capitolo 2

VIGNETO: NUMERI E AMBIENTE

Esempi pratici di costi

Simone Lavezzaro, Stefano Ferro

L'impianto di irrigazione (A) è ormai la norma in molti vigneti di tutte le aree viticole del mondo (B). Fanno eccezione le zone sufficientemente fresche, peraltro non frequenti, oppure quelle collinari in cui i terreni con buona ritenzione idrica consentono alla vite di sopravvivere anche nei periodi di siccità e, comunque, l'irrigazione sarebbe impossibile per la mancanza di acqua.
L'impianto rappresenta un sistema complesso formato da diversi materiali che, oltre il costo d'acquisto e installazione, necessitano di manutenzione ordinaria costante, che richiede notevoli spese di gestione. Ad incidere in maniera determinante sul costo dell'impianto vi è infine l'installazione di ciascun elemento nel futuro vigneto. Alcune di queste operazioni sono di facile esecuzione, come la posa in opera dei tutori, il fissaggio dei fili e degli accessori, la legatura delle barbatelle. Altre sono più complesse ed onerose, considerando che, mentre le prime possono facilmente essere eseguite dal viticoltore, il tracciamento del vigneto, la posa dei pali e la messa a dimora delle viti di solito sono affidate a ditte specializzate.
In realtà anche queste operazioni, con tempo, pazienza e fatica potrebbero essere fatte in proprio. Ricorrendo ad un semplice squadro agrimensorio e filo di plastica si potrebbe realizzare il tracciamento (C) e, con la trivella, scavare i buchi per i pali.
Tale modo di procedere è però realistico solo per piccoli appezzamenti, mentre quando le superfici si ampliano occorrono apposite attrezzature, che richiedono non solo investimenti piuttosto onerosi per l'acquisto, ma una buona esperienza e manualità per il loro utilizzo. Per questo motivo, da un punto di vista economico, ma anche per la buona riuscita del lavoro, nella maggior parte dei casi conviene delegare personale specializzato.
Il tutto, a maggior ragione dall'avvento del satellitare (D) che ha agevolato molto i rilievi per la squadratura dell'appezzamento, consentendo in poco tempo e con costi contenuti il tracciamento del vigneto.

(B) - Nell'allestimento di un impianto di irrigazione in vigneto bisogna avere la consapevolezza non solo del costo iniziale, ma anche della futura manutenzione.


(C) - Il ricorso al solo squadro agrimensorio e al sistema di fili risulta adatto solo ad appezzamenti di piccole dimensioni (Ferro A.).

Lo stesso dicasi per la posa in opera dei pali, dove l'utilizzo del piantapali a pressione o percussione ha migliorato la velocità di esecuzione e il perfetto allineamento dei sostegni.
Per quanto riguarda il costo complessivo della messa a dimora dei pali, incide molto la loro distribuzione in vigneto. Infatti, questo è pressoché doppio per i sostegni di cemento (economici) rispetto a quelli di metallo (più costosi), con un costo finale molto simile. Tuttavia l'acciaio, essendo di gran lunga più leggero, oltre ad agevolare la distribuzione dei sostegni nell'appezzamento, specie quando questo è declive o difficile da raggiungere, presenta anche vantaggi notevoli per l'applicazione di fili ed accessori (E).
Infine, una voce di costo piuttosto rilevante è rappresentata dalla piantumazione delle barbatelle. Essa incide in modo determinante sui costi d'impianto, a seconda del sistema utilizzato. Considerando di svolgere il lavoro manualmente la spesa triplica tra messa a dimora delle viti con radice lunga, scavando il buco con la trivella, rispetto al lavoro fatto con forchetta, che prevede il taglio dell'apparato radicale.
Ovviamente tale costo è in seguito compensato dalla miglior ripresa ed entrata in produzione delle viti messe a dimora con radice lunga. Dove possibile il miglior compromesso è rappresentato dall'impianto a macchina, che coniuga la possibilità di mantenere intatto l'apparato radicale della pianta con la velocità e buona precisione della messa a dimora (F). Il limite di questo sistema è ovviamente la pendenza del terreno, che rende difficoltoso il transito della macchina ed anche la dimensione dell'appezzamento. Infatti, qualora la lunghezza dei filari sia inferiore ai 50 m, può diventare antieconomico ricorrere al piantamento meccanico.

(D) - Il sistema GPS consente non solo di velocizzare e rendere più precise le operazioni, ma è possibile studiare a tavolino, dopo un rilievo preliminare, la disposizione dei filari, in base a diversi parametri, come ad esempio le curve di livello, che consentono di avere le file sempre in piano, nel caso di terreni di collina.


(E) - Tabella costo posa in opera

(F) - Impianti molto fitti fanno lievitare i costi non solo per l'acquisto di un maggior numero di barbatelle e di tutori, ma anche per la messa a dimora degli stessi. Infine, occorre tener presente che la futura gestione del vigneto sarà più costosa in presenza di un numero elevato di piante per ettaro.

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).