capitolo 12

ALLESTIMENTO

Sistemazione dei fili e degli accessori

Albino Morando, Simone Lavezzaro, Claudio Corradi

Ancore e puntoni

Per le ancore costituite da una massa (pietra, mattoni, blocco di cemento) collegata al caposaldo con un filo è indispensabile scavare una buca (a mano o con la trivella), inserire l’ancora e poi rimettere il terreno, costipandolo il più possibile.
Le ancore ad elica si avvitano (a mano o con dispositivo meccanico collegato alla trattrice) (A), mentre le altre vanno conficcate a pressione. In tutti i casi è importante ottenere un ancoraggio stabile, collaudandolo a trazione prima di effettuare la legatura al palo di testata. È molto importante che le ancore vengano conficcate nel terreno alla maggior profondità possibile. Anche il posizionamento dei puntoni richiede molta cura, soprattutto se, come presumibile, viene ricercata una buona uniformità estetica. Il poggiapuntone è sempre indispensabile. Successivamente, si fissa il contropalo al caposaldo tramite le apposite staffe, cravatte o collari (B).

Supporti per fili

Quando il filo viene legato o inchiodato al palo si procede prima alla stesura dello stesso e poi al suo fissaggio sul sostegno. Prevedendo invece dei supporti (mensole, distanziali), questi vanno applicati prima, in modo che il filo durante la stesura venga subito posto in opera.
I supporti possono venire applicati a pressione, legati con filo di ferro, infissi con chiodi, bulloni o pinzatrice meccanica o pneumatica.
Per un impianto efficiente e non dispendioso è importante che le operazioni si svolgano con velocità e precisione, ricorrendo preferibilmente ad attrezzi semplici e maneggevoli. La sistemazione dei fili risulta agevolata e meno costosa quando i pali sono di acciaio profilati a caldo, inox o Cor-ten e provviste delle apposite asole (C).

(A) - Avvitamento delle ancore tramite apposita attrezzatura a barella. Tale operazione è pittosto onerosa perché richiede la presenza sempre di due operatori (Ferro A.).


(B) - Disposizione dei contropali muniti di apposito poggiapalo (Ferro A.).


(C) - Applicazione di specifici distanziatori a molla (Visconti).

Stesura dei fili

Non è sempre necessario che i fili siano stesi tutti già all’impianto; per quelli posti più in alto si può attendere l’anno successivo. Talvolta, si preferisce completare subito la messa in opera, approfittando del fatto che non ci sono ingombri da parte della vite.
Per gli impianti di ampie dimensioni è possibile meccanizzare l’operazione srotolando tutti i fili necessari con un unico passaggio, che può consistere nel legare i fili alle testate e portare in avanti le matasse svolgendole gradualmente (quando il filo viene fissato su supporti aperti); altrimenti è indispensabile lasciare fisse la matasse sulle capezzagne e avanzare con i capi dei fili che vengono, di volta in volta, infilati nei fori dei pali o delle traverse (D, E, F).

(D) - Svolgifilo doppio di grandi dimensioni per fili di acciaio zincato o inox (Vignetinox). Nei tondi: (E) - svolgifilo su carriola a 2 posizioni, (F) - svolgifilo da 3 a 6 posizioni, con avvolgitore idraulico (Dolmec).

Tensionamento dei fili

Indipendentemente dalla forma di allevamento, i fili vanno sempre ben tesi tra i capisaldi per assicurare la migliore stabilità della struttura e facilitare tutte le operazioni sul vigneto (G).
I fili possono venire tesi a mano (H), con tendifilo mobile oppure meccanismi fissi, posti ad uno od entrambi gli estremi, o ancora in posizione intermedia, soprattutto per filari piuttosto lunghi.
Per i fili di materiale plastico e per quelli di ferro zincato o acciaio inossidabile di piccolo calibro è frequente, anche se faticosa, la tensione manuale. L’operazione è più agevole se si impiegano guanti adatti o si utilizzano apposite maniglie o morsetti tendifilo.
Per i fili di dimensione media, si può ricorrrere ai tendifili fissi che, a seconda delle loro caratteristiche, possono venire applicati già in fase di posa in opera del filo o successivamente. Per i fili più robusti (calibro 18-22 impiegati nei sistemi Casarsa, GDC, per le reti antigrandine, ecc.) può essere indispensabile un tendifilo mobile, abbastanza pratico da usare e in grado di esercitare sforzi consistenti (fino a 400 kg). Occasionalmente, qualche agricoltore impiega il trattore o appositi verricelli per tendere i fili grossi su filari particolarmente lunghi.
è ovvio che i fili possono essere ben tesi con gli appositi tendifilo solo se i capisaldi sono saldamente infissi nel terreno e sono muniti di puntone o ancorati.
Oggi si stanno diffondendo i fili mobili, che vengono messi in tensione da appositi dispositivi a "molla" o di altra natura, al fine di permettere lo spostamento del filo verso l'alto durante la stagione vegetativa.
L'allestimento dell'impianto si completa disponendo i tutori che vanno fissati al filo di banchina (I, L).

(G) - Tensionamento dei fili di ancoraggio delle testate (Pusabren).


(H) - Stesura manuale dei fili e, nel tondo, particolare del piantamento degli appositi chiodi di supporto dei fili (Terpa - Ferro A.).

(I, L) - Distribuzione dei tutori (Arco del Lavoratore), nella foto sotto, fissaggio degli stessi al filo come ben evidenziato nel particolare.



Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).