capitolo 1

STORIA

Fine 800 - 1930

Daniela Bussi, Albino Morando

1882 - I fratelli Bellussi, di Tezze di Piave, creano l’omonima forma di allevamento della vite, simile al Sylvoz, caratterizzata da 4 viti sostenute da un palo (in sostituzione del tutore vivo) creando un cordone permanente inclinato tirato nell'interfilare (A).
1885 - Nasce l’attività vivaistica moderna ad opera di Couderc, che impiega per la prima volta una macchina innestatrice.
1887 - Millardet e De Grasset ottengono l’ibrido 420A (Berlandieri x Riparia).
1887 circa - Dagli Stati Uniti (Texas) viene importata la Vitis berlandieri, che verrà ampiamente impiegata per ottenere ibridi portinnesti.
1888 - George Couderc seleziona in Francia il portinnesto 161-49 e nell’anno successivo il 157-11 ibridando la Berlandieri Las Sorres con la Riparia gloire di Montpellier.
1889 - Alla tenuta Cardella, nel Casalese, vengono sperimentati pali di ferro a L e a T (B). Costano 2,13 lire ciascuno. Nello stesso periodo, il vino costa da 25 a 50 lire l’ettolitro. Attualmente il rapporto non è diverso.
1889 - Franz Richter seleziona i portinnesti 110 R e 57 R.
1890 - Foex seleziona, alla scuola di Montpellier, il portinnesto 34 E.M.
1890 - A Geisenheim, in Germania, viene fondata la prima stazione per l’innesto della vite.
1890 - Primi scassi mediante funicolare, con moto indotto da motore a vapore (C).
1890 in poi - La produzione aziendale dei pali di cemento è abbastanza comune. Si tratta frequentemente di tutori pesanti, poco elastici, la cui durata è fortemente condizionata dalle sollecitazioni.
1891 - F. Schwarzmann, importante personalità nell’ambito del vivaismo nella Cecoslovacchia, seleziona il portinnesto che porta il suo nome.
1892 - C. Mancini rispondendo sul Giornale Vinicolo Italiano ad un quesito relativo ai sistemi più adatti per la conservazione dei pali dice: “Il catrame (D) ha poca durata; dopo due o tre anni la parte restata sopra terra si scrosta e quella sotto terra non resiste lungamente all’umidità. Maggior durata ha il carbolineo; buonissimo pure è il sistema del solfato di rame”.
1893 - Viene fondato il Gran Vivaio di Viti Americane di Giuseppe Zirilli Lucifero a Milazzo (ME) che fa della città la culla del vivaismo viticolo siciliano (E).
1894 - Anno di costituzione dei portinnesti 775 e 779 P ad opera di Federico Paulsen (F) a Palermo.
1895 - Nel mese di dicembre il Ministero dell’Agricoltura istituisce, sempre a Milazzo, un regio Vivaio Governativo di Viti Americane, sotto la guida di Antonio Ruggeri.
1895 - Paulsen crea il portinnesto 1045 ibridando la Berlandieri Rességuier n. 2 con l'Aramon X Rupestris Ganzin n. 1 ed il 1103 ibridando la Berl. Ress. n. 2 con la Rupestris du Lot.
1896 - Primi impieghi della forzatura su vasta scala a Montpellier.
1896 - Il portinnesto SO4 è ottenuto in Germania alla scuola di Oppenheim da S. Teleki e Heinrich Fuhr.
1896 - Sigmund Teleki e Franz Kober selezionano in Austria il portinnesto 125 AA mentre Rudolf Goethe (G) e Heinrich Birk selezionano il Geisenheim 26 G in Germania.
1896 - Portinnesto RSB1 ottenuto in Francia da MM. Léné, Birolleau et Lafon.
1896 - Il portinnesto 1447 (ottenuto ibridando una Berlandieri con la Rup. Martin) viene selezionati da Federico Paulsen.
1896 - 1897 - Selezionato a Milazzo, da Antonio Ruggeri, il portinnesto 140 Ru.
Fine 1800 - Impiego del tendifilo mobile.
Inizi ‘900 - Si creano le prime casse di forzatura per gli innesti realizzate con assi di larice.
1900 - L’innesto a doppio spacco inglese rimane per moltissimi anni la tecnica d’innesto più utilizzata dalle aziende vivaistiche.
1900 - A inizio secolo le produzioni ad ettaro limitate e la popolazione da sfamare, molto numerosa, portano a coltivare intensivamente tutto il terreno disponibile. Gli interfilari, generalmente larghi fino a diversi metri, vengono coltivati a grano, mais, fave, patate, segale, ecc. (H).
1900 - Sui testi di viticoltura di questo periodo sono riportate descrizioni e figure di tendifili, poggiapali e sistemi di ancoraggio.
1900 circa - Impianto di pali e barbatelle in una buca scavata con attrezzo a due manici.
