capitolo 12

ALLESTIMENTO

Tracciamento

Simone Lavezzaro, Albino Morando

Preparazione del terreno

Dopo lo scasso sono quasi sempre necessarie ulteriori lavorazioni per portare il terreno nelle condizioni ottimali e facilitare le operazioni di impianto (A). Qualora siano ancora presenti radici della coltura precedente è bene effettuare una lavorazione a 20 - 30 centimetri di profondità per sollevarle e quindi asportarle.
Nel caso siano presenti pietre, può essere utile intervenire con apposite macchine in grado di sminuzzare il terreno ed approfondire gli inerti, affinché non ostacolino la messa a dimora dei pali e delle barbatelle (B).

(A) - Per rendere il terreno perfettamente livellato e facilitare la messa a dimora di pali e barbatelle occorre effettuare una buona fresatura prima del tracciamento.


(B) - L'operazione di sminuzzamento o interramento dei sassi rappresenta un costo aggiuntivo, ma indispensabile, soprattutto per la futura gestione del terreno nel vigneto (Carbogreen).

Tracciamento dei filari

Fatta la scelta del sesto, della forma di allevamento e dell’orientamento delle file, il primo intervento è il tracciamento delle capezzagne e dei filari. L’operazione può essere fatta dal personale disponibile in azienda o, meglio ancora, da ditte specializzate che grazie alla professionalità ed alla strumentazione adeguata, riducono considerevolmente i tempi necessari, assicurando inoltre risultati migliori: a tale scopo un tempo erano molto utili apparecchiature come il livello, lo squadro graduato e a prismi e, per le grandi estensioni, il tacheometro (C). Oggigiorno il sistema satellitare integrato da opportuni software facilita di gran lunga le operazioni, offrendo la massima precisione (D).
Nel caso di impianto manuale è consigliabile provvedere prima alla messa in opera dei pali ed in seguito a quella delle viti (ovviamente non è possibile con l'impianto a macchina). In questo modo è agevole posizionare esattamente i tutori, assicurando allineamenti perfetti in tutte le direzioni.
Inoltre la successiva messa a dimora delle barbatelle risulterà estremamente facilitata, consentendo di sistemarle anche molto vicino ai sostegni già posizionati, senza il rischio di danneggiare la piantina durante la messa in opera del palo.
Per l’impostazione dei filari e delle capezzagne le difficoltà aumentano con la pendenza e con l’irregolarità del terreno. Negli appezzamenti molto declivi è determinante posizionare le capezzagne nelle linee di compluvio, perché su queste sarà possibile, anche in seguito, realizzare eventuali fognature o riportare il terreno eroso.
Gli allineamenti possono essere impostati con una serie di fili disposti ortogonalmente, all’incrocio dei quali si conficcano dei picchetti con funzione di “segna palo”, costituiti da piccole aste (lunghe 20 - 30 cm) di legno, bambù o plastica. Lavorando con ricevitore satellitare si può omettere la stesura dei fili, in quanto sarà la strumentazione collegata al satellite ad indicare con precisione il punto il cui sarà inserito il sostegno. Questa soluzione modernissima viene però ancora poco utilizzata perché richiede la disponibilità di più strumenti e il risparmio di tempo è comunque non sempre tale da giustificare l'investimento.

(C) - In passato si procedeva prima alla squadratura all'interno dell'appezzamento, quindi si prolungavano le linee. Oggi l'impiego del GPS rende più veloce e precisa l'operazione. La fase successiva di picchettamento con i fili incrociati si mantiene identica e viene ancora oggi molto utilizzata (Ferro A.).



Approvvigionamento dei materiali

Il numero preciso di barbatelle si ricava dividendo la superficie utile, al netto di carraie, per il sesto d'impianto (superficie utile in m2/(m di distanza fra le file x distanza lungo la fila). A volte il vigneto può presentare forme irregolari con sfasamenti importanti nel numero di piante, pali, fili, tutori ecc. Tale studio può essere condotto dal tecnico aziendale con adeguata esperienza, oppure richiesto a professionisti esterni.
Spesso lo stesso commerciante dispone di personale qualificato in grado di consigliare, proporre e confrontare diverse soluzioni confacenti ai singoli casi (E).

(D) - Grazie ai sistemi satellitari combinati è possibile stabilire al computer la disposizione dei filari, anche in funzione delle curve di livello. Ciò risulta fondamentale nelle sistemazioni di collina, dove l'orientamento dei filari incide in maniera determinante anche sulla regimazione delle acque (Biomac).


(E) - La progettazione dell'impianto e l'organizzazione degli acquisti va vista nel suo insieme, da personale esperto che conosce bene il territorio, come suggerito nella figura sottostante (Bioverde).

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).