capitolo 1

STORIA

Origini - 800

Daniela Bussi, Albino Morando

Antico testamento - Genesi, 9-20. Noè pianta una vigna sul Monte Ararat.
Viticoltura greca - Piante abbastanza fitte, allevate basse senza sostegni o con corti sostegni inerti (A).
Viticoltura etrusca - Piante disposte distanti maritate agli alberi (B) o appoggiate a sostegni alti (C).
Epoca romana - L’impiego dei salici per il sostegno della vite è conosciuto sia per produrre pali (Salix alba o salice comune), che per ottenere legacci (Salix viminalis) (D), alla coltivazione e preparazione dei quali è addetto il salictarius.
92 d.C. - Domiziano, in un suo famoso editto, blocca l’impianto dei vigneti per evitare che le terre migliori vengano occupate da questa coltura, sottraendole alla produzione di cereali di cui v’è penuria. La costrizione non risulta gradita e viene poco rispettata.
280 - L’imperatore Probo abroga l’editto di Domiziano e favorisce i nuovi impianti in Gallia e lungo il Danubio impegnando, talvolta, perfino l’esercito per allestire nuovi vigneti.
1000 - A seguito dell’instabilità politica e delle scorrerie dei barbari, la superficie destinata a vite si riduce drasticamente, rimanendo confinata in ambienti protetti, quali i monasteri benedettini e cistercensi.
1100 - Prime trafilerie per la produzione di fili di ferro. La trafilatura è invece molto più antica, essendo noti reperti archeologici con fili di rame e oro anche molto sottili, realizzati oltre 5.000 anni fa.
1601 - Robin introduce dal Nuovo Continente una leguminosa arborea che non esisteva in Europa e che, in suo onore, viene chiamata Robinia pseudoacacia. Per oltre 200 anni questa essenza rimane relegata negli orti botanici e solo in seguito (1830-1860) prende a diffondersi, anche rapidamente, grazie alla capacità di sintetizzare l’azoto tramite i batteri fissatori presenti sulle radici, costituendo un’ottima materia prima per legname da ardere e per pali di sostegno.
1625 - Il duca di Lorraine (Francia) fa trasportare 3800 carri a due ruote (tombereaux) di pelouse (terreno inerbito) per migliorare il terreno dei vigneti del suo Château de Condé-sur-Moselle. 1740 - B. Huntsman mette a punto il primo processo, attualmente superato, di produzione dell’acciaio.
1767 - De Boissieu propone il solfato di rame per aumentare la durata del legno (E).
1796 - In Inghilterra Parker fabbrica il primo cemento a presa rapida (cemento Parker o cemento romano), cuocendo nei suoi forni da calce le concrezioni marnose contenute nelle argille del Tamigi.
1800 - Lesage ottiene un materiale idraulico di alta resistenza calcinando i ciottoli calcarei di Boulogne sur Mer.
1800 - Primi impieghi di tendifilo fissi (G).
1800 - In generale in questo secolo l’impiego dei fili è un problema perché rappresenta un esborso in denaro (forse l’unico per impiantare il vigneto), mentre tutte le altre operazioni (scasso (F), lavorazioni, concimazioni, barbatelle, sostegni verticali, ecc.) vengono realizzate in azienda.
1823 - Il curato don Carlo Raja, parroco di Busto Garolfo, in una comunicazione all'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere propone l'impiego di fili lunghi e ben tesi tra i pali di testata, contrariamente ai fili corti e lenti che si usavano in precedenza. Per questo utile suggerimento riceve una medaglia d'argento (Cavazza, 1934).
1823 - Vengono proposti nuovi e più moderni sistemi per utilizzare il filo di ferro in vigneto.
1832 - L’inglese Kyan (da cui il nome “Kyanizzazione”) propone l’impiego del sublimato corrosivo per aumentare la resistenza dei pali di legno.
1845 - L’avvocato Boltri, sindaco di Lu Monferrato (AL) in una sua pubblicazione illustra tutti i vantaggi che possono derivare dalla sostituzione delle canne (H) con piccoli tutori di robinia (ancora quasi sconosciuta), ottenuti con un taglio ogni 2-3 anni.

