capitolo 3

TERRENO

Fognature

Albino Morando, Simone Lavezzaro

Le fognature hanno lo scopo principale di canalizzare e trasportare le acque di scorrimento superficiale per impedire che erodano il terreno (A, B, C, D). Possono svolgere contemporaneamente la funzione di drenaggio, mentre non è possibile il contrario. Infatti, mentre per le prime occorrono tubazioni di grande sezione (25-80 cm), come dreni bastano tubi di 10-15 cm di diametro.
Per l’ intercettazione delle acque la classica grata (G), anche se a maglie larghe, rischia di essere intasata da foglie, rami, sterpaglia, tralci, sassi, ecc. Altre soluzioni sperimentate sono: la pozzetta aperta con sponde in legno per il convogliamento delle acque, la grata protetta da picchetti verticali, oppure una fossa di grandi dimensioni.
La realizzazione della fognatura diventa sempre più problematica man mano che si scende verso il fondo della collina, dove la massa liquida, convogliata dal grande invaso a monte, assume portate molto alte, di grande impatto e di eccezionale forza erosiva. È quindi indispensabile prevedere una canalizzazione che raggiunga il fondo della collina o zone dove non si creano danni, non essendo consentito lasciare sfogare una fognatura nel terreno di altrui proprietà. Allo scopo sarebbe opportuno progettare le canalizzazioni per l'intero versante in modo da regimare le acque a livello totale, in grado di sopportare anche eventi eccezionali. I materiali utilizzabili per le fognature erano in passato essenzialmente il cemento (E) (molto più raramente il cotto). Attualmente questo materiale, pur costando quasi la metà della plastica, presenta notevoli svantaggi (rotture, difficoltà di trasporto, notevoli costi di installazione) per cui quasi mai risulta veramente conveniente. I tubi corrugati di materiale plastico (F) con doppia parete e quindi resistenza allo schiacciamento (portanti) solitamente lunghi 6 metri, molto leggeri, facili da innestare, consentono una rapida realizzazione di una fognatura funzionale e duratura. Per ridurre la velocità dell'acqua almeno ogni 40-70 m sono necessarie delle interruzioni costituite da tombini (H) che hanno ovviamente anche lo scopo di intercettare altre acque di scorrimento oltre che di ispezione. La profondità non è legata al funzionamento, l'importante è che sia al di sotto di eventuali lavorazioni. Quando possibile conviene realizzare le fognature in corrispondenza delle capezzagne, scelta che consente eventuali interventi di ripristino futuri senza interessare il vigneto. Nel caso il percorso oggetto della fognatura necessiti anche di funzione drenante bisogna forzatamente aggiungere un apposito tubo da drenaggio (I, L).

(A) - Erosione importante di una parte di terreno, facilitata anche dall'assenza di inerbimento.


(B) - Le capezzagne prive di inerbimento sono le zone più soggette a fenomeni di erosione.

(C) - In assenza di adeguate fognature, piogge importanti possono scoprire l'apparato radicale delle viti.


(D) - La mancata realizzazione di adeguate vie di sfogo delle acque di scorrimento superficiale possono portare a gravi danni al vigneto.


(E) - I tubi di cemento, molto usati in passato, possono svolgere contemporaneamente la funzione di fognatura e drenaggio, acquisendo l'acqua dalle giunzioni ma, pur costando meno come materiale, diventano poco economici in fase di messa in opera. Inoltre possono rompersi, per cui oggi sono sconsigliati.

(F) - I lunghi tubi di materiale plastico permettono di realizzare fognature resistenti e di facile posa in opera. Nel tondo particolare di assi posti davanti i tombini, allo scopo di convogliare le acque.


(G) - Grata transitabile con mezzi meccanici. La ghiaia previene parzialmente l'intasamento (Agriserv).

(H) - Tombini di ispezione. Nei terreni declivi possono anche rallentare il flusso (Agrichianti).


(I) - Realizzazione di una fognatura adeguatamente provvista di tombini d'ispezione e di captazione delle acque. Si noti inoltre il tubo del drenaggio connesso con il tombino stesso (Agriserv).

(L) - Le sistemazioni di collina prevedono fognature (blu) e drenaggi (rossi) accuratamente predisposti per limitare al minimo fenomeni erosivi e frane. In giallo il rio che funge da canale di raccolta delle acqua superficiali e di infiltrazione.

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).