di Zola. Si presume però che questo vitigno fosse conosciuto da molti anni.

1844 - Il medico dublinese J. Murray presenta agli Stati Sardi una domanda per smerciare in Piemonte un concime chimico di sua invenzione. 

1845 - In una serra presso Londra viene scoperto un nuovo malanno della vite, l’Oidium tuckeri, importato dall’America del Nord con delle viti americane (L). 

1845 - L’avvocato Boltri di Camagna M.to (AL), in un libro specifico sull’argomento, suggerisce di sostituire le numerose canne impiegate nei vigneti del Casalese con piccoli tutori di robinia (ancora quasi sconosciuta), ottenuti con un taglio ogni 2-3 anni. 

1845 - Michaud raccomanda in Francia l’impiego del filo di ferro zincato. 

1847 - L’oidio viene segnalato in Francia.

1847 - Primi impieghi dello zolfo contro l’oidio nelle serre inglesi (A). 

1849 - L’oidio oltrepassa le Alpi raggiungendo il Trentino.

1850 circa - Il Conte di Cavour (B) fonda con i chimici Rossi e Schiapparelli la Società Rossi & Schiapparelli per produrre guano artificiale partendo dalle ossa. I risultati sono deludenti e la società viene sciolta nel 1855. 

1851 - L’oidio è ormai segnalato in tutta Italia. 

1855 - A Bordeaux viene introdotta la classificazione delle zone (crus) più vocate per la coltivazione della vite. 

1858 - Inizia l’importazione di varietà dall’America (Isabella, Delaware, Catawba, Rebecca, Concord, Clinton) per la promettente resistenza all’oidio, tendenza che durerà fino al 1862. 

1860 - In Germania alcuni agronomi iniziano a sperimentare la sub-irrigazione tramite tubature in argilla che hanno anche la funzione di drenaggio del terreno. 

1860 - M. Chatelier stabilisce la composizione chimica del cemento consentendo così la produzione industrializzata del calcestruzzo.

1860 - Viene proposto l’impiego di tubi di ferro di recupero, come sostegni per la vite (C). 

1860 - In Italia si arriva all’abolizione dei bandi, disposizioni tassative sull’inizio della vendemmia, che costringevano tutti ad iniziare la raccolta in un determinato giorno, obbligando così molti contadini a raccogliere uve troppo mature. Il loro scopo principale era quello di evitare i furti campestri.

1860 circa - Il Marchese Ridolfi (D) utilizza pali di ferro a T e a L come sostegno per i vigneti. 

1862 - La Regia Società di Agricoltura di Londra pubblica un catalogo sulla preparazione dei fosfati ad uso agricolo. 

1863 - Prima traccia di fillossera in Inghilterra su foglie e su radici di vite in un vivaio presso Londra. Nello stesso anno si rinvengono colonie anche nel Dipartimento del Gard, in Francia.

1865 - Il francese J. Monier inventa il cemento armato, che troverà rapidamente impiego in tutti i settori delle costruzioni ed anche per i pali da vigneto (E). 

1868 - Guyot, nella sua opera fondamentale “Études des vignobles de France” insiste sui vantaggi del filo di ferro zincato. Descrive inoltre i tipi di potatura e le forme di allevamento di quel tempo.

1868 - Nella Francia meridionale avviene la scoperta di un altro parassita, un piccolo insetto proveniente sempre dall’America: la Fillossera della vite (Phylloxera vastatrix, oggi Viteus vitifoliae) che rende indispensabile l’impiego del portinnesto (F). 

1869 - Al Convegno viticolo di Beaune viene proposto l’impiego delle viti americane per ottenere viti resistenti alla fillossera. 

1869 - Bando di Carlo Cattaneo che invita gli industriali a produrre concimi fosfatici promettendo un premio di L. 3.000 a chi attiva una produzione per forniture di concimi sufficienti a coprire almeno 200 ettari. La Ditta Curletti di Milano ottiene il premio.

1869 - Il Barone Antonio Mendola (G) incrocia Catarratto bianco x Zibibbo e dedica il risultato (Catarratto Moscato Carletti) al prof. Carletti, allora Direttore della R. Stazione Enologica di Gattinara. 

1870 - Con l’avvento della fillossera, la ricostruzione dei vigneti è stata fatta esclusivamente a filari, anche per favorire il traino animale nelle lavorazioni del terreno. 

1870 - A Grenoble, in Francia, vengono prodotti i primi pali di cemento armato. 

1870 - L’agricoltore astigiano G. Boschiero è uno dei pionieri nell’impiego dei fili di ferro zincato. 

1870 - La produzione della Curletti nello stabilimento di Treviglio (BG) sale dalle 56 del ‘69 a 154 tonnellate di superfosfato.

1870 circa - Fino a questa data le viti venivano moltiplicate tramite propaggine (H) e, in molti casi, non esisteva il filare, ma i ceppi erano disposti alla rinfusa. 

1870 (circa) - Dall’Archivio di Stato di Vicenza proviene un’interessante relazione sulle diverse epoche di vendemmia della provincia. Le variazioni dipendevano dall’introduzione di vitigni forestieri dalla maturazione precoce (Pinot nero e bianco, Cabernet o Carmenet), oppure la produzione di vini particolari come i vini liquori).

1873 - A Breganze, in Italia, viene fondata la Laverda, che agli inizi del ‘900 s’impone come la principale azienda italiana produttrice di mietitrebbia e, in seguito, produrrà anche prototipi di vendemmiatrici.

1873 - A Pescia, in Toscana, il Cavalier Ferruccio Marchi apre un’industria che tratta le ossa per produrre colla e concime e negli anni successivi superfosfati di ossa e minerali.
1874 - Carpenè (I) e Vianello della Scuola Enologica di Conegliano stimano che un superficie di 22 ettari di coltura promiscua sia pari ad un solo ettaro di coltura vitata specializzata.
1875 - Inizia nella Francia del Sud la piantagione di numerose varietà di viti americane destinate a diventare madri di talee, portinnesti o soggetti da ibridazione. Esse provengono quasi tutte dagli stati sud occidentali e precisamente da quelli dell’immenso bacino del Mississippi.
1876 - Balbiani sperimenta la disinfezione del materiale di propagazione della vite con l’acqua calda a 45° C.
1877 - La fillossera fa la sua comparsa in terra d’Australia nell’area di Victoria e, stranamente, non si diffonde nelle zone circostanti.
1877 - Sorge la Ercole Candiani & C. di Sesto Calende, unica produttrice italiana di concimi presente all’esposizione di Parigi del 1879.

1878 - A Genova viene fondata la Corrado Massa & C. per produrre superfosfati. 

1878 - Scoperta della Peronospora (Plasmopara viticola), sempre venuta dal Nuovo Mondo. 

1879 - Giovanni Fino e Francesco Marsengo fondano la Luigi Fino & C. per la produzione di superfosfato con stabilimenti a Torino e Milano. 

1879 - Prime segnalazioni di fillossera (L) in Italia nelle province di Como e Milano.

1879 - Il portinnesto Rupestris du Lot (M) viene notato per la prima volta da R. Sijas a Montferrier presso Montpellier, e poi studiato da Alexis Millardet che gli attribuisce il nome. 

1880 - 1886 - Il governo italiano acquista grandi quantitativi di semi di viti dagli Stati Uniti d’America (era proibito importare tralci o piante radicate) per far proseguire gli studi sulle viti resistenti alla fillossera. 

1880 - Gelata terribile con temperature di -24 °C nel nord Italia. 

1880 - L. Viala e R. Michel ottengono il portinnesto Riparia Gloire de Montpellier, selezione di Vitis riparia Michaux.

