capitolo 5

PALI DI LEGNO

Attitudine del legno come sostegno

Albino Morando, Simone Lavezzaro, Davide Morando

I motivi della diffusione ancora attuale del legno come sostegno della vite sono da ricercarsi nei suoi pregi (A), in grado talvolta di sopperire al principale, importante aspetto negativo, rappresentato dalla deperibilità.
Per l'ottenimento dei pali si può impiegare il tronco come tale (B), scelto di sezione idonea in base agli impieghi: 6-10 cm di diametro per i sostegni di mezzeria e 10-18 cm per quelli di testata. In tal caso, è importante disporre di essenze con un elevato rapporto durame / alburno, oppure, per quelle che lo consentono, procedere ad idonee impregnazioni per favorirne la durata nel tempo.
Disponendo di un tronco di grandi dimensioni, è invece possibile suddividerlo in travetti di sezione quadrata o rettangolare della dimensione voluta. Occorre a questo punto scartare l’alburno, ovvero la parte esterna, caratterizzata da una bassa resistenza ai parassiti del legno. Tali travi devono avere sezioni piuttosto grandi perché il taglio ottenuto per segagione, non rispettando completamente le fibre del legno, ne indebolisce la struttura (C).
In ogni caso, nell’ambito di ciascuna essenza, la resistenza è inversamente proporzionale alla velocità di accrescimento (D). Alberi provenienti da zone siccitose, in cui i cerchi annuali sono molto sottili, presentano di solito un peso specifico più elevato, e, di conseguenza, una maggior longevità rispetto alla medesima essenza cresciuta in climi più freschi e umidi. Questo aspetto non è sempre di facile individuazione, per cui è preferibile l'approvvigionamento da ditte note, in grado di offrire le opportune garanzie.
Ovviamente esisterà una sensibile differenza di prezzo, in funzione proprio della massa volumica di ciascun lotto, ma il costo maggiore è ampiamente giustificato e recuperabile grazie alla maggior durata nel tempo.
L'inconveniente relativo alla durata limitata del palo di legno è da sempre dibattuto ed in cerca di soluzioni, anche attraverso numerose prove sperimentali, in cui sostanze naturali e di sintesi sono state applicate al fine di preservarne l'integrità (E).
Le impregnazioni effettuate in cantieri specializzati possono incrementare la longevità del sostegno, rispetto al medesimo privo di trattamento, ma nessun intervento antropico è finora riuscito a imitare l'effetto della natura, secondo cui il legno più pesante può sopravvivere in vigneto anche decine di anni, mentre legni molto porosi, anche se sottoposti a trattamenti, hanno sempre una durata inferiore (F).
Un tempo l'approvvigionamento del legno era il più vicino possibile al luogo di utilizzo, viste le difficoltà di trasporto e la presenza di ampie aree boschive in tutta la Penisola, mentre negli ultimi decenni sono state introdotte essenze provenienti anche da zone molto lontane, come la Lophira alata di origine equatoriale, il pino marittimo e l’eucalipto dal Portogallo, ed altre minori (G). Queste presentano costi più contenuti rispetto ad esempio ai pali di castagno, ma non sempre abbinano la medesima durata.

(A) - Caratteristiche positive e negative dei pali di legno, indipendentemente dall'essenza utilizzata


(B) - Vecchio vigneto della zona del Barolo con pali di legno posti a distanza ravvicinata. La ridotta dimensione dei sostegni imponeva di ridurre lo spazio tra i pali, in modo da incrementare la resistenza totale della struttura, considerata anche l'altezza non trascurabile della parete fogliare.

(C) - Caratteristiche meccaniche di alcune essenze legnose impiegate


(D) - Il palo di legno viene ritenuto particolarmente adatto ad integrarsi con l’ambiente: è però necessario che duri a lungo. Nelle zone boschive collinari o di montagna, in cui i terreni non sono particolarmente fertili, l'accrescimento delle piante è piuttosto lento. Ciò assicura un maggior peso specifico e di conseguenza una miglior longevità del sostegno.

(E) - Dopo il taglio nei boschi i pali di legno vengono accatastati in attesa delle operazioni di appuntitura ed, eventualmente, impregnazione o bruciatura (Agristella).


(F) - Pali di legno scortecciati ma non impregnati, messi a dimora in un nuovo impianto. Da notare l'assenza di accessori (molle o mensoline), che di solito vengono inserite in un secondo momento (Agrichianti).


(G) - Operazioni di scortecciatura al fine di rendere il palo più levigato (Carmo - Anglo Portuguesa).

Vigna nuova
Vigna nuova
A cura del coordinamento scientifico Vit.En
Quarto volume della collana BACCO DIDATTICO, riedizione aggiornata dei volumi editi da Vit,EN. MATERIALI E TECNICHE PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO del 1994 e VIGNA NUOVA del 2003. In questo volume si affrontano in maniera approfondita e con l'ausilio di molte foto, schemi e tabelle, tutti gli argomenti inerenti l'impianto di un nuovo vigneto. Si parte dalla storia delle tecniche e dei materiali, si prosegue con la preparazione del terreno, la scelta delle barbatelle dei sesti d'impianto e della forma d'allevamento(con particolare attenzione a tematiche attualissime come i vitigni resistenti), le varie tipologie di sostegni fili e accessori (comparati per costi, pregi e difetti). L'opera si conclude con accenni alle prime cure del vigneto e agli interventi straordinari. Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro: Lucio Brancadoro - Dipartimento Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università di Milano; Daniela Bussi - Vit.En. Calosso (AT); Claudio Corradi - Civa Correggio (RE); Alba Cotroneo - Settore Fitosanitario Regione Piemonte; Stefano Ferro - VitEn Calosso (AT); Gabriele Gallesio - Tecnico viticolo; Cesare Intrieri - Dipartimento Scienze Agrarie Università di Bologna; Simone Lavezzaro - VitEn Calosso (AT); Luca Lazzeri - CREA CIN Bologna; Franco Mannini - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR Grugliasco (TO); Albino Morando - VitEn Calosso (AT); Davide Morando - VitEn Calosso (AT); Maresa Novara - Tecnico viticolo; Enrico Peterlunger - Dipartimento Scienze Agroalimentari Università di Udine; Martino Pedrini - Clemens; Chiara Roggia - Enocontrol Alba (CN); Anna Schneider - Istituto Protezione Sostenibile delle Piante CNR - Grugliasco (TO).