capitolo 3

TERRENO

Operazioni preliminari

Albino Morando, Stefano Ferro

Il vigneto può venire impiantato su appezzamenti precedentemente vitati (reimpianto, detto anche ristoppio), oppure su un terreno vergine (nuovo impianto), incolto o adibito ad altre colture. In ogni caso, è molto importante effettuare un esame dettagliato della situazione in cui si trova il terreno da vitare, allo scopo di ricavare utili informazioni per progettare razionalmente il nuovo vigneto (A).
Molto importante è l’analisi storica riferita all’appezzamento in questione e a quelli confinanti. Ad esempio frane avvenute in passato, oggi non più visibili perché ripristinate, dovrebbero suggerire accorgimenti specifici nella progettazione dei drenaggi. Va inoltre tenuta in considerazione la presenza di punti di raccolta (pozzi, bolle, minilaghetti, ecc.) o di affioramento delle acque e, da quelle zone, devono rigorosamente partire opportuni sistemi di deflusso per smaltire le infiltrazioni che, inevitabilmente, continueranno a confluire in quei punti tramite canalizzazioni sotterranee naturali formatesi nel tempo.
Qualora si debba operare in zona poco nota, è importante attingere notizie dagli agricoltori locali, i quali possono fornire informazioni preziose sulla stabilità del terreno, sulla sua attitudine alla coltivazione della vite, ecc. Se, ad esempio, viene riferito che in quella zona, in passato, il vigneto è stato estirpato perché non consentiva risultati adeguati, è da stolti pensare che oggi i problemi di adattabilità siano scomparsi. Questo non significa abbandonare l’idea di piantare la vigna, ma capire quali erano i motivi che provocavano le difficoltà di adattamento e valutare se, con i dovuti accorgimenti e i mezzi oggi disponibili, sia comunque possibile realizzare un vigneto funzionale.

Disboscamento

Volendo convertire a vigneto un terreno boscoso (B) occorre tagliare le piante, estirpare accuratamente i ceppi e le radici e quindi trasportarli fuori e lontano dal vigneto. La tentazione di interrarli sul posto è forte, soprattutto per motivi economici, ma è molto probabile che tale materiale apporterà marciumi radicali, in particolare Armillaria mellea, che dopo pochi anni distruggeranno le giovani piantine e quelle poste a dimora in seguito, nell’inutile tentativo di sostituire le fallanze. Prima di procedere al disboscamento, è necessario ottenere i necessari permessi da parte degli Uffici competenti (Corpo Forestale dello Stato, Regione, Provincia, Comune, ecc.).

Estirpo del vecchio vigneto

L’estirpo del vecchio vigneto richiede tempi e costi notevoli, in quanto tutti i materiali devono essere recuperati per riutilizzo o smaltimento (C, D). Intervenendo subito dopo la vendemmia, è possibile effettuare un trattamento diserbante con un erbicida sistemico tipo glifosate (8-10 L/ha di formulato commerciale al 41%), con l’obiettivo di far morire le radici e ridurre la sopravvivenza di nematodi infetti, in grado di trasmettere le virosi del complesso dell’arricciamento al nuovo vigneto. Per raggiungere risultati accettabili è però necessario attendere almeno 15-20 giorni prima di effettuare la potatura e l’estirpo dei ceppi. L’intervento con glifosate, anche se consigliato, non è frequente. Dopo la potatura, si trinciano i sarmenti per agevolare il transito nei filari.
Se i fili presenti sono riutilizzabili, si possono recuperare usando la stessa attrezzatura per lo svolgimento del filo. I pali di legno si possono riutilizzare come tali o come legna da ardere, per quest’ultimo caso con l’esclusione dei pali tanalizzati. I pali di cemento integri sono reimpiegabili, mentre quelli rotti vanno smaltiti, con costi abbastanza elevati. L’estrazione dei sostegni è agevolabile utilizzando una catena collegata al sollevatore idraulico della trattrice o, meglio, con apposite pinze idrauliche, disponibili su alcuni modelli di piantapali (E). I ceppi si possono tagliare a fior di terra o divellere legandoli con una catena unita alla trattrice.
Se il reimpianto è previsto in tempi brevi, sono sicuramente positivi l’asporto accurato delle radici (tramite escavatore, estirpatore o apposito aratro sollevatore), quindi la raccolta ed il trasporto fuori del vigneto di tale massa (F), fonte di sopravvivenza dei più comuni nematodi, vettori di virus dannosi alla vite.

(B) - Prima di procedere al disboscamento occorre ottenere i necessari permessi.


(C) - I pali di legno usurati non trattati e i ceppi si possono utilizzare come combustibile. I sostegni ancora funzionali possono servire per rimpiazzi in vigneti adulti (Cooperativa Terre del Piemonte).

(D) - Il rinnovo dei vigneti è d'obbligo anche nelle zone blasonate, dove la mancata produzione per almeno tre anni incide in misura così notevole da consigliare estirpi frazionati (Serralunga d'Alba, zona del Barolo). Nel tondo trasporto dei vecchi ceppi fuori dal vigneto.


(E) - Escavatori muniti di appositi organi sono utili per velocizzare l'estirpo di pali e ceppi (Agrichianti).


(F) - L'asporto delle radici è impresa laboriosa e costosa, ma salutare per il nuovo vigneto, soprattutto quando l'impianto è immediato.

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).