Fine ‘800 - La fillossera e l’oidio colpiscono duramente i vigneti in Nuova Zelanda. I viticoltori locali iniziano a coltivare ibridi Franco-Americani, come il Baco Noir e Isabella, noti per la loro resistenza alle temute malattie e cominciano a vendere i frutti della vite come uva da tavola piuttosto che produrre vino. 

Fine ‘800 - Impiego del tendifilo mobile. 

1881 - Con la convenzione di Berna del 3 novembre, art. 6, si vieta la transazione tra Stati di qualsiasi parte di pianta di vite se non dopo efficace disinfezione. 

1881 - Georges Couderc (N) crea in Francia il primo portinnesto incrociando la Vitis riparia con la Vitis rupestris.

1882 - Ottavi (O) sperimenta, forse per primo in Italia, i pali di cemento armato nella sua tenuta Cardella, sita nei pressi di Casale Monferrato (AL). 

1882 - I fratelli Bellussi, di Tezze di Piave, creano l’omonima forma di allevamento della vite, simile al Sylvoz, caratterizzata da 4 viti sostenute da un palo (in sostituzione del tutore vivo) creando un cordone permanente inclinato tirato nell’interfilare. I sesti d’impianto sono di 8-10 metri fra le file e 4-6 m sulla fila fra palo e palo (P).

1882 - Alexis Millardet et Charles Grasset creano i portinnesti 41 B (ibridando lo Chasselas con il polline di una Berlandieri) e 106.8, e nell’anno successivo, il 101- 14 incrocio Vitis riparia x Vitis rupestris 

1882 - George Couderc costituisce il portinnesto 3309 ibridando la Riparia tomentosa con la Rupestris Martin e il 1616 ibridando Vitis longii e Vitis riparia

1882 - S. Grazzi-Soncini preconizza l’uso del solfato di rame diventato poi, con lo zolfo, la base per la difesa fitoiatrica del vigneto.

1883 - Il Dr. Müller di Thurgau, in Svizzera, crea l’incrocio Riesling X Chasselas, dando vita al celeberrimo vitigno che porta il suo nome e che rappresenta oggi la varietà più diffusa in Germania.
1883 - Millardet propone il primo antiperonosporico rameico come solfato di rame neutralizzato con calce. Per 70 anni unici antiperonosporici, decadranno verso gli anni ’70 per poi riprendere un largo impiego ancora attuale (A).
1884 - Il sig. Ceyp esplora le sorgenti del Rion e del Fasis nel Caucaso e scopre viti con ceppi di 35-40 cm di diametro, rampicantesi su piante gigantesche, quasi soffocandole.

1885 - Nasce l’attività vivaistica moderna ad opera di Couderc, che impiega per la prima volta una macchina innestatrice.
1885 - Primi attacchi di Phyllosticta Ampelicida (Black rot) in Francia. La malattia rimarrà ancora sconosciuta in Italia fino al 1934 (B).
1886 - Domizio Cavazza (C) propone la sua poltiglia: 720 g di rame da immettere dentro acqua neutralizzata con calce.
1887 circa - Dagli Stati Uniti (Texas) viene importata la Vitis berlandieri, che verrà ampiamente impiegata per ottenere ibridi portinnesti.
1887 - Millardet e De Grasset ottengono l’ibrido Berlandieri x Riparia 420 A.
1887 - Pierre Viala (D) va in missione in America per studiare le viti locali e trovare un rimedio alla fillossera.
1888 - George Couderc seleziona in Francia il portinnesto 161-49 e nell’anno successivo il 157-11 ibridando la Berlandieri Las Sorres con la Riparia Gloire di Montpellier.
1888 - Il prof. Bombicci presenta una comunicazione all’Accademia delle Scienze sul sistema di cannoneggiare le nubi per evitare la grandine (E).
1889 - Alla tenuta Cardella, nel Casalese, vengono sperimentati pali di ferro a L e a T. Costano 2,13 lire ciascuno. Nello stesso periodo, il vino costa da 25 a 50 lire l’ettolitro.
1889 - Franz Richter seleziona i portinnesti 110 R e 57 R.
1890 - Prima identificazione in California dei sintomi della Malattia di Pierce, causata dal batterio Xylella fastidiosa.
1890 - Foex seleziona, alla scuola di Montpellier, il portinnesto 34 E.M.
1890 - A Geisenheim, in Germania, viene fondata la prima stazione per l’innesto della vite.
1890 - La Fillossera infesta in brevissimo tempo le viti californiane (ma si diffonde velocemente anche nel resto del mondo) danneggiando seriamente le coltivazioni. Uve di qualità sono rimpiazzate con altre robuste, ma di pessima qualità, famose e storiche cantine chiudono i battenti.
1890 - Nel Monferrato viene istituita una cooperativa per indennizzare gli assicurati contro i tagli dolosi di vite.
1890 - Primi scassi mediante funicolare, con moto indotto da motore a vapore (F).
1890 in poi - La produzione aziendale dei pali di cemento è abbastanza comune. Si tratta frequentemente di tutori pesanti, poco elastici, la cui durata è fortemente condizionata dalle sollecitazioni.
1891 - Ottavio Ottavi propone reti antigrandine realizzate con filo di canapa: durata 5-6 anni.
1891 - F. Schwarzmann, importante personalità nell’ambito del vivaismo nella Repubblica ceca seleziona il portinnesto che porta il suo nome
1892 - C. Mancini rispondendo sul “Giornale Vinicolo Italiano” ad un quesito relativo ai sistemi più adatti per la conservazione dei pali dice: “Il catrame ha poca durata; dopo due o tre anni la parte restata sopra terra si scrosta e quella sotto terra non resiste lungamente all’umidità. Maggior durata ha il carbolineo; buonissimo pure è il sistema del solfato di rame”.
1893 - In Sicilia viene fondato il Gran Vivaio di Viti Americane di Giuseppe Zirilli Lucifero a Milazzo (ME) che fa della città la culla del vivaismo viticolo della regione (G).
1893 - Al congresso di Montpellier è già ben evidente che incrociando specie americane resistenti alla fillossera si ottengono ibridi molto resistenti.

1893 - Fortissima gelata invernale. L’Italia agricola bandisce un concorso invitando a suggerire mezzi per evitare i danni.
1894 - Anno di costituzione dei portinnesti 775 e 779 Paulsen a Palermo e 140Ru di Antonio Ruggeri.
1895 - Nel mese di dicembre il Ministero dell’Agricoltura istituisce, sempre a Milazzo, un regio Vivaio Governativo di Viti Americane, sotto la guida di Antonio Ruggeri.
1895 - Federico Paulsen (H) crea il portinnesto 1045 incrociando la Berlandieri Rességuier n. 2 con l’Aramon X Rupestris Ganzin n. 1. ed il 1103 ibridando la Berl. Ress. n. 2 con la Rupestris du Lot.
1895 - In Pennsylvania, negli Stati Uniti, nasce la New Holland Machine Company, specializzata nella produzione di macchine agricole.
1896 - Primi impieghi della forzatura delle talee innestate su vasta scala a Montpellier.

