capitolo 4

BARBATELLA

Scelta dei cloni

Franco Mannini, Stefano Ferro

Per la coltivazione, la vite viene propagata tramite parti vegetative (talea, marza, gemma), che assicurano la costanza delle caratteristiche della pianta madre negli individui derivati. Ovvero, da un genitore valido deriverà una progenie altrettanto utile, mentre da una vite con tare genetiche o malattie (virosi), si otterranno individui meno graditi. Prima dell’avvento della fillossera, si effettuava una selezione massale, prelevando le talee da piante ritenute migliori dal viticoltore.
Questa semplice valutazione visiva si è mantenuta con gli innesti fatti in campo; faceva parte dell’abilità dell’innestatore scegliere le marze adatte, dalle piante migliori.
Poi, con la specializzazione dell’attività vivaistica, ingranditasi troppo in fretta nell’ultimo dopo guerra, si è commessa talvolta la leggerezza di utilizzare marze raccolte alla rinfusa senza un minimo controllo alla fonte, con l’inconveniente di propagare materiale non sempre idoneo e diffondere virosi dannose.
Negli anni ’70, si è presa nuovamente coscienza del problema e, con uno sforzo unanime tra ricercatori, vivaisti e viticoltori, che continua tuttora, si è lavorato per migliorare la qualità e la sanità del materiale propagato. I risultati sono interessanti e concreti, con la disponibilità di uno o più cloni su quasi tutti i portinnesti e su circa la metà dei vitigni iscritti al Registro delle Varietà.
I sistemi di miglioramento genetico attuabili sulla vite sono l’incrocio, il mutazionismo naturale o indotto, la selezione massale, la selezione clonale e sanitaria. A questi metodi tradizionali, si potranno aggiungere tecniche di bioingegneria genetica, ma per risultati alla portata del viticoltore, occorrerà ancora attendere.

(A) - I grafici a sbarre rappresentano i dieci cloni più utilizzati di ciascuna varietà (media 2010- 2014) - fonte: Registro Nazionale delle Varietà di Vite;
(B) - La linea rappresenta la superficie vitata dal 1970 al 2010; il valore si riferisce agli ha nel 2015 - Fonte: Istat.





Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).