capitolo 1

STORIA

1930 - 1970

Daniela Bussi, Albino Morando

1930 circa - Primissimi e rari impieghi di mezzi cingolati di grande potenza per lo scasso ed il livellamento dei terreni. La norma è ancora lo scasso a mano o con funicolare.
1931 - Berlandieri x Riparia Teleki 8B Sel. Cosmo 10 e Cosmo 2 sono ottenuti dal Prof. Italo Cosmo a Conegliano Veneto.
1933 - Vengono costituiti i Vivai Cooperativi di Rauscedo, da decenni la più grande realtà vivaistica del mondo (A).
1933 - La United States Steel Corporation brevetta l’acciaio COR-TEN come acciaio basso legato con 0,2-0,5% di rame, 0,5-1,5% di cromo e 0,1-0,2% di fosforo.
1934 - O.E. Robey sperimenta l’utilizzo di tubature in tessuto poroso (canvas) nella Michigan State University.
1935 - Cavazza cita esperimenti di iniezione forzata in autoclave con sostanze antisettiche su pali di legno e commenta: “Le applicazioni fatte finora in Italia non hanno avuto molta fortuna”.
1936 - Heinrich Birk selezionò il portinnesto Geisenheim 5C, continuando il lavoro di Sigmund e Alexander Teleki.
1936 - Una grave gelata invernale distrugge quasi tutti i canneti del Monferrato Casalese.
1940 - L’impiego delle canne per l’allevamento della vite era così diffuso nella provincia di Alessandria che, a fronte di una superficie di circa 40.000 ettari vitati, ben 3.255 erano coltivati a canneto.
1945 - Mentre, nelle regioni meridionali della Penisola continua ad essere preferito l’innesto in campo, in quelle settentrionali si diffonde l’impiego delle barbatelle innestate.
1946 - Il prof. Nicosia della Cantina Sperimentale di Milazzo comunica al Congresso Nazionale Vitivinicolo la produzione di 30-40 milioni di barbatelle selvatiche e da 5 a 10 milioni di barbatelle innestate (B, C). Il centro viene poi soppiantato dalla crescente attività dei Vivai Cooperativi Rauscedo (D).
1940-1950 - Con l’avvento della plastica si realizzano nuovi tipi di tubazioni per l’irrigazione.
1950 - Inizia a diffondersi la vibrazione del cemento in fase di gettata del palo.
1950 - Viene migliorata la distribuzione della zincatura e una ditta non italiana introduce la zincatura pesante anche per i fili da vigneto.
1950 circa - I pali centrifugati prodotti per le linee elettriche (E) vengono costruiti anche per vigneti, dove si esigono tutori molto alti e robusti (esempio per il sistema a raggi).
1951 - Viene brevettato un nuovo antisettico per pali di legno che, ad una miscela di ingredienti noti, aggiunge il pentaclorofenolo.
1955 - Si costituiscono i Vivai Cooperativi di Padergnone.
1957 - Produzione del primo tubo in PRFV centrifugato in Svizzera.
1958 - Prime produzioni di pali precompressi (F) di sezione quadrata di 4,5 cm di lato (Tedeschi, 1994).
1958 - Primi impieghi di reti antigrandine per la stesura delle quali sono necessari sostegni ed accessori specifici.
1958 - Vengono costruiti i primi pali tronco-conici vibrati (Marcolongo, 1994).
Anni ’50-’60 - Si assiste al progressivo abbandono delle colture secondarie, portando le distanze tra i filari a valori minimi, in grado di assicurare il traino animale per le lavorazioni (1,6-1,8 m).
1959 - L’agricoltore israeliano Simcha Blass brevetta e crea il primo impianto per l’irrigazione a goccia di superficie.
1959 - Il portinnesto Fercal è selezionato da Pouget (Institut National de la Recherche Agronomique - Francia).
1960 - Richard Chapin crea negli Stati Uniti il primo “nastro gocciolante” (dew hose), poi installato nel 1964.
1960 - Iniziano a diffondersi i pali di cemento precompresso.