1896 - Gli ispettori viticoli Sigmund Teleki e Franz Kober selezionano in Austria il portinnesto 125 AA incrociando Vitis berlandieri e Vitis riparia.
1896 - Il portinnesto 1447 (ottenuto ibridando una Berlandieri con la Rup. Martin) viene selezionati da Federico Paulsen.
1896 - Rudolf Goethe (I) e Heinrich Birk selezionano il portinnesto Geisenheim 26 G.
1897 - Il portinnesto 140 Ru, incrocio Berlandieri x Rupestris, viene ottenuto da Antonio Ruggeri nel 1897 a Milazzo, dove il Ministero dell’Agricoltura gli aveva affidato la direzione del locale Vivaio Governativo che manterrà per 10 anni.
Fine 1800 - Impiego del tendifilo mobile.
Fine 1800 - Victor Vermorel crea la sua celebre pompa per la distribuzione del solfato di rame in vigneto (L).
Inizi ‘900 - Si creano le prime casse di forzatura per gli innesti realizzate con assi di larice.
1900 - L’innesto a doppio spacco inglese rimane per moltissimi anni la tecnica d’innesto più utilizzata dalle aziende vivaistiche.
1900 - Sui testi di viticoltura di questo periodo sono riportate descrizioni e figure di tendifili, poggiapali e sistemi di ancoraggio.
1900 - Taylor studia l’applicazione degli acciai rapidi che permetterebbero di aumentare di 3-4 volte la velocità degli utensili.
1900 circa - Impianto di pali e barbatelle in una buca scavata con attrezzo a due manici.
1900 - Le produzioni ad ettaro limitate e la popolazione da sfamare, molto numerosa, portano a coltivare intensivamente tutto il terreno disponibile. Gli interfilari, generalmente larghi fino a diversi metri, vengono coltivati a grano, mais, fave, patate, segale, ecc. (M)
1902 - Franz Richter ottiene i portinnesti 99 e 110 Richter.
1902 - Kober, Ispettore della viticoltura in Austria, avvia la selezione tra gli ibridi prodotti dal Teleki ed individua il Kober 5 BB.
1903 - Il conte Calissano di Alba (CN) (N), con altri esperti di viticoltura, propone le regole per la delimitazione delle zone di produzione del Barolo e del Barbaresco che, 60 anni dopo, diventeranno la base per i vini a denominazione di origine controllata.
1907 - Il vivaismo viticolo trentino registra nel triennio precedente la produzione di 152.000 barbatelle di viti innestate, ben 617.000 talee di vite americana e 142.000 barbatelle di vite americana per la costituzione di impianti per la produzione di portinnesti.
1907 - La Ford Motor Company costruisce il prototipo della prima macchina agricola prodotta in serie a livello mondiale.
1908 - La superficie coltivata a vite è di 4.449.000 ha dei quali 879.000 ha in coltura specializzata e i rimanenti in consociazione.
1910 circa - Devaux H. di Gourdon (Francia) propone dei gancetti di ferro per fissare i tralci a frutto sui fili.

1910 circa - Produzione su larga scala di polvere e pasta di rame (A).
1910 circa - Impiego delle mine per la rottura di crostoni naturali costituiti da stratificazioni di calcare, argille impermeabili e compatte, minerali di ferro (ferracci, ferretti, ecc.) o per abbassare strati di roccia affioranti.

1911 - Gli attacchi delle tignole della vite risultano gravissimi in quasi tutta l’Italia e costringono i ricercatori, tra cui Dalmasso (B), ad escogitare tutti i mezzi di difesa possibili. Si propongono la raccolta manuale e l’impiego della nicotina, degli arseniati e del piretro.
1912 - Pasel, metallurgista della Krupp, deposita i brevetti relativi ad acciai austenitici con il 18% di cromo e l’8% di nichel. Nasce l’acciaio inossidabile, che si diffonderà lentamente in tutti i settori, per approdare, dopo quasi 80 anni, anche in vigneto.
1913 - Alberto Pirovano crea il portinnesto Golia incrociando Castel 156-12 X Rupestris du Lot.
1916 - P. Voglino, Direttore del Regio Osservatorio regionale di fitopatologia di Torino sostiene la necessità di avvisare i viticoltori sul momento opportuno per effettuare i trattamenti antiperonosporici (C). Nascono così le “Stazioni di segnalazione per la peronospora della vite”, di cui la più nota è quella di Acqui, tuttora in attività.
1916 - Secondo Zavattaro, direttore dell’Ufficio di Viticoltura ed Enologia annesso alla Cattedra ambulante di Casale M.to (AL), per palizzare il vigneto con il tradizionale sistema detto “a tre carasse”, cioé tre piccoli sostegni verticali, costituiti solo da canne riunite in mazzetti e senza fili, occorre destinare a canneto una superficie equivalente ad un sesto di quella coltivata a vigneto.
1919 - Dalla catena di montaggio Fiat esce il 702, primo trattore prodotto in serie, mentre a Cork, in Irlanda, nasce il Fordson, primo trattore prodotto contemporaneamente in Europa e negli Stati Uniti (D).
1919 - Inizia la coltivazione del Kober 5 BB in Italia.
1920 - 1930 - Domizio Cavazza, direttore della Regia Scuola di Enologia di Alba, propone l’impiego di tubi di caldaie in disuso come sostegni intermedi per il vigneto, mentre ritiene siano meno validi i tondini di ferro di 5-6 mm di diametro, peraltro raramente impiegati.
1920 - 1930 - Si propone di verniciare i sostegni di ferro con minio o catrame.
1920 - In Germania si impiegano tubi forati per la sub-irrigazione del terreno.
1920 - Si diffondono in Italia i primi impianti a Tendone nell’Italia centro-meridionale (Lazio, Abruzzo, Puglia e Sicilia) dove assumono nomi locali come capanna in Abruzzo, pergola nel Lazio ecc.
1920 - Primo regolamento nazionale italiano in materia vivaistica.
1920 - Viene emanata una legge con “Disposizioni relative al controllo sulla produzione ed il commercio delle viti americane”.
1920 circa - In diverse parti del mondo, dove si impiega abbondantemente il legno per le costruzioni e per i pali delle linee telefoniche ed elettriche, si introduce la tanalizzazione (E) (iniezione di sali misti di rame-cromo-arsenico in autoclave).
1920 circa - Si utilizza l’acqua calda a 55 °C per 5 minuti per distruggere adulti e uova di fillossera.
1921 - L’Ing. Agr. G. Ferrari (F) di Trento seleziona il portinnesto Teleki 8B selezione Ferrari.
1922 - Alessandro Teleki seleziona il Teleki 5 C.
1924 - A Parigi viene costituito l’OIV, Ufficio Internazionale della Vite e del Vino.
1926 - Waldo Semon della B.F. Goodrich sviluppa una tecnica per rendere lavorabile il PVC, miscelandolo con degli additivi plastificanti.
1927 - L’I.G. Farbenindustrie inizia a produrre il Nitrophoska, miscela di 3 elementi fertilizzanti: azoto, fosforo e potassio.
1928 - Il francese E. Freyssinet propone il cemento armato precompresso, che trova poi impiego in molti settori delle costruzioni ed anche per la produzione dei pali.
1929 - La Montecatini produce a Crotone un concime binario (NP) contenente azoto e fosforo: il fosfato biammonico. Nel 1932 la produzione di questo fertilizzante sarà di 3763 tonnellate.

1930 circa - Primi impieghi di mezzi cingolati di grande potenza per lo scasso e di ruspe meccaniche a cingoli per il livellamento dei terreni.
1931 - Berlandieri x Riparia Teleki 8B Sel. Cosmo 10 e Cosmo 2 (Teleki-Cosmo) sono selezionati dal Prof. I. Cosmo a Conegliano.
1931 - Con la legge del 23 marzo si vieta la coltivazione degli ibridi produttori.
1933 - Vengono costituiti i Vivai Cooperativi di Rauscedo, da decenni la più grande realtà vivaistica del mondo (G).
1933 - La United States Steel Corporation brevetta l’acciaio COR-TEN come acciaio basso legato con 0,2-0,5% di rame, 0,5-1,5% di cromo e 0,1-0,2% di fosforo.
1934 - O.E. Robey sperimenta l’utilizzo di tubature in tessuto poroso (canvas) nella Michigan State University.