1902 - Kober, Ispettore della viticoltura in Austria, avvia la selezione tra gli ibridi prodotti dal Teleki e costituisce il Kober 5 BB.
1902 - Franz Richter ottiene il portinnesto 99 Richter.
1903 - Il conte Calissano (I) di Alba (CN), con altri esperti di viticoltura, propone le regole per la delimitazione delle zone di produzione del Barolo e del Barbaresco che, 60 anni dopo, diventeranno la base per i vini a denominazione di origine controllata.
1907 - Il vivaismo viticolo trentino registra nel triennio precedente la produzione di 152.000 barbatelle di viti innestate, 617.000 talee di vite americana e 142.000 barbatelle di vite americana per la costituzione di impianti per la produzione di portinnesti.
1910 circa - Devaux H. di Gourdon (Francia) propone dei gancetti di ferro per fissare i tralci a frutto sui fili (Cavazza, 1934).
1910 circa - Impiego delle mine per la rottura di crostoni naturali costituiti da stratificazioni di calcare, argille impermeabili e compatte, minerali di ferro (ferracci, ferretti, ecc.) o per abbassare strati di roccia affioranti.
1912 - Pasel, metallurgista della Krupp, deposita i brevetti relativi ad acciai austenitici con il 18% di cromo e l’8% di nichel. Nasce l’acciaio inossidabile, che si diffonderà lentamente in tutti i settori per approdare, dopo quasi 80 anni, anche in vigneto.
1913 - Alberto Pirovano crea il portinnesto Golia incrociando Castel 156-12 X Rupestris du Lot.
1916 - Secondo Zavattaro, direttore dell’Ufficio di Viticoltura ed Enologia annesso alla Cattedra ambulante di Casale M.to (AL), calcola che per palizzare il vigneto con il tradizionale sistema detto “a tre carasse”, cioé tre piccoli sostegni verticali, costituiti solo da canne riunite in mazzetti e senza fili, occorre destinare a canneto (L) una superficie equivalente ad un sesto di quella coltivata a vigneto.
1919 - Inizia la coltivazione del Kober 5 BB in Italia.
1920 - In Germania si impiegano tubi forati per la sub-irrigazione del terreno.
1920 - Primo regolamento nazionale in materia vivaistica.
1920 - Si diffondono in Italia i primi impianti a Tendone (M) nell'Italia centromeridionale (Lazio, Abruzzo, Puglia e Sicilia) dove assumono nomi locali come capanna in Abruzzo, pergola nel Lazio ecc.
1920 - Viene emanata una legge con “Disposizioni relative al controllo sulla produzione ed il commercio delle viti americane.”
1920 circa - In diverse parti del mondo, dove si impiega abbondantemente il legno per le costruzioni e per i pali delle linee telefoniche ed elettriche, si introduce la tanalizzazione (N) (iniezione di sali misti di rame-cromo-arsenico in autoclave).
1920-1930 - Domizio Cavazza (O), direttore della Regia Scuola di Enologia di Alba, propone l’impiego di tubi di caldaie in disuso come sostegni intermedi, mentre ritiene siano meno validi i tondini di ferro (P) di 5-6 mm di diametro, peraltro raramente impiegati.
1920-1930 - Si propone di verniciare i sostegni di ferro con minio o catrame.
1921 - L’Ing. Agr. Giulio Ferrari (Q) di Trento seleziona il portinnesto Teleki 8B selezione Ferrari.
1922 - Alexander Teleki seleziona il Teleki 5 C.
1926 - Waldo Semon della B.F. Goodrich sviluppa una tecnica per rendere lavorabile il PVC, miscelandolo con degli additivi plastificanti.
1928 - Il francese E. Freyssinet propone il cemento precompresso, che trova impiego in molti settori delle costruzioni ed anche per la produzione dei pali.

(H) - Coltivazione interfilare.


(I) - Il Conte Teobaldo Calissano, parlamentare, si distinse per provvedimenti in agricoltura.


(L) - Superficie destinata a canneto in prossimità di vigneto.

(M) - Allevamento della vite a tendone.


(N) - Impianto per la tanalizzazione in autoclave (Agriserv).


(O) - Domizio Cavazza e, (P) in basso a destra, esempi di tondini in ferro, da lui ritenuti poco validi.

(O) - Domizio Cavazza e, (P) in basso a destra, esempi di tondini in ferro, da lui ritenuti poco validi.


(Q) - L'ingegnere Giulio Ferrari, appassionato viticoltore.

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).