capitolo 10

ACCESSORI E LEGACCI

Accessori per pali

Albino Morando, Simone Lavezzaro

La variabilità delle forme di allevamento ha favorito la realizzazione di un'infinita serie di accessori adatti a completare la funzionalità dei sostegni della vite. Qualora il vigneto debba essere predisposto per la vendemmia meccanizzata vanno risolti anche altri problemi, legati alla robustezza e amovibilità degli accessori e dei legacci, che devono resistere all’impatto dei battitori senza deteriorarsi o cadere nelle tramogge di raccolta.
Il sostegno verticale principale viene conficcato nel terreno ad una profondità variabile da 50 a 120 cm (generalmente 70 - 90 cm) in funzione dell’altezza fuori terra e delle sollecitazioni previste. I pali di testata sono i più sollecitati, causa la tensione dei fili. Le forme di allevamento basse e quelle che prevedono un solo filo con molti sostegni intermedi, se i capisaldi sono ben infissi nel terreno riescono a mantenere nel tempo la loro posizione; negli altri casi, è necessario fissare la testata con un puntone o un ancoraggio.
I sostegni gravati di un peso elevato (pali di testata ancorati, puntoni, forme di allevamento con pochi sostegni intermedi, come il sistema a raggi ed il tendone) tendono ad approfondirsi nel terreno, in particolare se questo è friabile, profondo e privo di scheletro. Diventa allora necessario allargare la base di appoggio con un supporto detto poggiapalo.

Poggiapali

Allo scopo può servire una semplice pietra piatta, oppure uno o più mattoni posti incrociati; più frequentemente si ricorre a blocchetti di cemento muniti di un incavo o di un piolo di ferro per tenere fermo il palo di legno, soprattutto se questo è totalmente fuori terra (A, B, C). Non mancano poi soluzioni particolari specifiche (D).
Le dimensioni del poggiapalo variano con il peso che il sostegno deve sopportare e con la natura del terreno. Mediamente occorrono 300 - 500 cm2 di appoggio equivalenti a 20-25 cm di diametro per la forma rotonda e a 17-22 cm di lato per quella quadrata.
La forma rotonda può risultare vantaggiosa quando il foro viene praticato con una trivella perché, a parità di diametro utile, si ha una superficie di appoggio maggiore.

Puntoni per pali di testata

Il palo, sollecitato ad inclinarsi per la tensione dei fili, viene bloccato da un puntone (detto anche saetta) posto all’interno del filare.
Il vantaggio principale di questa soluzione è la mancanza di ingombro nella capezzagna. La distanza ideale del punto di appoggio del puntone sul terreno deve essere almeno uguale a quella dell'altezza del punto di fissaggio dello stesso sul palo di testa (E). La saetta può essere di legno, di ferro o di cemento.
La sezione va calcolata in funzione delle sollecitazioni (carico di punta) per evitare che il sostegno tenda ad incurvarsi oppure a rompersi. Per la stabilità del puntone sono essenziali l’appoggio su apposito poggiapalo e l’incastro con il palo di testata che può essere ottenuto, a seconda dei materiali impiegati, in modo approssimativo o con appositi accessori, chiamati collari, staffe o cravatte.

(A) - Poggiapali di fogge, dimensioni e materiali diversi.


(B) - Poggiapali di cemento (Bonvini).


(C) - Poggiapali diversi realizzati in calcestruzzo (Solprea).

(D) - Poggiapalo particolare per caposaldo tubolare (Civa).


(E) - Sul puntone si scaricano tutte le forze di trazione dei fili. Per assicurare la tenuta, questo deve essere adeguatamente dimensionato, munito di poggiapalo e fissato al caposaldo non troppo in basso per evitare la rotazione, indicata nella figura in colore chiaro.

Collegamento tra testate e puntone

Con sostegni di legno e di acciaio è facile, tramite incastri, fori, chiodi o bulloni di collegamento (talvolta, semplicemente con del filo di ferro), congiungere il palo e la saetta (F).
Per i pali di cemento soprattutto, ma anche di altri materiali, si può ricorrere ad accessori specifici detti cravatte o collari. Sono realizzati in alluminio o sue leghe (G), ferro zincato (H, I), più raramente acciaio inox. Per ottenere un risultato estetico apprezzabile ed avere tutti i pali allineati è indispensabile sistemare prima accuratamente il poggiapalo affinché questo non abbia a muoversi. Piccole correzioni della verticalità del palo di testata possono ottenersi regolando appositamente l’altezza della cravatta.

Cappucci per pali

Per i pali di legno con una durata prevista pari a quella del vigneto è opportuno applicare alla loro sommità dei cappucci di plastica per impedire la penetrazione dell’acqua piovana, che accelera il deterioramento del sostegno.
Cappucci più robusti con funzione di sostegno dei fili vengono impiegati su pali di materiali diversi, per allevamenti a tendone e per il sostegno dei fili portanti le reti antigrandine (L, M). Il copripalo può essere fissato con chiodi (pali di legno), imbullonato, cementato o semplicemente appoggiato. Il fissaggio deve essere curato con attenzione negli avvallamenti, dove i fili tendono a scalzare il cappuccio.

(F) - Puntoni di legno fissati al palo in modi diversi.


(G) - Particolare di staffa in lega di alluminio, montata su pali di cemento e legno.


(H) - Diversi tipi di “cravatte” di ferro zincato su pali di cemento. Da sinistra a destra palo rotondo (La Nuova Loniti), quadrato (Valente) e triangolare (Arcotrave).

(I) - Testate munite di puntoni (Ferro A.).


(L) - Nuovo impianto con cappucci sui pali (Arnoplast).


(M) - Copripali. A sinistra, per sostegni di ferro profilato, in centro per sostegni tubolari e a destra per pali di legno (Arnoplast).

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).