1934 - Scoperta dei ditiocarbammati (zineb, mancozeb, propineb, metiram) che verranno impiegati a partire dai primi anni ’50. Si impongono rapidamente, ma negli anni ’70 rallentano la loro diffusione in seguito alla scoperta di alcuni effetti collaterali meno positivi.
1935 - Cavazza cita esperimenti di iniezione forzata in autoclave con sostanze antisettiche su pali di legno e commenta: “Le applicazioni fatte finora in Italia non hanno avuto molta fortuna”.
1936 - Heinrich Birk seleziona il portinnesto Geisenheim 5C, continuando il lavoro di Sigmund e Alexander Teleki.
1936 - Una grave gelata invernale distrugge quasi tutti i canneti del Monferrato Casalese (AL).
1940 - L’impiego delle canne per l’allevamento della vite è così diffuso nella provincia di Alessandria che, a fronte di una superficie di circa 40.000 ettari vitati, ben 3.255 sono coltivati a canneto (H).
1940 - Inizia l’impiego degli insetticidi a base di D.D.T. che in breve trovano larga diffusione ma, in seguito, vengono banditi per il loro gravissimo impatto ambientale.
1941 - Il portinnesto SO4 è ottenuto in Germania alla scuola di Oppenheim.
1941 - Baldacci propone il calendario di incubazione della peronospora per l’Oltrepò pavese che verrà in seguito modificato e migliorato. Dopo la II Guerra Mondiale - Inizia l’effettiva diffusione sul territorio nazionale delle prime macchine agricole e delle motozappe (I) dovuta alla crisi della mezzadria e alla necessità di ridurre i costi di produzione. Anche la politica favorisce la modernizzazione dell’agricoltura attraverso l’erogazione di prestiti agevolati per l’acquisto di macchinari e attrezzature: i Fondi di Ammortamento e i Fondi di Rotazione. Si rendono inoltre disponibili svariati mezzi cingolati portati in Italia dalle truppe di liberazione.
1945 - Nelle Regioni meridionali d’Italia continua ad essere preferito l’innesto in campo, mentre in quelle settentrionali si diffonde l’impiego delle barbatelle innestate (L).
1940 - 1950 - Con l’avvento della plastica si realizzano nuovi tipi di tubazioni per l’irrigazione a goccia.
1946 - Prime applicazioni di prodotti fitosanitari con appositi atomizzatori a basso volume (M).
1946 - Il prof. Nicosia della Cantina Sperimentale di Milazzo comunica al Congresso Nazionale Vitivinicolo la produzione di 30-40 milioni di barbatelle selvatiche e da 5 a 10 milioni di barbatelle innestate. Il centro verrà poi soppiantato dalla crescente potenza dei Vivai Cooperativi di Rauscedo (N).
1947 - La trattrice agricola viene dotata di “libretto di esercizio” emesso dagli ispettorati compartimentali della motorizzazione civile (UMA).
Anni ’50 - Nella storia dell’azienda veneta Zonin si racconta la vendemmia dell’uva da tavola: “Raccolta con cura in campagna in cassette di legno, l’uva veniva lavorata sotto il portico di casa nel centro di Mirabella da numerose donne del paese...In piedi, davanti a grandi bancali di legno, pulivano l’uva da eventuali acini danneggiati, la confezionavano in cassette di legno preparate ed abbellite con carte colorate indicanti anche l’azienda produttrice”.

Anni ’50 -’60 - Si assiste al progressivo abbandono delle colture secondarie, portando le distanze tra i filari a valori minimi, in grado di assicurare il traino animale per le lavorazioni (1,6-1,8 m) (A).
1950 - Inizia a diffondersi la vibrazione del cemento in fase di gettata del palo.
1950 - Viene migliorata la distribuzione della zincatura e una ditta non italiana introduce la zincatura pesante anche per i fili da vigneto.

1950 circa - I pali centrifugati prodotti per le linee elettriche (B) vengono costruiti anche per vigneti, dove si esigono tutori molto alti e robusti (sistema a raggi).
1950 - 1960 - Si incomincia a parlare di potatura agevolata (forbici pneumatiche) e parzialmente meccanizzata.
1951 - Viene brevettato un nuovo antisettico per pali di legno che, ad una miscela di ingredienti noti, aggiunge il pentaclorofenolo.
1952 - Introduzione dei tioftalimidi (folpet) oltreoceano, da parte dalla Standard Oil Development Cie. In Europa si diffonderà a partire dal 1962. Largamente impiegato fino al ’75, viene poi messo da parte per venire ripreso negli ultimi anni.
1954 - La Same perfeziona il modello strutturale anglosassone di macchina introducendo la trazione integrale.
1955 - Si costituiscono i Vivai Cooperativi di Padergnone.
1955 - La Società Elettrica ed Elettrochimica del Caffaro intraprende la produzione di concimi complessi a Porto Marghera.
1956 - Si diffonde l’impiego del motore diesel che, assieme ad altri perfezionamenti come il generalizzarsi delle 4 ruote motrici e lo sviluppo del cambio di velocità, costituirà uno dei passaggi fondamentali per la meccanizzazione dei pendii collinari.
1957 - Produzione del primo tubo in PRFV centrifugato in Svizzera.
1957 - La produzione di superfosfati, granulati e ammonizzati, del gruppo Montecatini raggiunge 1.228.000 tonnellate.
1958 - Prime produzioni di pali precompressi (C) di sezione quadrata di 4,5 cm di lato.
1958 - Primi impieghi di reti antigrandine, per la stesura delle quali sono necessari sostegni ed accessori specifici.
1958 - 1960 - Prima realizzazione di vigneto “intensivo” in Toscana, a Montespertoli, su progetto del prof. Nino Breviglieri, a lavorazione meccanizzata a partire già dallo scasso del terreno.
1959 - Al Convegno OIV di Algeri viene stabilito che i nuovi impianti debbano seguire modalità uniformi in quanto a sistemazioni, distanze lungo la fila e tra le file, per favorire al massimo l’efficienza dei mezzi meccanici, la riduzione dei tipi di macchine e la loro unificazione.
1959 - L’agricoltore israeliano Simcha Blass brevetta e crea il primo impianto per l’irrigazione a goccia di superficie. (D).
1959 - Vengono costruiti i primi pali tronco-conici vibrati (E).
1959 - Il portinnesto Fercal è selzionato dall’INRA (Institut National de la Recherche Agronomique - France).
1959 - Il “libretto di esercizio” cambia il proprio nome in “certificato di macchina agricola semovente” con l’entrata in vigore del nuovo codice della strada; ciò rende più vicini i settori agricolo e civile (industriale). Fine anni ‘50 - Il Dr Nelson Shaulis, ricercatore presso la Cornell University in America, vede che scuotendo, prima manualmente e poi con un mezzo meccanico, un supporto in metallo a cui erano appesi dei grappoli d’uva, molti acini si staccavano dal rachide. È questa l’osservazione che porta ai primi studi sulle vendemmiatrici. Negli anni ’60 nasce infatti il primo prototipo a scuotimento verticale.
1960 - Negli Stati Uniti si mettono a punto le forme di allevamento a “doppia cortina”, caratterizzate da due bracci contrapposti alle cui estremità si fissano due fili paralleli ai quali si assicurano i capi a frutto rinnovabili ogni anno (Duplex) o dei cordoni permanenti (GDC) (F).
1960 - Inizia a Priolo l’attività della Edison con una capacità di 80.000 tonnellate annue di concimi destinati a coprire il fabbisogno dell’Italia e all’esportazione nel bacino mediterraneo.