1845 - Michaud raccomanda in Francia l’impiego di filo di ferro zincato.
1855 - A Bordeaux viene introdotta la classificazione delle zone (crus) più vocate per la coltivazione della vite.
1858 - Inizia l’importazione di varietà dall’America (Isabella, Delaware, Catawba, Rebecca, Concord, Clinton) per la promettente resistenza all’oidio, tendenza che durerà fino al 1862.
1860 - In Germania alcuni agronomi iniziano a sperimentare la subirrigazione tramite tubature in argilla che hanno anche la funzione di drenaggio del terreno.
1860 - M. Chatelier stabilì la composizione chimica del cemento consentendo così la produzione industrializzata del calcestruzzo.
1860 - Viene proposto l’impiego di tubi di ferro di recupero come sostegni per la vite.
1863 - Prima traccia di fillossera in Inghilterra su foglie e su radici di vite in un vivaio presso Londra (I). Nello stesso anno si rinvengono colonie anche nel Dipartimento del Gard, in Francia.
1865 circa - Il Marchese Ridolfi (L) utilizza pali di ferro a T ed a L come sostegno per vigneti.
1865 - Il francese J. Monier inventa il cemento armato, che troverà rapidamente impiego in tutti i settori delle costruzioni.
1868 - Guyot, nella sua opera fondamentale “Études des vignobles de France” insiste sui vantaggi del filo di ferro zincato.
1868 - In Francia viene individuato il primo focolaio di fillossera. Con l’introduzione di questo parassita, cambiano le regole e le tecniche d’impianto in tutto il mondo, rendendo indispensabile l’impiego del portinnesto.
1869 - Al Convegno viticolo di Beaune viene proposto l’impiego delle viti americane per ottenere viti resistenti alla fillossera.
1870 - A Grenoble, in Francia, si producono i primi pali di cemento armato per vigneto (M).
1870 - L’agricoltore astigiano G. Boschiero è uno dei pionieri nell’impiego dei fili di ferro zincato (Cavazza, 1934).
1870 circa - Fino a questa data le viti vengono moltiplicate tramite propaggine e, in molti casi, non esiste il filare, ma i ceppi sono disposti alla rinfusa.
1870 - A partire da questo periodo, con l’avvento della fillossera, la ricostruzione dei vigneti è stata fatta esclusivamente a filari, anche per favorire il traino animale nelle lavorazioni del terreno.
1874 - Carpenè (N) e Vianello della Scuola Enologica di Conegliano stimano che una superficie di 22 ettari di coltura promiscua sia pari ad un solo ettaro di coltura vitata specializzata.
1875 - Inizia nella Francia del Sud la piantagione di numerose varietà di viti americane destinate a diventare madri di talee, portainnesti o soggetti da ibridazione. Esse provengono quasi tutte dagli stati sud occidentali, in particolare dall’immenso bacino del Mississippi.
1879 - La fillossera è riscontrata anche in Italia.
1879 - Il portinnesto Rupestris du Lot (O) viene notato per la prima volta da R. Sijas a Montferrier presso Montpellier e viene poi studiato da Alexis Millardet che gli attribuisce il nome.
1880 - L. Viala e R. Michel ottengono il portinnesto Riparia Gloire de Montpellier, selezione di Vitis riparia Michaux.
1882 - Alexis Millardet et Charles Grasset creano i portinnesti 41 B (ibridando lo Chasselas con il polline di una Berlandieri) e 106.8 e, nell’anno successivo, il 101-14 incrocio Vitis riparia x Vitis rupestris.
1882 - George Couderc (P) costituisce il portinnesto 3309 ibridando la Riparia tomentosa con la Rupestris Martin e il 1616 ibridando Vitis longii e Vitis riparia.
1882 - Ottavi (Q) sperimenta, forse per primo in Italia, i pali di cemento armato nella sua tenuta Cardella, sita in Piemonte nei pressi di Casale Monferrato (AL).

(G) - Tendifilo di legno.

(H) - Canne utilizzate come sostegni.

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).