capitolo 10

ACCESSORI E LEGACCI

Accessori speciali

Albino Morando, Simone Lavezzaro, Claudio Corradi

Per esigenze particolari ai pali possono essere applicati accessori speciali quali: bracci per i sistemi di allevamento a cortina doppia (GDC, Duplex); sostegni particolari per forme di allevamento in zone di montagna; dispositivi ad Y per pergole; dispositivi per il supporto e la tensione delle reti antigrandine; supporti per i tubi di irrigazione; reti di recinzione per animali selvatici; supporti per reti antivolatili; sostegni per film plastici atti a proteggere l’uva dalle piogge.

Bracci per GDC e simili

Il sistema di allevamento GDC (A), studiato negli Stati Uniti per la vendemmia meccanica a scuotimento verticale e diffuso in Italia soprattutto nelle zone viticole di pianura, è costituito da due cortine con vegetazione a ricadere, sorrette ciascuna da un filo di grande sezione. Per offrire un’adeguata elasticità alle sollecitazioni della “stella” preposta allo scuotimento del filo, è bene che i bracci non siano fissi, ma incernierati al palo e con possibilità di oscillare verso l’alto. I modelli proposti nel tempo sono stati numerosi, con materiali e fogge diverse (B, C). La tendenza attuale è verso bracci metallici in tubolare zincato, tondo o quadrato, con tirante superiore in tondino che costituisce anche il ricciolo portafilo.

Testate per cortine doppie

In mancanza del doppio caposaldo, per la forma a doppia cortina è necessaria una testata particolare, che consenta l’aggancio da una parte al palo e dall’altro ai due fili (D). Deve trattarsi di strutture molto resistenti, perché sui fili grava tutto il peso della vegetazione e della produzione. Per attenuare le sollecitazioni indotte dagli organi scuotitori, la testata non è saldata in modo rigido al caposaldo, ma solo incernierata alla staffa di aggancio.

Sostegni particolari per zone di montagna

Hanno l'obiettivo di esporre al meglio la superficie fogliare allo scopo di favorire la maturazione anche in ambienti più freddi. Dividono la zona fruttifera in due aree a monte ed a valle, facilmente accessibili (E).

Sistemi a Y per forme a pergola

Nelle zone della classica pergola veronese è in atto la tendenza a sostituire i tradizionali sostegni di legno o cemento con dispositivi di acciaio premontati con un'inclinazione a 45°. Nell'insieme la struttura è più compatta consentendo una maggiore insolazione (F).

(A) - Allevamento GDC, adatto alla vendemmia meccanica per scuotimento verticale, sorretto con pali di cemento e appositi braccetti di ferro zincato. Nel particolare aprifilo inseribile per la pettinatura (Civa).


(B) - Braccetti specifici per sistema di allevamento GDC (Civa).


(C) - Braccetti per GDC in un vigneto dell'Abruzzo (Vignetinox).

(D) - Testate per forme di allevamento a GDC (Valente).


(E) - Particolare sagomatura del palo Triacca per vigneti di montagna (Vignetinox).


(F) - Particolare dispositivo ad Y utilizzato in sostituzione della pergola nella zona del Veronese (Metalgei).

Accessori per reti antigrandine

La rete antigrandine, proposta in vigneto fin dal 1958, ha avuto diffusione alterna nel tempo. Trova ancora oggi degli estimatori, ma in numero contenuto, a causa del costo elevato.
Per ottenere una protezione veramente efficace da parte di questo riparo e per garantire la stabilità del medesimo, anche nelle condizioni di particolare intensità (vento forte, elevata quantità di grandine), è indispensabile che la rete sia tesa perfettamente, grazie all’impiego di specifici accessori. Allo scopo si utilizzano appositi tubi rotanti, che avvolgono la rete, portandola in tensione. Questi, ed i morsetti di chiusura, sono normalmente realizzati in ferro zincato, mentre le placchette per fermare la rete sono in plastica (G, H).

Reti di recinzione per animali selvatici

I limiti alla caccia hanno consentito in diverse zone il proliferare di animali selvatici quali caprioli e cinghiali che possono compromettere in modo importante la coltivazione della vite. Diventa quindi indispensabile provvedere, prima dell'impianto delle barbatelle, ad apposita recinzione che, in presenza di cinghiali, deve risultare particolarmente robusta (I).

Altri accessori

Per impedire danni da parte dei roditori, si può circondare il vigneto con apposite reti. Talvolta il problema si risolve con una protezione tubolare per pianta.
Dove abbondano gli uccelli, magari per la presenza di boschi, allo scopo di limitare i danni all’uva, si possono predisporre dei dispositivi atti a spaventarli o ad impedire che giungano sui grappoli. Un sistema adottato in Svizzera consiste in nastri riflettenti la luce, che ondeggiano al vento. Più sicura è la rete, che, oltre ad impedire l’accesso agli uccelli, li spaventa, perché talvolta rimangono impigliati nelle maglie (L).
Per le uve da tavola, è comune l’impiego di coperture di PVC, atte ad anticipare la maturazione, preservare l’uva in caso di raccolta tardiva o con funzione antipioggia. I teli vengono disposti sopra i tendoni semplicemente appoggiati sulla vegetazione o su appositi supporti a tunnel (M).

(G) - Reti antigrandine perfettamente tese sull'impianto e particolare delle placchette (Arnoplast).


(H) - Rete a grembiule utilizzabile anche per la vendemmia meccanica (Valente).

(I) - Recinzioni a protezione del vigneto contro i cinghiali (Ferro A. - Arcelor Mittal - Crapal) e a destra fase di stesura con appositi attrezzi (Agrichianti).



(L) - Nelle zone in cui la viticoltura interessa piccoli appezzamenti frammisti a boschi i possibili danni causati dagli uccelli sono elevati al punto che può diventare necessario proteggere i grappoli con apposite reti.


(M) - Teli disposti sopra i vigneti a tendone adatti a produrre uve da tavola (Solprea).

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).