1960 - Primi esperimenti di lotta antiperonosporica con elicotteri. Nel 1966 sono trattati con questo mezzo circa 25.000 ha in Piemonte e Oltrepò pavese (G).
1960 - Richard Chapin crea negli Stati Uniti il primo “nastro gocciolante” (dew hose), poi installato nel 1964.
1960 - Iniziano a diffondersi i pali in cemento precompresso.
1960 - Si costruiscono pali vibrati e traforati.
1960 circa - Primi impieghi di escavatori idraulici per rifinire lo scasso ai bordi degli appezzamenti e per lo scasso di superfici piccole o in grande pendenza.
1960 in poi - Impiego della trivella a motore per piantare i pali.

1961 - In California vengono migliorate le raccoglitrici con barra di taglio con dispositivi che stendono un foglio di carta nel filare su cui si deposita l’uva da essiccare.
1962 - Anno di costituzione del portinnesto Gravesac da parte dell’INRA.
1962 - In Emilia vengono prodotti i primi fili a zincatura pesante.
1963 - Con la legge 930, che regolamenta la tutela delle denominazioni di origine dei vini, inizia un nuovo capitolo della nostra viticoltura.
1963 - In Emilia vengono prodotti i primi fili plasticati e zincati.
1964 - In Francia ed Italia, inizia la produzione di canne di polivinilcloruro stabilizzato ai raggi ultravioletti (H).
1964 - Inizia la produzione di pali precompressi di forma triangolare, ancora oggi in commercio (I).
1965 - Con la diffusione delle reti antigrandine (L), il settore si specializza e produce dispositivi specifici quali tubi rotanti, portatubi, cappelli per pali, placchette per il fissaggio della rete, ecc.
1965 - Prime esperienze di impianto dei pali a pressione, con macchine idrauliche non specifiche (escavatori, pale meccaniche, ecc.).
1965 - Primi fili per vigneto realizzati con materie plastiche di colore bianco.
1965 - Primi impieghi dei diserbanti ormonici e triazinici (M).
1966 - Inizia in Francia la sperimentazione delle prime vendemmiatrici, mentre sono già diffuse le agevolatrici di raccolta.
1966 - La Montecatini si fonde con la Edison diventando Montedison S.p.A.
1967 - Il prof. Augustin Goheen dell’Università di Davis, durante un viaggio in Italia riscontra una sorprendente corrispondenza tra un vino degustato, il “Primitivo di gioia” con l’americano Zinfaldel. Ulteriori ricerche e le analisi sul DNA del 1994, confermeranno che entrambi derivano dal vitigno croato Crljenak
1968 - Entrano in funzione nuovi impianti Montedison a Crotone. A Gela viene avviata la prima linea produttiva dell’ISAF (Industria Siciliana Acido Fosforico), fondata nel ’66.
1968 - Viene introdotto in Italia il palo segato di bongossi (Lophira alata), noto come azobé, di origine equatoriale.
1969 - Viene emanato il DPR 1164, che regola la produzione ed il commercio del materiale di moltiplicazione della vite ponendo le basi della moderna vivaistica e viticoltura italiana.
1970 - 1980 - La potatura meccanica della vite, sia invernale che estiva, è ormai una realtà per diverse forme di allevamento.
1970 - In Francia inizia la vendemmia meccanica con il modello d’importazione americana Chisom-Ryder, operante per scuotimento orizzontale (N).
1970 - In Italia vengono introdotte le forme di allevamento a doppia cortina, sperimentandole in contesti diversi e in particolare in Emilia-Romagna. Si predilige la GDC, a cordone permanente, che ha il vantaggio di richiedere meno mano d’opera e di agevolare la vendemmia meccanizzata.
1970 - Introduzione di macchine specifiche per l’impianto dei pali a pressione.
1970 - Primi esempi di Agricoltura di Precisione negli USA con l’uso di tecnologie collegate a centri di controllo.
1970 - Vengono proposti accessori realizzati con materiali plastici. Non mancano gli insuccessi quando, incautamente, vengono impiegate materie plastiche non stabilizzate ai raggi ultravioletti.

1970 - Primi impieghi della pacciamatura lungo la fila, con film plastico di colore nero (A). 

1970 - Si passa gradatamente dalle ceste in legno alle cassette di plastica in vendemmia (B). 
1970 - Introduzione di macchine specifiche per l’impianto dei pali a pressione (C). 

1970 circa - Impiego di tubi drenanti in materiale plastico (D). 

1970 - La disponibilità e l’utilizzo di ceppi testati virus esenti diminuisce l’incidenza dell’accartocciamento fogliare nei vigneti californiani per tutto il ventennio 1970-90. 

1970 circa - Prime esperienze di tanalizzazione, su pali da vigneto in Italia. La pratica era già diffusa da una decina di anni per pali con altre destinazioni (linee elettriche e telefoniche). 

1970 in poi - Impieghi sempre più frequenti di accessori per i sostegni della vite. 

1970 in poi - Tendenza ad utilizzare materiali meno deperibili per ridurre al minimo la manutenzione. La meccanica agraria si avvale di nuovi materiali come l’acciaio inox e le resine sintetiche che permettono maggiore igiene nelle operatrici di raccolta dell’uva e consentono di realizzare dispositivi di forme particolari come i serbatoi o i diffusori delle irroratrici ad aeroconvezione dette atomizzatori. 

1971 - Viene presentata a Pesaro la prima vendemmiatrice operante per scuotimento verticale, denominata MTB (E). 

1972 - Viene presentata la vendemmiatrice integrale Cattelani, operante su vigneti allevati a doppio cordone laterale pensile. 

1973 - Nasce la ditta Pellenc, che l’anno seguente lancerà sul mercato la sua svettatrice con barre di taglio. 

1974 - Diventa operativo un Progetto del CNR finalizzato alla formazione di un Gruppo di studio per la selezione clonale della vite (F). 

1974 - Nasce Fiat-Allis, una joint venture con l’americana Allis Chalmers Corporation. Nasce Fiat Trattori S.p.A. 

1974 - Nell’ambito della vendemmia meccanizzata si studia il sistema di rilievo delle vibrazioni su filo con uso della telecamera ultraveloce per determinare il cinematismo del distacco degli acini. 

1974 - Primi impieghi delle trinciasarmenti in Oltrepò pavese. Queste macchine erano già impiegate da decenni in Trentino Alto Adige e Svizzera. 

1974 - Scoperta dei solfoanilidi. La diclofluanide verrà però omologata nel 1979 con un impiego che si manterrà costante nel tempo, fino al 2005. 1975 - Si affronta il problema della raccolta meccanica in relazione alla posizione topografica dei grappoli nei principali sistemi di allevamento. 

1974 - In Francia vengono proposte le prime pinzatrici per fissare i fili a perdere o per legare piccoli sostegni e capi a frutto. 

1975 (circa) - Si realizza un aratro rincalzatore per eseguire il cosiddetto “ciglionamento” ovvero la copertura con terra degli innesti, tecnica che verrà poi sostituita dalla paraffinatura. Contemporaneamente nasce l’abbatticiglione, per scalzare le giovani barbatelle, e lo sterroraccoglitore, messo a punto dalla ditta Cesare Fornasier. 

1975 - La creazione di una macchina per l’innesto sostituisce la tecnica a doppio spacco inglese con quella ad incastro multiplo in cui l’elevata superficie di contatto fra i due bionti permette di ottenere un’unione più solida ed una percentuale di attecchimento superiore. La più diffusa sarà la “cellerina” messa a punto dalla ditta Cesare Fornasier. 

