capitolo 10

ACCESSORI E LEGACCI

Ancoraggio dei pali

Albino Morando, Simone Lavezzaro

Il secondo sistema per fissare il palo di testata è l’ancoraggio, costituito da un elemento infisso nel terreno, nella parte esterna del filare, (in linea con questo) e da uno o più fili di collegamento.
Tale sistema, se proporzionato all’altezza della testata, alle sollecitazioni dei fili ed alla natura del terreno, assicura una stabilità ottima e duratura nel tempo.
Un inconveniente è dato dall’ingombro sulla capezzagna cui si può ovviare, impiantando un ceppo tra ancora e palo. I tipi di ancora proposti sono numerosi, ognuno con caratteristiche che vanno ponderate in fase di scelta:

  • sasso o mattoni legati con un filo di ferro zincato, è la soluzione più antica, qualche volta impiegata ancora oggi (A). La difficoltà sta nel centrare la posizione del filo in trazione. 
  • gettata di calcestruzzo in una buca provvista di asta di ferro per l’aggancio dei fili di ancoraggio. Questo sistema assicura un’ottima resistenza, perché la colata di calcestruzzo fa tenuta con il terreno non smosso ma, oltre al costo elevato per la messa in opera, c’è da prevederne un altro per l’asportazione del blocco di cemento all’espianto del vigneto. 
  • piastra di cemento armato con tondini di ferro ed un gancio esterno per il passaggio dei fili. In origine, si lasciava il ferro annegato nel cemento, mentre oggi, per comodità nei trasporti, si preferisce avere le due parti indipendenti (B). 
  • elemento di cemento armato stampato, di foggia diversa, simile ad un’ancora marina, con occhiello di ferro per l’aggancio dei fili.
  • sistema con molle, costituito da un tubo di ferro che viene infisso nel terreno; quindi si introducono tre ferri a molla che, sotto i colpi del martello, si allargano nel terreno in profondità assicurando la tenuta (C). Le ancore come questa che vengono sistemate nel terreno per infissione, senza lo scavo preventivo di una buca, si possono mettere in opera agevolmente anche nei terreni sassosi.
  • ancora avvitabile nel terreno, realizzata in ferro zincato o acciaio inossidabile (D, E). Il vantaggio deriva dalla rapida messa in opera che può essere anche meccanizzata (F). L’ancora di acciaio inossidabile, essendo realizzata con lamiera sottile e supporto esile, deve essere posta in opera tramite un’apposita chiave. 
  • ancora con elemento “basculante”. Il puntale viene infisso nel terreno con apposito supporto e quindi si tende il filo di ancoraggio per portare l’attrezzo in posizione trasversale di tenuta. È adatta per terreni sassosi dove la realizzazione del foro è laboriosa e l'utilizzo di ancore ad elica impossibile (G, H). 
  • doppio palo di testata. Detta anche sistema ad "H" è una soluzione più costosa, ma con ottimi requisiti di stabilità e di non ingombro della capezzagna. Inoltre, la trazione dei fili viene distribuita sui due sostegni, rendendo il caposaldo particolarmente resistente anche in caso di sollecitazioni molto forti, quali i colpi di vento (I, L). Il doppio palo è spesso previsto per forme di allevamento a GDC, strutturate con il sostegno interno provvisto dei bracci bilaterali di supporto dei fili che si congiungono e vengono tesi sul primo caposaldo.

(A) - Ancoraggi diversi realizzati in pietra, mattoni, cemento armato e ferro.


(B) - Ancora di calcestruzzo con tirante di ferro.


(C) - Ancora a molla, molto utilizzata nei terreni sassosi, dove riesce a penetrare ed a fissarsi al suolo nonostante l'abbondante presenza di inerti (Fenox - Ferro A.).

(D) - Ancore di acciaio inox con chiave per l’avvitamento (Metalgoi).


(E) - Ancore in ferro zincato pronte alla consegna (Civa).

(F) - Avvitamento dell'ancora con dispositivo collegato al trattore (Civa).


(G) - Il fissaggio dell'ancora al terreno può avvenire con sistemi diversi (Vignetinox).

(H) - Le ancore vengono fissate al palo con sistemi appositi in funzione della tipologia di sostegno, siano essi di cemento, legno o acciaio (Vignetinox).


(I) - Testata con doppio palo collegato tramite tubo di controspinta che possa aumentare la tenuta del sostegno principale (Civa).

(L) - Soluzione simile alla precedente realizzata in acciaio zincato oppure inox (Vignetinox).

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).