capitolo 7

PALI DI METALLO

Materiali

Simone Lavezzaro, Albino Morando, Claudio Corradi

Pali metallici

Nel nostro Paese il palo metallico, noto fin dalla metà del 1800, ha conosciuto notevole diffusione solo negli ultimi trent'anni, rubando spazio al legno e soprattutto, al cemento. I motivi di tanto successo sono insiti nei vantaggi della profilatura a freddo che consente di ottenere sostegni robusti ma leggeri e muniti di asole, atte a sorreggere i fili, e agevolare l'applicazione degli accessori quali traversine o distanziali a molla.
Il sostegno metallico viene spesso identificato con il termine "ferro", non corretto perché sappiamo bene come tale elemento sia sempre accompagnato da altri, a formare una lega acciaiosa, in base alle caratteristiche della quale si possono avere diversi risultati a livello di resistenza e corrosione.
Dal punto di vista pratico le leghe impiegabili in vigneto sono l'acciaio ferroso (detto anche carbonioso), l'acciaio Cor-ten e l'acciaio inossidabile.

Acciaio carbonioso

In base al dosaggio dei diversi elementi (A), in particolare del carbonio, si possono avere diversi tipi di acciaio. Per i laminati a caldo (forme a T e L), si impiega normalmente acciaio a basso tenore di carbonio (B), dei tipi Fe 330 fino a Fe 430, tra i quali si distinguono diverse varianti. Per profilati a freddo, sono invece preferiti acciai leggermente più duri ed elastici, ma sempre in grado di consentire una sufficiente plasticità nel passaggio sui rulli.

(A) - Composizione dell'acciaio impiegato per i pali da vigneto (%)


(B) - I pali di ferro nudo sono utilizzabili ad esempio per impianti ad alberello, in cui i sostegni subiscono un numero limitato di sollecitazioni.

Acciaio Cor-ten

Un acciaio particolare è il Cor-ten, che presenta, oltre a buone caratteristiche meccaniche, la peculiarità di formare un ossido superficiale resistente e stabile, che limita la corrosione in profondità (C).
Le forme possono essere a "T" e ad "L" nel caso dei profilati a caldo che presentano spessori di 4-5 mm e quindi garanzie di ottima durata nel tempo, ma anche pesi e costi piuttosto alti.
Più comuni i profilati a freddo per i quali sono sufficienti 1,5 - 2,0 mm di spessore (D, E). Si commercializzano anche profili più sottili, ma se ne sconsiglia l'utilizzo per la minore resistenza e l'inferiore durata nel tempo, a causa della perdita di spessore dovuta all'ossidazione spontanea. La longevità dell'acciaio Cor-ten è tendenzialmente confacente con la vita del vigneto, ma in zone particolarmente umide o saline conviene rivolgersi a spessori maggiori.
L'acciaio Cor-ten non crea problemi di corrosione ai fili zincati o inox, anche se applicati nelle asole.

(C) - Pali di Cor-ten zincati alla base, nel tratto destinato all'interramento (Consortium).


(D) - Pali in acciaio zincato e acciaio Corten, accatastati in attesa della consegna al cliente finale (Profilerie Trentine).


(E) - Nuovo vigneto allestito completamente con pali in acciaio Corten (Ferro A.).

Acciaio inox

Impensabile fino a qualche decennio fa questa soluzione, sperimentata a fine secolo scorso, sembrava poter avere delle prospettive, ma i costi rispetto all'acciaio ferroso sono ancora troppo elevati.
La gamma degli acciai inossidabili è molto ampia, con numerosi tipi principali, ognuno dei quali ricco di varianti che ne modificano in modo sostanziale la composizione. Si distinguono tre gruppi: martensitici, ferritici ed austenitici, di cui solo gli ultimi due possono trovare impiego per la costruzione dei pali (F). Infatti, gli acciai martensitici si deformano bene a caldo, ma non a freddo, per cui è impossibile procedere alle sagomature necessarie.
Da questo punto di vista, gli acciai austenitici della serie AISI 300 sono ottimali per la produzione di pali con una sagoma molto nervata, che ne aumenta in modo notevole le caratteristiche meccaniche e quindi la resistenza. Inoltre, presentano un’ottima inerzia agli aggressivi chimici ed atmosferici (G).
Rappresentano quindi la soluzione ideale per la produzione di pali, ma non per il costo, che è superiore a quello dei ferritici. In ogni caso, alcuni costruttori propongono lo stesso palo realizzato con acciaio ferritico (generalmente con percentuali di cromo prossime al 17%, ad esempio AISI 430) ed acciaio austenitico col 18% di cromo e l’8% di nichel (AISI 304).
Il tipo più costoso, AISI 316, caratterizzato dalla presenza del molibdeno, che porta ai valori massimi la resistenza alle corrosioni, viene utilizzato per impieghi particolari, quando emergono aggressivi particolarmente energici, quali, ad esempio, un’elevata salsedine.
Mentre per gli acciai al carbonio si può abbondare con gli spessori, raggiungendo le resistenze meccaniche necessarie, per gli acciai inossidabili è indispensabile economizzare sul peso, per mantenere costi accettabili (H). L’aspetto più importante è quindi il profilo, che deve garantire, ad una lamiera estremamente sottile (appena 0,8-1,5 mm), la resistenza necessaria. Al fine di ridurre i costi, si possono utilizzare pali di acciaio inox (tendenzialmente tubolari) derivati da seconda scelta, scartati dall’industria, che accetta solo manufatti senza imperfezioni (I).
Essendo partite cosiddette “d’occasione” lo spessore può variare da 1,2 mm (che è lo spessore minimo) a 2 mm. In genere il più ricercato ed adatto è 1,5 mm. I diametri generalmente spaziano fra i 55 ed i 60 mm.

(F) - Tipologie di acciaio

Acciai inossidabili ferritici. Sono ferromagnetici e si deformano facilmente sia a caldo che a freddo. Resistono bene agli agenti atmosferici, anche se, talvolta, possono manifestare macchie superficiali, che non vanno ad incidere sulla struttura metallica. Gli acciai ferritici sono adatti per la costruzione dei pali e, anche se un po’ meno resistenti, vengono talvolta preferiti agli austenitici, perché più economici.
Acciai inossidabili austenitici. Non sono ferromagnetici, risultano estremamente plastici e presentano la caratteristica di incrudire a seguito di deformazioni a freddo, aumentando notevolmente la loro resistenza meccanica. Ottima l’inerzia chimica.

(G) - Testata tecnica realizzata in acciaio inox (Consortium).


(H) - I pali di acciaio inossidabile non sono molto diffusi causa l'alto costo (Consortium).


(I) - I pali di acciaio inox tubolari diventano economici quando sono costituiti da una seconda scelta, inadatta al altri impieghi (Civa).

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).