1975 - Inizia a diffondersi la tendenza ad impiantare prima i pali e poi le viti. In precedenza, si operava in modo opposto, per attenuare il deperimento dei sostegni di legno e dei fili poco durevoli, in quanto non adeguatamente protetti. 

1975 - Primi impieghi sperimentali del filo di acciaio inossidabile. 

1975 - Si diffonde l’impiego dei paletti di legno segato (robinia, bongossi). 

1975 - Viene immesso in commercio il bromopropilato, acaricida tutt’ora impiegato. 

Metà anni ‘70 - La vivaistica è ancora basata su lavori prettamente manuali con grandi dispendi di tempo (G). 

1976 - L’Unione Europea inaugura una serie di normative sui fertilizzanti per uniformarne la regolamentazione.

1976 - Le macchine disponibili per la vendemmia meccanizzata sono perlopiù agevolatrici con operatore portato o a terra: Benac, Auto-collecteur Vaslin, Ente Sviluppo Marche, Motoculture Orleanaisw (motorizzata Pasquali) e altre (H).
1976 - La Cattedra di viticoltura dell’Università di Bologna realizza il primo prototipo di vendemmiatrice interfilare monofilare che consente di vendemmiare un lato alla volta di filari allevati a doppia cortina (I).

1976 - Per la gestione della chioma viene introdotta una legatrice francese, la Dagnaud, il cui brevetto verrà rilevato dalla Volentieri nel 1978 (L).
1976 - Prime esperienze con fili di acciaio inossidabile in vigneto.
1977 - La cattedra di viticoltura dell’Università di Bologna progetta la forma di allevamento a Cortina semplice, derivata dal G.D.C.
1978 - Il Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms stabilisce i parametri per la creazione dell’American Viticultural Areas (AVA), zone viticole basate su differenze climatiche e caratteristiche geografiche.
1978 - A Padova viene allestito un impianto sperimentale con fili di acciaio inox.
1978 - Prime sperimentazioni di palizzatrici meccaniche e di spollonatrici (CNR di Torino).
1978 - Primi impieghi delle trinciasarmenti in Piemonte (M). La loro diffusione è poi stata molto rapida.
1978 - Primi vigneti impiantati a macchina in Francia.
1978 - Si studiano le “specifiche” ottimali degli organi di scuotimento delle vendemmiatrici. Emergono i vantaggi della trasmissione idrostatica e nel contempo gli svantaggi del peso e delle dimensioni che creavano soprattutto problemi legati alla circolazione su strada. Si evidenzia il problema della direzione obbligata della vendemmiatrice a portale, una volta entrata nel filare.
1978-79 - La ditta Volontieri, in contrapposizione alla tendenza di creare macchine semoventi, sviluppa l’idea di una vendemmiatrice trainata dal trattore. Dopo numerose prove acquisisce il brevetto nel 1980.
1979 - A Campo di Pietra di Salgareda (TV) viene impiantato un vigneto di 60 ettari utilizzando esclusivamente fili di acciaio inossidabile.
1979 - Alla Fattoria di Castelgiocondo vengono fatte le prime prove di macchine per la meccanizzazione della potatura invernale della francese Pellenc, caratterizzate da un sistema di taglio con elementi di contrasto a stelle folli e tagliente ruotante.
1979 - In Italia vengono omologati i primi cloni ottenuti con selezioni appropriate.
Anni ’70 - ’80 - L’introduzione della trattrice ha costretto ad allargare gradualmente i sesti prima a 2,2-2,5 m e poi fino a 2,7-3,0 m per consentire il passaggio di trattrici sempre più potenti e più larghe (per aumentarne la stabilità in zone più ripide). Talvolta si è esagerato, raggiungendo i 4 metri ed oltre, ma è stato facile capire che si trattava di un errore, perché le produzioni ad ettaro erano insufficienti, specie nei terreni magri e asciutti di collina.
Anni ’70 - ’80 - Le forme di allevamento a doppia cortina subiscono notevoli variazioni per agevolare sia la vendemmia che la potatura meccanizzate: tipologia e sistemazione dei pali, ancoraggi, bracci mobili e relativi tiranti di sostegno, fili portanti delle pareti produttive e fili di sostegno delle viti. Vengono normalmente vendemmiate con macchine interfilari monofilari.
1980 - 2000 - Prosegue l’omologazione di nuovi cloni.
1980 - 2000 - Attuazione di numerose esperienze volte a realizzare sostegni principali e secondari, utilizzando materie plastiche riciclate, con risultati spesso modesti.
1980 - In Veneto è rinvenuto il primo esemplare di Metcalfa pruinosa, insetto introdotto accidentalmente in Europa dall’America.
1980 - Verso la fine del decennio si diffonde il contrabbando di varietà straniere negli USA, facilitato dalla mancanza di leggi preventive. Il rischio della diffusione di ampelopatie connesse al materiale contrabbandato insieme alla crescente richiesta di legittimo accesso a materiale vivaistico europeo porta alla creazione di provvedimenti appositi. Tale compito viene affidato nel 1989 all’FPMS.
1980 - Come tutore verticale della vite viene proposto l’impiego di fili spiralati, legati al filo orizzontale ed alla stessa vite.
1980 - Con la legge 454, la CEE dispone il blocco dei nuovi impianti fino al 1990, prorogato ora fino al 2010.

1980 - Viene messo a punto il sistema di allevamento a Cordone Libero, privo di fili di sostegno come il GDC, ma che a differenza di questo non necessita di pettinatura, vendemmiabile meccanicamente con macchine a scuotimento orizzontale.
Anni ’80 - Si diffonde la tecnica di innesto a Omega (A), di origine francese, più rapido da realizzare di quello ad incastro. La prima macchina, ad aria compressa, capace di realizzarlo fu prodotta dalla ditta Dueffe di Senigallia.

1980 - Iniziano ad essere prodotti accessori di acciaio inossidabile quali fermagli per le legature dei tutori, distanziali, chiodi, cambrette ed altri sistemi per il fissaggio dei fili ai pali di legno, tendifili, ecc.
1980 - Primi impieghi di insetticidi a base di clorpirifos e fenitrotion.
1980 - Viene proposto il filo di nylon 6 (poliammide) di colore nero, stabile ai raggi ultravioletti (B).
1980 - Viene registrato il cimoxanil, primo antiperonosporico ad azione endoterapica. Per la lotta all’oidio della vite viene proposto il triadimefon, il primo fungicida appartenente al grande gruppo degli inibitori della sintesi degli steroli posto in commercio nel nostro Paese.
1980 circa - Infissione dei pali per pressione con macchine idrauliche specifiche (piantapali) (C).
1981 - Commercializzazione di glifosate, erbicida sistemico.
1981 - Primo impiego della deltametrina, insetticida piretroide.
1982 - Carbonneau e Huglin introducono in Francia la forma di allevamento detta Lyra.
1982 - Inizia a diffondersi l’impiego del filo di acciaio inossidabile in vigneto.
1982 - Shaullis e Studer riferiscono sull’impiego del filo di acciaio spiralato entro il quale viene ingabbiato il cordone permanente in forme come il GDC e il cordone speronato.
1982 - Viene immesso in commercio il metalaxil della famiglia delle acilalanine, il primo antiperonosporico sistemico, tutt’ora in commercio. Nello stesso anno entra in commercio anche il fosetil Al, ancora in uso.
1983 - La Pellenc diffonde sul mercato la sua prepotatrice (D).
1983 e seguenti - Diversi costruttori passano dalla fase sperimentale alla produzione in serie di cimatrici funzionanti con i tre diversi principi: barre falcianti, coltelli rotanti a controlama e coltelli rotanti liberi.
1984 - In Francia si sperimentano le prime potatrici meccaniche integrali azionate da un computer guidato da telecamere a visione tridimensionale.
1985 in avanti - Sono impiantati alcuni vigneti con sesti molto fitti, da lavorare obbligatoriamente con trattori scavallatori. I risultati sono talvolta positivi, talvolta meno, a causa dei terreni che non sopportano la compattazione provocata da tali attrezzature che, oltre essere molto pesanti, sono costrette a passare sempre nel medesimo punto incrementanto il compattamento del suolo.
1985 - Nasce Vitis Rauscedo, società cooperativa per la produzione di barbatelle.
1985- Inizia la produzione industriale del filo zincato con il 5% di alluminio (processo Galfan) che si rivela una protezione particolarmente efficiente.
1985 circa - Prime zonazioni in Italia.
1985 circa - Si espande l’impiego della canna di bambù, importata dai Paesi Orientali (E).
1986 - Volontieri crea alcuni prototipi di quella che in seguito sarà conosciuta come Semovente Multifunzionale, una unità motrice a cui è possibile attaccare i diversi attrezzi utilizzati per la lavorazione del vigneto. In tal modo è possibile ammortizzare più velocemente il costo della macchina.
1987 - Lancio delle forbici da potare elettriche Pellenc PE20 e della sollevatrice che ottengono la medaglia d’oro SITEVI.
1987 - Nel nostro Paese, inizia la produzione industriale dei pali di ferro profilati a caldo.
1987 in poi - Si diffonde l’impiego di diversi legacci realizzati con materie plastiche. Non si tratta di novità, ma in precedenza erano utilizzati prevalentemente i materiali di origine vegetale (F).

