capitolo 11

RESISTENZA DEI SOSTEGNI

Sollecitazioni sui sostegni

Albino Morando, Claudio Corradi

I sostegni della vite sono sottoposti a numerose sollecitazioni fisiche, chimiche, biologiche e meccaniche, che possono ridurre la durata e la portanza degli stessi (A). Si deve inoltre adattare il sostegno al grado di meccanizzazione e all’ambiente, scegliendo caso per caso il materiale, le forme e le dimensioni più adatte.

Forma di allevamento

Il sistema di allevamento e la sua espansione influiscono notevolmente sulle sollecitazioni che interessano i pali. Ad esempio, la controspalliera e le cortine semplici e doppie sollecitano fortemente i pali a flessione, mentre i tendoni tendono a deformare il sostegno verticale per carico di punta.

Natura del terreno

Il terreno tenace rende difficoltoso il piantamento, ma assicura maggiore stabilità al sostegno. Questo, essendo infisso rigidamente, dovrà sopportare il massimo sforzo nella zona di affioramento; in un terreno meno consistente una parte della spinta viene assorbita dal terreno stesso, però il palo perde la verticalità. Per assicurare la stabilità in qualsiasi condizione, il tutore dovrà avere una sezione adeguata, scelta secondo l’esperienza, lasciando un margine di sicurezza per far fronte alle sollecitazioni accidentali.
La natura del terreno influisce poi in misura determinante sulla durata dei pali di legno. Terreni asciutti e ben drenati diminuiscono l’attacco dei funghi, che sono invece favoriti dal pH acido e da condizioni di elevata umidità nella zona del colletto. Nei terreni salmastri, i sostegni di ferro non rivestito subiscono una corrosione molto rapida per cui se ne sconsiglia l’impiego; in queste condizioni resiste bene il cemento armato, purché prodotto con tecniche adeguate.

Ambiente

La presenza nell’aria di agenti corrosivi (salsedine, piogge acide, inquinanti aeriformi industriali, ecc.) può ridurre di molto la durata dei sostegni metallici. In condizioni difficili, anche l’acciaio inox AISI 304 può avere dei problemi per cui, eccezionalmente, può essere proposto il più costoso AISI 316.
Importanza considerevole assume il vento che, se ricorrente, causa l’ondeggiamento della vegetazione, provocando un continuo sfregamento tra filo e zona di aggancio sul palo. Il danno può essere attenuato applicando sui fili manicotti di materiale elastico non abrasivo. Per contro, la ventilazione può attenuare l’umidità che favorisce i funghi lignicoli.

Conduzione del vigneto

Il transito delle macchine nel vigneto aumenta la probabilità di urti accidentali, dovuti alla trattrice e agli organi lavoranti (zappette e coltelli rotanti, organi battenti o sfreganti, tastatori rigidi, ecc.). I danni aumentano con le capezzagne e gli interfilari stretti, la pendenza dei terreni, le forme di allevamento alte, l’impiego di macchine scavallatrici.
Un discorso a sé stante è quello dell’impiego della vendemmiatrice a scuotimento orizzontale i cui organi battitori percuotono regolarmente i sostegni, danneggiando gli spigoli perché più esposti, con la conseguenza, nel tempo, di compromettere la stabilità del sostegno e di inquinare il mosto.
In previsione della vendemmia meccanica è quindi d’obbligo adottare sostegni adatti scegliendo, ad esempio, nell’ambito dei pali di cemento, quelli precompressi con spigoli arrotondati.

Fattori accidentali

Si tratta di eventi meteorici o di altra natura di eccezionale gravità, che determinano sollecitazioni traumatiche. Sono purtroppo frequenti, in alcune zone, tempeste di vento o addirittura veri e propri tornado che si abbattono sul vigneto rompendo i sostegni, con grave danneggiamento sia della struttura portante che della coltura.
Per le forme di allevamento con pali non infissi nel terreno (tendoni), ma appoggiati ad un basamento di cemento, la caduta delle strutture di sostegno può essere dovuta alla rottura di un solo caposaldo angolare (B).
Per i vigneti a controspalliera non mancano i casi di rottura dell’intera palificazione, specie se i pali sono di legno usurato o di cemento non adeguatamente dimensionato in rapporto alla massa fogliare e produttiva che devono sopportare. Risultano più esposti i vigneti ubicati alla sommità di colline o allo sbocco di vallate, non protetti da barriere naturali (boschi, rilievi) o artificiali (frangivento) (C).
I vigneti ubicati in prossimità di strade di comunicazione molto frequentate sono anche a rischio di danni causati da automezzi usciti, per incidente, dalla carreggiata (D). Di solito, il danno al vigneto è il male minore, che comunque viene risarcito completamente delle strutture e delle piante distrutte, nonché del mancato reddito. In ogni caso, nelle zone a rischio, non è corretto sistemare dei sostegni eccezionalmente robusti, che potrebbero aumentare i danni alle persone.

(A) - Sollecitazioni cui sono sottoposti i sostegni

(B) - Palificazione di diverse forme di allevamento e risposta a sollecitazioni di vario tipo.

(C) - Vigneto abbattuto dal vento con rottura di tutti i pali metallici come ben evidenziato nel particolare.

(D) - Filari distrutti da un'auto uscita di carreggiata.

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).