1960 - Si costruiscono pali vibrati e traforati.
1960 circa - Primi impieghi di escavatori idraulici per rifinire lo scasso a bordo appezzamento e per lo scasso di superfici piccole o molto declivi.
1960 in poi - Impiego della trivella a motore per piantare i pali.
1960 - La stazione sperimentale di Geneva nello Stato di New York, per soddisfare l'esigenza di meccanizzazione della vendemmia, crea la forma di allevamento denominata GDC (G). L’Italia lo farà proprio nel 1970, per iniziativa del Prof. Cesare Intrieri della Cattedra di Viticoltura di Piacenza.
1962 - In Emilia vengono prodotti i primi fili a zincatura pesante.
1962 - Anno di costituzione del portinnesto Gravesac da parte dell’INRA.
1963 - Con la legge 930, che regolamenta la tutela delle denominazioni di origine dei vini, inizia un nuovo capitolo della nostra viticoltura e, pur con qualche limite, viene favorito un netto miglioramento della vitivinicoltura italiana.
1963 - Sempre in Emilia vengono prodotti i primi fili plasticati e zincati.
1964 - In Francia e Italia, inizia la produzione di canne di polivinilcloruro (PVC) stabilizzato ai raggi ultravioletti (H).
1964 - Inizia la produzione di pali precompressi di forma triangolare (I), ancora utilizzati, ma non più in commercio.
1965 - Con la diffusione delle reti antigrandine (L), il settore si specializza e produce dispositivi specifici quali tubi rotanti, portatubi, cappelli per pali, placchette per il fissaggio della rete, ecc.
1965 - Prime esperienze di impianto dei pali a pressione, con macchine idrauliche non specifiche (escavatori, pale meccaniche, ecc.) (M).
1965 - Fili per vigneto realizzati con materie plastiche di colore bianco, talvolta non stabilizzati ai raggi ultravioletti e quindi di durata limitata (N).
1968 - Introduzione, in Italia, del legname di Lophira alata (bongossi) noto anche come azobè, di origine equatoriale, per la produzione di pali da vigneto (O).
1969 - Viene emanato il DPR 1164, che pone le basi della moderna vivaistica viticola italiana regolamentando così la produzione ed il commercio del materiale di moltiplicazione della vite.
1970 - Primi esempi di Agricoltura di Precisione negli USA con l’uso di tecnologie collegate a centri di controllo.
1970 - Uso di macchine specifiche per l’impianto dei pali a pressione.
1970 - Primi impieghi della pacciamatura lungo la fila, con film plastico di colore nero.
1970 - Si diffonde l’impiego delle canne di PVC.
1970 - Vengono proposti accessori realizzati con materiali plastici. Non mancano gli insuccessi quando, incautamente, vengono impiegate materie plastiche non stabilizzate ai raggi ultravioletti.
1970 circa - Impiego di tubi drenanti in materiale plastico (P).
1970 circa - Prime esperienze di tanalizzazione, su pali da vigneto in Italia. La pratica era già diffusa da una decina di anni per pali con altre destinazioni (linee elettriche e telefoniche).
1970 in poi - Impieghi sempre più frequenti di accessori per i sostegni.
1970 in poi - Tendenza ad utilizzare materiali meno deperibili per ridurre al minimo la manutenzione.
1970 - In Italia vengono introdotte le forme di allevamento a doppia cortina, sperimentandole in contesti diversi e in particolare in Emilia Romagna. Si predilige il GDC a cordone permanente.
1974 - Diventa operativo un progetto finalizzato del CNR con la formazione di un gruppo di studio per la selezione clonale della vite.
1975 circa - Si realizza un aratro rincalzatore per eseguire il cosiddetto “ciglionamento” (Q) ovvero la copertura con terra degli innesti, tecnica che verrà poi sostituita dalla paraffinatura. Contemporaneamente nasce l’abbatticiglione, per scalzare le giovani barbatelle, e lo sterroraccoglitore, messo a punto dalla ditta Cesare Fornasier.

(L) - Esistono anche reti antiperonosporiche, tessute in presenza di sottili e costosi fili di rame o teli impregnati di sostanze rameiche.


(M) - Primi modelli di macchina idraulica per l'impianto dei pali (Spezia).

(N) - Vigneto con ben visibili i fili di plastica bianca e (O) cataste di pali di azobé (Tecno Alp).



(P) - Tubi drenanti in materiale plastico e (Q) a destra ciglionatore in azione (Cesare Fornasier).



Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).