1989 - Introduzione del filo di ferro ad alta resistenza, caratterizzato da una maggiore stabilità dimensionale nel tempo.
1989 - Presentata la vendemmiatrice Braud per vigneti stretti, unico modello con telaio estensibile.
1989 - Produzione dei fili di acciaio al carbonio ad alta resistenza con zincatura pesante. Fine anni ’80 - Si perfeziona il Cordone Libero Mobilizzato (CLM), caratterizzato da ceppi delle viti arcuati per dare elasticità al sistema.

1990 - 2000 - La tecnica vivaistica subisce continui miglioramenti, che consentono di produrre barbatelle sane, uniformi, in grado di svilupparsi ed entrare rapidamente in produzione (H).
1990 - Esperimenti di pacciamatura lungo la fila con geotessile. 1990 - Primo utilizzo del GPS in agricoltura. Diventerà fondamentale in tema di impianto del vigneto.
1990 - Il virus dell’accartocciamento fogliare viene osservato in vigneti impiantati con ceppi virus esenti. Spesso la causa è la presenza di vigneti infetti nelle vicinanze, ma ulteriori studi hanno ricercato altre cause eventuali.
1990 - Il regolamento CEE 3302 consente il diritto di trasferimento del reimpianto nell’ambito dell’azienda e tra aziende diverse, nei limiti del territorio nazionale.
1990 - Si estende la sperimentazione sulla confusione sessuale per le tignole (I).
1990 - Per superare i problemi ambientali creati dalla tanalizzazione, si ricercano altri sali impregnanti esenti da arsenico e, se possibile, anche da cromo (L).
1990 - Posa in opera dei pali con impianto idraulico a pressione e messa a piombo automatica con dispositivi laser.
1990 - Ritorno in USA della fillossera, biotipo B, una nuova variante. I tre quarti dei vigneti californiani sono estirpati e sostituiti con tipologie più resistenti.
1990 circa - Si impiegano tubicini di acciaio inossidabile ferritici e austenitici di scarto come sostegni minori della vite.
1990 - Ripresa ella cosiddetta “viticoltura eroica” in zone con forti pendenze (Valle d’Aosta, Valtellina, Cinque Terre, Alta Langa, Etna, Ischia) (M).
1990 circa - Viene introdotto il raggio laser per la gestione dei livellamenti e la maggior precisione nei tracciamenti ed il geotessile per i drenaggi.
1991 - Con la vendemmiatrice Alma Trainata RN arrivano i convogliatori di tipo continuo a tazze che consente all’uva di restare più intatta evitando il problema dell’ammostamento.
1991 - Prime esperienze di impianto di vigneti con la macchina in Italia (N).
1991 - Produzione di pali di cemento a spigoli arrotondati con gettata “per estrusione”.
1991 - Si prospettano impianti realizzati totalmente con acciaio inossidabile, quindi a manutenzione ridotta e durata illimitata.
1992 - Primi modelli di elevatori con vasca in acciaio inox.
1992 - Viene presentato il primo palo di acciaio inossidabile per vigneti e frutteti costruito in Italia.
1993 - Il giallume della vite noto come “North America grapevine yellow” viene osservato in Virginia.
1993 - Le prime varietà straniere vengono ricevute e processate secondo i nuovi requisiti nelle nuove strutture dell’FPMS dell’Università di Davis.
1994 - Carpenfer produce il primo prototipo di vendemmiatrice a scuotimento verticale.
Dal 1997 saranno prodotte in massa.
1994 - Gli accessori per i sostegni ed i legacci costituiscono un campo molto vasto, in continua evoluzione. È interessante la coesistenza di salici con fermagli di polietilene o acciaio inossidabile, delle foglie di canna con legacci di materie plastiche di tipo diverso, il tendifilo d’acciaio inossidabile con quello formato da due pezzi di legno.
1995 - 2000 - La maggior parte del mercato viene diviso tra filo protetto con zinco arricchito di allumino e quello di acciaio inox.

1995 - Si costruiscono tutori ottenuti con lamiere molto sottili, profilate per avere resistenze adeguate.
1995 circa - Si attua, soprattutto in Toscana, lo scasso a “tappeto drenante”, ovvero con un escavatore che smuove la terra, un secondo che asporta i sassi ed un terzo che li interra a formare il dreno (A).

1996 - Il portinnesto Resseguier Selection Birolleau n. 1 (R.S.B. 1) è ufficialmente autorizzato alla coltura.
1997 - Inizia l’impiego dei fosfiti di potassio con attività nutritiva e di stimolo delle resistenze a parassiti quali la peronospora.
1997 - Si costruiscono tutori in vetroresina in grado di resistere a sollecitazioni elevate che, però, non avranno diffusione importante (B).
1997 - 2000 - I pali di ferro profilati a freddo e zincati trovano un crescente interesse presso i viticoltori (C).
1997 - Si realizzano macchine viticole caratterizzate da dimensioni contenute, agilità, elevata potenza e stabilità disponibili, attacco porta attrezzi normalizzato con presa di potenza a trasmissione meccanica, propulsione dei cingoli con trasmissione idrostatica e controllo del mezzo da terra con una sola mano grazie ad impugnatura multifunzionale.
1997 - Viene posto in commercio azoxystrobin, la prima strobilurina con attività antiperonosporica ed antioidica.
1997 - Viene ripresa la tecnica dell’immersione dei pali in una soluzione di solfato di rame, operando talvolta su grandi quantitativi (D).
1998-99 - La CEE ammette nuovi impianti, comunque limitati a zone che hanno dimostrato di avere una produzione insufficiente rispetto alle richieste.
1998 - Viene costruita la prima vendemmiatrice trasportata (E).
1999 - Il Consorzio Italiano Vivaisti Viticoli AMPELOS nasce per la volontà di alcuni fra i maggiori vivaisti italiani.
1999 - 2000 - Si introduce un nuovo sistema di allevamento, il COMBI, caratterizzato da due pareti verticali affiancate sostenute da una struttura a U che si alterna lungo la fila con bracci mobili. È vendemmiabile con macchine interfilari monofilari come quelle per la Doppia Cortina. Fine XX secolo - La ricerca sempre più convinta della qualità ha portato all’individuazione di un giusto compromesso tra esigenze della meccanizzazione ed esigenze fisiologiche delle viti, il tutto visto in funzione del terreno, delle forme di allevamento e degli indirizzi produttivi. Generalmente, si ricorre meno a sesti troppo larghi o troppo stretti.
2000 - Attrezzi quali il piantapali e lo stendifili, sono comuni non solo presso terzisti, ma anche in aziende di medie dimensioni.
2000 - Diffusione degli impianti a macchina (F), quasi essenzialmente con macchine che impiantano a radice lunga. Questo ha permesso di dilazionare il periodo d’impianto fino a giugno, assicurando comunque una buona ripresa delle barbatelle, anche in annate particolarmente siccitose..
2000 - Si diffonde il ricorso a cooperative agricole per i lavori nei vigneti con manodopera prevalentemente straniera.
2000 - In Italia, in un secolo, la superficie a vigneto è scesa da 1.900.000 ettari a meno di 800.000, mentre la produzione è passata da 35-40 a 55-60 milioni di ettolitri.
2000 e seguenti - Diverse aree viticole del nostro Paese dispongono di lavori di zonazione, condotti da Istituti universitari e di ricerca, spesso in collaborazione con professionisti, organizzazioni di settore, ecc. I risultati sono quasi sempre utili ed interessanti a spiegare l’importanza fondamentale del territorio nella caratterizzazione del vino.
2001 - Alma immette sul mercato italiano la Collina, capace di operare in condizioni estreme di lavoro, su pendenze fino al 40%.
2003 - In Trentino Alto Adige, nella Piana Rotaliana, si individuano i primi sintomi della virosi che sarà poi identificata come GPGV o Virus del Pinot grigio.
2004 - Prime forbici (G) e legatrici (H) elettriche.
2005 - In Ottobre nasce presso ARS (Agricultural Research Service) il Grape Genetic Research che si occupa dello studio dell’ampia gamma di varietà di viti coltivate negli USA, inclusi i vitigni coltivati nelle vallate semiaride della California e negli Stati del Nordest soggetti a temperature più rigide.
2005 - Svettatrice elettrica della Pellenc applicabile su vari tipi di trattore (I).
2005 - Le nuove vendemmiatrici in possesso di sensori in abbinamento con i sistemi di posizionamento satellitare permettono di registrare con precisione le caratteristiche del prodotto raccolto e di correlarli alle condizioni ambientali, allo stato del suolo e della vite ecc. Alcuni prototipi sono perciò in grado di separare il raccolto in funzione delle caratteristiche qualitative dello stesso.
2007 - La georeferenziazione di ogni vite, identificata fin dal vivaio con codici a barre o microchip è predisposta in fase di messa a dimora con le nuove trapiantatrici.
2007 - Le macchine motrici vedono un’ulteriore evoluzione, sia nei trattori che nelle macchine polivalenti, vista la necessità degli utensili delle operatrici o delle attrezzature particolari che devono seguire il profilo delle piante a terra, sui lati della chioma e lungo le strutture vegetali permanenti.
2007 - Nasce la gamma di Elevatori Olmi Triplex con telaio ultracompatto, capace di operare agilmente in impianti a pergola o tendone.
2007 - Si affinano le tecnologie per salvaguardare le uve in fase di raccolta meccanica grazie ad organi di vibrazione controllati automaticamente, in sinergia con la struttura tutore del filare per avere un distacco ottimale attraverso una modulazione della frequenza, dell’ampiezza e del tipo di accelerazione, monitorate sia dall’operatore che dai sistemi di rilievo. Inoltre nuovi dispositivi (diraspatrici-pulitrici) permettono di portare in cantina un prodotto sempre più pulito ed integro.
2007 - Sotto la spinta di un sempre maggiore rispetto ambientale si studiano sistemi di posizionamento e sensori sempre più efficaci che consentono diserbo e concimazione differenziati con sistemi “spot spray” e con concentrazione proporzionale al livello di infestazione. Si diffondono macchine irroratrici dotate di congegni di precision spraying che permettono di variare la dose, le caratteristiche di irrorazione e l’applicazione stessa per mezzo del riconoscimento della forma con sistemi di imaging o con sensori di profondità, proporzionando il prodotto alla dimensione della massa vegetale. In questo modo è possibile ridurre la quantità di formulato per ettaro, senza inficiare sull’efficacia.
2007 - Alcuni vivaisti sperimentano l’identificazione delle varietà tramite bar code o microchip che consentono il riconoscimento satellitare della loro posizione geografica (L).
2008 - Prime segnalazioni di arrossamenti fogliari in California. Ulteriori studi porteranno all’identificazione della virosi GBRD, più nota come Red Blotch Disease.
2009 - Primo avvistamento in Italia di Drosophila suzukii in Provincia di Trento.
2011 - Il 7 aprile, giorno di inaugurazione del Vinitaly, la viticoltura eroica ottiene il marchio ufficiale registrato come CERVIM - Viticoltura Eroica.
2011 - Viene brevettata la macchina Celerina plus dall’azienda VCR, realizzata dallo studio di ingegneri MDS di Rauscedo. Veloce e sicura per l’operatore riporta in auge la tecnica ad incastro.
2012 - Diffusione dei pali in acciaio Cor-ten (M).
2013 - Aumenta il numero delle capannine meteo in vigneto (N).
2013 - Nasce il progetto VITIDRONE che utilizza i droni per la viticoltura di precisione, ossia mezzi volanti automatizzati per la raccolta di dati di precisione sui vigneti e la loro successiva restituzione su PC, nonché la pubblicazione degli stessi attraverso il web per la consultazione (O). 
2014 - Quattro portinnesti, serie M, con elevate caratteristiche di resistenza a differenti stress abiotici e con alte performances qualitative delle uve, sono iscritti al Registro Nazionale e, nello stesso anno, vengono ammessi lo STAR 50 e lo STAR 74.
2015 - Vengono presentati modelli di trattori cingolati muniti di telecamera e guidati tramite joystick da un operatore, utili per zone in forte pendenza, in quanto non costituisco alcun pericolo per l’operatore (P).
2017 - Il 12 gennaio entra in vigore la legge 302/2016 contenente la “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino” che regolamenta in tutto e per tutto il comparto vitivinicolo.

Vigna in tasca - 2017
Vigna in tasca - 2017
Edizione 2017
VIGNA IN TASCA in  questa nuova edizione è come al solito largamente rimaneggiata, anche rispetto alla versione inglese, relativamente recente.Trattando materiale del genere, però, ci rendiamo conto che l’obsolescenza del libro è dietro l’angolo: ci sono elenchi e tabelle che andrebbero aggiornate in tempo reale. Ci vengono in soccorso i QR CODE. Disseminati in tutto il volume, in alto a sinistra,troverete questi geroglifici quadrati che, attraverso la fotocamera del vostro smartphone o tablet e applicazioni gratuiterimandano a pagine web del nostro portale www.viten.net.In alcuni casi sono approfondimenti ad argomenti trattati nella pagina, in altri puntano a pagine dove allegheremo periodicamente aggiornamenti specifici.Speriamo che così, anche con il passare degli anni, VIGNA IN TASCA mantenga la sua mission di strumento utile e di consultazione continua. Autori: Albino Morando Simone Lavezzaro Davide Morando Stefano Ferro